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Fabrizio De Angelis è stato una figura cardine per il nostro cinema di genere alternando la carriera di produttore con quella di regista. Grazie a lui abbiamo avuto grandi classici horror diretti da Lucio Fulci, L’aldilà –  E tu vivrai nel terrore, Quella villa accanto al cimitero e Zombi 2, la trilogia di Castellari sui guerrieri del Bronx, e, persino, il Napoli Violenta di Umberto Lenzi. Come regista si è firmato il più delle volte con uno pseudonimo, quando gli pseudonimi anglofoni erano necessari negli anni 80 per portare al cinema il pubblico, girando per la maggior parte buonissimi prodotti d’imitazione americana. Sotto il nom de plume di Larry Ludman diresse la trilogia di Thunder con il femmineo culturista Mark Gregory, ripoff non senza fantasia di Rambo, il western moderno Cane arrabbiato con il figlio del Duca John, Ethan Wayne, l’action testosteronico Impatto mortale e la serie infinita de Il ragazzo dal kimono d’oro, suo titolo più di successo. Erano tutti quanti filmettini girati nel lusso di un’America così lontana dalle nostre tasche, anche quando la vera America faceva da sfondo ad improbabili trame rubacchiate dai veri blockbuster. Eppure ogni tanto a Fabrizio gli capitava di girare qualcosa di buono come l’inaspettato Cobra mission dal finale disperato o il politico Colpo di stato, ma erano e restavano casi: De Angelis era soprattutto un produttore e di quelli bravi, di quelli che purtroppo non esistono più restando fedele alla causa dei generi fino all’ultimo come testimonia questo Breakfast with Dracula – Vampiro a Miami, girato come Ted Russel nel 1993 quando ormai il cinema popolare italiano stava facendo i primi vermi.

A scanso di ogni dubbio diciamolo subito: il film è terribile, qualcosa di così sgangherato da mettere tristezza durante la visione. I generi si mischiano sconsideratamente: Breakfast with Dracula parte come il più classico degli horror con una ragazza in vestaglia inseguita da un vampiro da manuale, mantello nero e dentoni lunghissimi, per poi diventare una commedia abbastanza stupidella con morale annessa sui pericoli del successo. L’inizio con le luci vivaci sparate alla Mario Bava, con questo cimitero a due passi da una villa, con lo splatter timido che irrompe nella sequenza, fa ben sperare, ma poi il gotico cede il passo al sole caldo di Miami che è un anticlimax per un horror. Ma d’altronde siamo in una commedia macabra sulla scia di Una Brillante carriera di un giovane vampiro, con il sapore ancora fresco degli yuppismo di Cocktail e della Milano 2 paninara, quindi lo spazio per il cinema del terrore è solo sussurrato.

Il film è musicato atrocemente da Donald Brent, già nella scuderia De Angelis per il mediocre Karate rock con Antonio Sabato Jr., e qui al minimo storico con uno score inappropriato e fastidosamente onnipresente. La fotografia però dello sconosciuto George Berman è ottima, da grande produzione, e avrebbe meritato  un film migliore. Invece Breakfast with Dracula è mal diretto, con un montaggio aborracciato e dilettantesco, e questo dispiace visto che neppure nelle sue peggiori prove (Iron girl per esempio) De Angelis è stato tanto sciatto. Oltretutto niente è peggio di un film spiritoso che non fa mai ridere, talmente prolisso da risultare alla fine noioso, senza un vero target di pubblico su cui puntare.

Il cast è uno dei punti maggiormenti dolenti di una commedia horror, come già detto, senza guizzi e invezioni, e questo fa riflettere anche perchè un genere come questo dovrebbe vivere di attori in gamba, brillanti e soprattutto simpatici, cosa che gli interpreti di Dracula  a Miami non sono mai. Dietro lo pseudonimo di Anthony Forster si cela l’attore ed ex calciatore Daniele Liotti in una performance imbarazzante da belloccio cruisiano, dimenticata (giustamente) in ogni suo curriculum artistico. Ma la palma di peggiore attrice spetta senza dubbio alla ragazza affittacamere presente ad inizio film (decodificare il nome dell’interprete è impossibile), capace di riscrivere il concetto di dilettantismo con una performance atrocemente grottesca, non seconda a quella di Deborah Reed in Troll 2 già famosa per la sua indecenza.

Anthony Forster molti anni dopo

Tutto sommato invece abbastanza efficace Scotty Daffron, il grasso e mellifluo servo del vampiro Vlady Drake (?!?), già caratterista feticcio di De Angelis per alcuni episodi de Il ragazzo dal Kimono d’oro dove faceva la spalla comica, il ragazzo grasso e petulante. Il resto del cast è formato da attori tremendi e per di più anonimi, che avranno, giustamente, per lo più solo questa chance nel mondo del cinema. Dispiace trovare però coinvolto in questo pasticcio senza capo nè coda il grandissimo David Warbeck, l’eroe dei film avventurosi di Antonio Margheriti e degli zombeschi fulciani, qui in pilota automatico di anonimo caratterista nella sua solita maschera (altrove geniale) di Jack Nicholson della serie B. Oltretutto senza rispetto la copertina della vhs lo chiamerà David Warbenck, cannando il nome dell’unico vero attore presente.

Un mistero invece resta la presenza o meno nel cast di una tra le più famose ragazze di Non è la Rai, la mora Antonella Mosetti: non è segnata tra gli attori, ma sembrerebbe essere lei la comparsa che aiuta Daniele Liotti/Anthony Foster a riprendersi durante la sequenza dello spot fotografico. Senza dubbio la somiglianza è impressionante.

L’unica copia esistente di Dracula a Miami è la vhs italiana edita dalla Avo Film a metà anni 90, ormai introvabile pezzo da collezione. La qualità della suddetta è molto buona, ma il film, qualitativamente, merita l’oblio. La carriera di De Angelis come regista e produttore si sarebbe spenta indecorosamente, da lì a poco, con l’indecente Favola interpretato da un’imberbe Ambra Angiolini, ben lontana dall’intensa attrice di Saturno contro.

Andrea Lanza

UN VAMPIRO A MIAMI(Breakfast with Dracula)

Anno: 1993

Regia: Fabrizio De Angelis (come Ted Russel)

Produzione: Fulvia Film, Victoria Film

Soggetto: John Perry – Sceneggiatura: Tod Barrell

Fotografia: George Berman

Musiche: Donald Brent

Durata: 90 min.

Cast: Anthony Foster (Daniele Liotti), Christine Garrison, Deborah Murphy, David Warbeck, Scotty Daffron, Sophia Sed, Marie Keller, Irina Sidorovskaia, David Warbeck, Roman Devine, Tiffany Bull, Ian Bartlett, Richard Bolt, Angie Hines, Jimmy Schreiber, Barbara Baer, Gary Wolfe, Fred Scott, Martha Kelly, Frank Mignon, William Barnes, Nancy Seigel, Andrew Young, Paul Jensen.

VHS: Avo Film Cod. 3641

Film per tutti (inedito cinematografico)

VOTO 1/5