Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi.

La suggestione del parco dei mostri di Bomarzio fa da cornice ad uno strano film girato dal regista/produttore Charles Band per la sua Full Moon. Il progetto è ambizioso e velleitario rispetto allo standard da basso exploitation che la casa produttrice fino ad allora ci aveva abituato. Si parte dalla favola di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (riduzione di una versione più lunga e meno celebre della stessa ad opera di Madame Villeneuve) sull’amore impossibile tra la pura e affascinante Belle e la deforme e romantica Bestia, per confezionare un film atipico, sempre in bilico tra sogno e realtà, dalla forte componente erotica, quasi una fiaba per adulti. Il modello filmico è certamente Jean Cocteau e il suo La belle e la Bete del 1946, ma il gran lavoro di make up sulla creatura mostruosa (quasi sei ore di trucco) anticipa di quattro anni quello per il Dracula di Coppola, al quale lo stesso effettista, Greg Cannom, lavorò, e che comunque, anche a livello ispiratorio, ebbe più di un debito con l’opera di Band. Basti d’altronde confrontare la scena (bellissima) dove il principe vampiro, mutato in belva feroce, si accoppia con la rossa Sadie Frost in un amplesso non diverso da quello tra lo stunt Alex Daniels (non l’attore principale Malcolm Jamieson), in versione mostruosa, e la stupenda Sherylin Fenn, per cogliere le somiglianze, almeno concettuali, tra i due film. A collaborare al trucco, visto anche il set italiano, c’è il maestro Rosario Prestopino, storico effettista del nostro bis, autore di tanti capolavori anni 80 da Fulci a Lamberto Bava, purtroppo scomparso all’età di 56 anni nel 2008. E’ verosimile che Meridian sia stato girato anche per bissare il successo televisivo dell’epoca, La bella e la bestia con la “Sarah ConnorsLinda Hamilton e il futuro Hellboy Ron Perlman in versione leonina, ma alla fine, nei pregi e nei difetti, l’opera di Charles Band non è uguale a nessun’altra cosa prima: scellerato, sbilanciato, noioso, ma dal fascino indubbio. Sicuramente Meridian è un prodotto costruito sul fascino della Fenn, l’erotica Audrey di Twins Peaks, che di lì a poco sarebbe esploso in produzioni interessanti come Uomini e topi di Gary Sinise e il discusso Boxing Helena della figlia di David Lynch, Jennifer, arrivando a riempire nel 1990 ben 14 pagine del mensile per Adulti più famoso del mondo, Playboy. Meridian è il sogno fatto realtà, le fantasie di ogni maschio dell’epoca proiettate in pellicola, il poter vedere in performance erotiche l’attrice, tanto da rendere necessari i dieci minuti di sequenze dove appare nuda e in pose provocanti, in un film che abbraccia una sensualità tutta patinata e farlocca. Non meno interessante, sul piano voyeuristico, l’altra presenza femminile, Charlie Spradling, già collega della Fenn per Twin Peaks e il cult Cuore selvaggio, anche lei impegnata in focosi amplessi con il belloccio inespressivo Malcolm Jamieson, qui nel ruolo di due gemelli, uno buono e uno cattivo.

Meridian (la tagline “Una fiaba pericolosamente adulta”) venne girato in quattro settimane e mezzo a cavallo tra Umbria e Lazio, con gli esterni nel Parco dei mostri di Bomarzio e gli interni nel Castello di Giove, proprietà di Charles Band fin dal 1986, e scenario di molte produzioni Full moon. Suggestivo visivamente grazie alle riprese di statue giganti dall’indubbio fascino, l’orco che dalla bocca sputa un gruppo di circensi, il drago di pietra, il giardino labirintico pieno di statue di creature mostruose, il film riesce a camuffare una certa povertà di mezzi che si nota soprattutto nelle poche scene di massa. Gran lavoro però di Mac Ahleberg sulla fotografia, innaturale e dai colori fiabeschi, piena di luci coloratissime e nebbie perenni nelle scene dove la bestia, soprattutto nel finale, appare. A musicare il film invece viene chiamato il nostro Pino Donaggio che purtroppo regala una partitura stanca e poco memorabile. Band invece regala la prova migliore della sua modesta carriera, non esente da difetti, ma anche pregiata a livello visivo, con intuizioni di regia a volte non banali. Il problema di Meridian è un altro, purtroppo: il ritmo. In soli 80 minuti di film si sbadiglia e tanto, la storia, tra fantasmi disperati e maledizioni secolari, non convince mai, risulta prevedibile (quando non patetica) anche nelle sue sterzate inedite, e il ridicolo che fa purtroppo capolino più volte. C’è un cattivo uso anche degli attori, che appaiono e scompaiono dallo script senza molta attenzione, e l’idea di un circo maledetto, intuizione bradburiana, viene presto sprecato in un’uso indecente dei clichè, vecchi subito dopo La strada di Fellini. Dispiace che a scriverlo sia stato il grande Dennis Paoli, sue le sceneggiature di Re-animator e Dolls, ma si capisce l’esigenza di Band nel creare in fretta e furia la versione fantasy dei video di Playboy ed essere il primo a svestire Sherylin Fenn. Peccato perchè l’idea di una bella e la bestia hot non è male, ma avrebbe necessitato di più tempo e soprattutto più risorse. Malgrado questo, Meridian resta l’opera più artistica della Full Moon, il film con ambizioni velleitarie più marcate, e uno dei pochi a non far uso dei famosi pupazzoni marchio della casa.

La videocassetta Videogram è abbastanza buona a livello di immagine, ma pecca di avere un doppiaggio indecente che oltretutto riduce la comprensione dell’essere stato girato, in parte, anche in italiano. La versione originale è gustosa, soprattutto nelle prime scene, quando presenta attori non professionisti come il bambino con la zeppola o interpreti americani, come la Spradling, che parlano un italianese incomprensibile. Tutte cose che nell’edizione italiana si perdono ed hanno il culmine nel momento dove la governante chiama in italiano “stellina” la Fenn. Nella versione originale la Spradling chiede all’amica cosa significhi quella parola e questa risponde “little star”, nella nostra videocassetta la giovane sembra un po’ scema perchè ha un dialogo del tipo “Cosa significa stellina?” “Significa  stellina”. La vhs però presenta una chicca non indifferente dopo i titoli di coda, un teaser del film di un paio di minuti e un backstage con interviste ad attori e cast, che rappresentano un interessante documento sulla lavorazione di questa strana e sbilanciata pellicola dall’indubbio fascino.

Andrea Lanza

 Meridian

Titolo originale: Meridian, Kiss of the Beast (aka Phantoms)

Anno: 1990

Regia: Charles Band

Cast: Sherilyn Fenn, Malcolm Jamieson, Charlie Spradling, Hilary Mason, Phil Fondacaro, Vernon Dobtcheff, Alex Daniels, Vito Passeri, Angelo de Bianchi, Salem Badr, Walter Colombaioni, Nashira, Gianluca Tramboni, Fernando Cerulli, Isabella Celani

Durata: 80 min.

vhs: Videogram (VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI – INEDITO CINEMATOGRAFICO)