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Il vampiro è sempre stato il simbolo di una sessualità alternativa: difficilmente fa sesso con le sue vittime, pur se bellissime, ma le morde voluttuoso, cibandosi lui e dando piacere estremo a loro. Se bisogna credere ai libri di Anne Rice tipo Intervista col vampiro scopriamo che, in quanto morti, i vampiri sono impotenti e le vampire frigide. A dire il vero se le guardi bene queste creature della notte sembrano tutto forchè allupate, certo magari ti spogliano, ma, arrivati al dunque, si limitano a pungerti la gola e facendoti pure diventare come loro.

Sangue Della Veroini title cardCome diceva Silvia Koscina nel capolavoro comico di Lucio Fulci, Il cavalier Costante Nicosia Demoniaco, “Si, ho capito, metti le candele, l’atmosfera, i vestiti, e poi? Due morsi e a casa? Ma vaffanculo!”. Se invece prendiamo l’idolo delle adolescenti emo di questo nuovo millennio, Stephenie Meyer, i vampiri nella saga di Twilight scopano sì ma solo durante il matrimonio perchè prima scappano come tante donnicciule con i lacrimoni agli occhi. Oh dio che schifo! Si stava spogliando! Certo è che Bella ed Edward una bambina l’hanno fatta, quindi sfatiamo ogni dubbio sulla potenza sessuale del vampiro romantico. Comunque anche negli anni 60/70 se prendiamo film come L’ultimo vampiro (“La stirpe de los Dracula”) del grandissimo Leon Klimowsky, il conte vampiro aveva figli e nipoti, e, affrontando la Hammer, Christopher Lee seminudo che si incide il petto per far bere la sua vittima in Dracula non sembrava poi così sminchiato.

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C’è poi tutta una filmografia sexy sulle vampire che parte da Jean Rollin e i suoi immortali capolavori lesbo come gli struggenti Fascination e Requiem pour une vampire, passando per il Jesus Franco di Erotikiller (vampire pompinare), fino ad arrivare ai B movie dei giorni nostri, i vari Fratter, ma anche le Lesbian vampire killer inglesi. Senza contare che la già citata Hammer negli anni 70 con prodotti anche pregevoli come Mircalla di Jimmy Sangster ha cercato di calcare la mano sul sesso a discapito delle atmosfere. Arriviamo quindi a questo Il sangue delle vergini, produzione argentina del 1967, dove il vampiro acquista una conformazione porcella inedita. Ecco che succhia il sangue tutto vestito da gran cerimonia, ma ad un certo punto la mano scivola dal viso e via che tocca le bocce nude della sua vittima, e mica si ferma, anzi eccolo tutto contento che ravana felice. Non sapremo mai se l’arnese gli funziona, ma, impotente o meno, si vede che la materia gli piace. Le vampire poi di questo film sembrano infoiate non poco visto che preferiscono succhiare il nettare maschile piuttosto che il sangue, e sembrano anche propense ad arrivare fino in fondo. L’opera di Emilio Vieyra è poca cosa, a dire il vero, ma ha un tale ginepraio di donne bellissime e nudissime, dalle tettone prorompenti, che dimentichi anche la stupidità dei dialoghi e la cretineria delle situazioni.

Sangue Della Veroini title vampire

Siamo d’altronde in un film che inizia circa dopo 10 minuti di montaggio sublimale a base di balletti in feste ye ye, fricchettoni arrapati e coppie che vengono riprese senza motivo ad amoreggiare. Gli spunti alla Mario Bava, soprattutto l’uso delle luci, vengono subiti dimenticati a favore di un gotico porcello che sembra guardare la nostra serie B horror con reverenzialità per poi buttare tutto nel bordello. I vampiri non si possono vedere, soprattutto il Gustavo interpretato da Walter Kliche con questi dentoni da zanzara che fanno cadere dalla poltrona per le risate. Interessante però l’idea che i non morti di quest’opera si trasformino in gabbiani piuttosto che in pipistrelli, ma è un’intuizione che non viene comunque mai sviluppata fino in fondo. E’ il primo film comunque che, per motivi di budget, presenta non il solito castello del Conte Dracula di turno, ma la sua baita invernale(!!!!). Emilio Vieyra morì nel 2010 a quasi 90 anni nella sua Buenos Aires, non peccò mai di eccessiva bravura registica, ma lasciò al mondo un pugno di horror scollacciati dai titoli già cult, La venganza del sexo, Placir sangriento e La bestia desnuda, tutti con la sua musa, la bellissima Susana Beltran, che in questo film interpreta la vampiressa Ofelia. Tanto di cappello!

Ah piccola postilla: in questo film di vergini neppure l’ombra!

Andrea Lanza

Il sangue delle vergini

Titolo originale: Sangre De Virgenes (conosciuto anche come Red horror)

Anno: 1967

Regia: Emilio Vieyra

Cast: Ricardo Bauleo, Susana Beltran, Gloria Prat, Walter Kliche, Rolo Pluente, Emilio Vieyra, Orestes Trucco

Durata: 85 min.

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