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Sciagurato fu Ammazzavampiri (Fright night), opera cult degli anni 80, per i mostri che generò. Vada per il gustoso Vamp con una Grace Jones demoniaca dal make up strepitoso, vada pure per Ammazzavampiri 2, pur se debole e meno efficace del prototipo, ma tutte quelle commediole a sfondo vampirico come La brillante carriera di un giovane vampiro o Se ti mordo… sei mio con un giovanissimo Jim Carrey, francamente, se non penose, lasciavano il tempo che trovavano. Ma nessuna di queste oper(acc)e è mai riuscita ad eguagliare la leggendaria approssimazione tecnica, lo squallore recitativo e il nonsense ironico di Vampire Knightgli acchiappavampiri (o, nei titoli di testa, conosciuto come Le amazzoni della notte). Difficile girare, anche mettendoci tutta la buona voglia del mondo, un prodotto talmente scadente e nel contempo tanto miracolato da uscire fuori dallo scherzone amatoriale e fare il giro del mondo, Italia compresa, se non al cinema, almeno in vhs. Benedette quindi le videocassette che, più dei fratelli tecnologici futuri, avevano un posto di riguardo per tutti, sia il blockbuster miliardario che l’opera più raffazzona della filmografia filippina. Era un bene certo perchè, se non tutto, si potevano vedere comunque tanti film, affossati da doppiaggi magari fatti in cantina, ma, per Dio, si aveva una bella scelta senza dover sbavare invidia all’Estero. Certo capolavori, come il primo Pumpinhead, non uscivano e tutt’ora sono inediti, ma si era sicuri che noi italiani “tenevamo” un cuore grande da mamma per le schifezze invereconde. Ecco allora che arriva questo Vampire Knight – gli acchappavampiri, uscito per la gloriosa Multivision, in una copertina truffaldina che faceva sperare in una specie di postatomico alla Mad Max con sottofondo vampirico, una cosa che solo John  Carpenter sulla carta poteva girare, quando, amara verità, il film è ambientato nelle quattro mura di una casa.

La fattura dell’opera è in bilico pericolosamente verso l’amatoriale, con un budget che i siti internet non ci svelano, ma siamo sicuri sarà stato non superiore ad un pranzo a Macdonalds. La vhs ha una qualità scadente, slabbrata, il doppiaggio non presenta rumori di fondo, ma abbiamo scoperto, confrontandola con altre uscite estere, sempre in videocassetta, che l’andazzo non migliora. Oltretutto il film è fuori catalogo ormai in ogni parte del globo, mai baciato da un’uscita in dvd, stroncato un po’ da tutti, un nadir che vi auguriamo non possiate mai vedere e che noi, kamikazen del film introvabile, abbiamo subito per voi.

Vampire Knightgli acchiappavampiri ha una trama scombinata, confusa, un vero delirio narrativo mischiato di tanto in tanto con battute che non fanno, purtroppo, ridere. Tutto ruota intorno ad un ragazzo, di primo impatto ritardato mentalmente, con una folle passione per i vampiri e fan di un Peter Vincent (il comprimario di Ammazzavampiri) della serie B, un certo Sir Peterson (Pierre Turson), divo di un programma horror. Proprio questo figuro rivelerà ai suoi telespettatori di essere in pericolo di morte a causa di un incontro con Dio (?!?). Eh sì perchè il Sommo creatore lo porterà con sè nel Paradiso se i suoi fan non compreranno subito un kit per acchiappavampiri dal prezzo di quasi 30 dollari. Al ragazzo dovrebbe suonare il campanellino di “Attento all’imbroglio” visto che il genio del cinema horror non riconosce il film che sta presentando, ovvero il Nosferatu di Murnau, non proprio la più sconosciuta delle pellicole, chiamandolo con un  titolo tipo “L’orgia dei vampiri”, ma tantè abbiamo detto che non è proprio un personaggio sveglio. Sarà la voglia di salvare Sir Peterson che spingerà il giovane a prestare, dietro la promessa di un acquisto del kit, ad un suo coinquilino la famigerata spilla dell’acchiappavampiri, e quindi a scatenare la trama principale del film. Ad accrescere la nostra convizione che il ragazzo sia un demente sono le scene dove lo vediamo aggirarsi di notte a giocare alla caccia al demone alato armato di balestra nel giardinetto di casa o quando parla da solo, in una stanza da dodicenne, lui attore sui venticinque anni, con il suo unico amico, una testa di morto di plastica. I suoi coinquilini invece hanno una gran voglia di cuccare e, dopo un delirante discorso dove il ragazzone dimostrerà tutta la sua intelligenza (“non ci vengo, le ragazze sono tutte stupide!”), se ne andranno da soli ad un party. Strada facendo i due, provetti Gianni e Pinotto, daranno un passaggio ad un’autostoppista che, senza nessun motivo logico all’interno del film, si tramuterà, con un brutto make up, in un licantropo. Al party arrivano tre vampire che riveleranno presto il loro potere principale: se le palpi il culo sparano, come difesa, un peto incendiario. Un malcapitato lo proverà a sue spese, bruciando vivo,  senza generare alcun panico nei festaioli, amici probabilmente del briccone George Clooney che, fatti di cronaca alla mano, rise come un matto quando, in un party a casa sua a Como, la sua amica Ellen Barkin corse verso il lago urlando con la testa in fiamme. Le vampire cercano, sempre senza nessun motivo logico, un acchiappavampiri e rimorchiano i nostri Gianni e Pinotto che, ricordiamo, hanno la spilla del ragazzo scemo. Da notare che alla festa le amazzoni della notte hanno strappato il cuore ad un poveretto e che ogni tanto diventano pipistrelli disegnati su una luna di cartone con le nuvole dietro. Non solo, ad un certo punto, inaspettato, scatta il metacinema alla faccia di Wes Craven e Scream, sciagurato e geniale: un regista alla festa rivela ad un interlocutore che mai metterà in un suo film horror dei nudi gratuiti perchè non artistici, e, scena dopo, vediamo una ragazza con i seni prosperosi completamente svestita! Manifesto cinematografico di uno stile? A casa dei nuovi amici le tre, una ragazza carina ma vergine, e due trapperoni da strada, fanno conoscenza anche col ragazzo demente che sarà folgorato a poco a poco dalla vampira più decente. Ecco che a questo punto scatta il delirio, tra letti da comicità anni 30 che rientrano negli armadi, una gestione dello spazio totalmente nulla, preservativi gonfiati come palloncini, vibratori morsicati per sbaglio, e la verginella che chiede consiglio alle più esperte su come succhiare il sangue sentendosi rispondere come se dovesse fare un pompino (“Devi ingoiare, vedrai ti piacerà”), il film diventa un guazzabuglio che arranca senza trama, noioso, mal congeniato, in pratica una tortura. Unica nota caruccia, ma folle, l’idea che per non farsi succhiare il sangue basti un collare contro la cervicale (?!?). Finale happy end sconsiderato con tanto di concerto con la tromba tra i due fidanzatini a letto. E non intendo tromba per trombata, ma proprio tromba, lo strumento musicale.

Gli attori, patetici per di più, non hanno un gran passato o futuro nel cinema.  Ken Abraham, il protagonista, fece qualche horrorino trashoso di culto blasfemo come Hobgoblins – una stirpe da estirpare o Creepzoids, molta tv (Angel per esempio), per poi diventare editor di programmi di successo come Disaster date. Pierre Turson, Sir Peterson, fece questo e un’altra commedia horror di basso profilo, Un diavolo di ragazza (insieme a, casualità, Ken Abraham) sempre per la regia di Dan Peterson. Robin Stille, la vampira mora Tasar, interpretò poche cose, tra le quali American ninja 4, e, nel 1996, a causa di forti problemi di alcool, si suicidò all’età di 34 anni. I due Gianni e Pinotto, Thomas Kingsley e Billy Frank, recitarono poco o nulla, il secondo, insieme al solito Abraham in Hobgoblins – una stirpe da estirpare, il ripoff senza effetti speciali di Gremlins, l’altro lasciò al mondo solo questa perla recitativa. Lo stesso per Ann Michaels, la vampira bionda, che fermò qui la sua carriera da attrice. Mary Logan, la bella vergine succhiasangue, smise anche lei di recitare dopo Vampire Knight, ma inaspettatamente nel 1998 scrisse un film, sconosciuto, per di più francese, dal titolo Folle d’elle. Su imdb il voto è 3, 8, sappiamo che non è il sito più valido per sapere se una pellicola vale o meno, ma, se tanto ci da tanto, sembra che la poveretta fosse altrettanto brillante come sceneggiatrice… E dopo sparì dalla circolazione, naturalmente. Il regista Dan Peterson (ogni omonimia è casuale), purtroppo, gira ancora, e sono film uno più brutto dell’altro, per fortuna arrivati pochissimo in Italia.

Vampire Knight, come accennato, è una videocassetta rara, ma è anche un film da evitare a tutti i costi, che ringraziamo Dio non abbia avuto una seconda vita in dvd. Orribile tanto quanto la ragazza figa che ti fai da ubriaco e poi scopri la mattina essere un gioioso culanda. E pensare che da ragazzo mi piaceva pure. Vampire night, ovvio, non il culanda.

Andrea Lanza

VAMPIRE KNIGHTS – GLI ACCHIAPPAVAMPIRI

Titolo originale:    Vampire Knights

Dati:    Anno: 1987

Genere: commedia (colore)

Regia:    Dan Peterson

Cast:    Ken Abraham, Billy Frank, Robin Stille, Thomas Kingsley, Ann Michaels, Lee Martin, Mary Logan, Gail Slade, Kim North, Steve Parks

Note:    Aka: “Le amazzoni della notte”.

Disponibile in VHS (label Multivision numero 100 17 318).

Inedito cinematografico

voto 1/5