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Arriva un momento in cui dobbiamo rimanere in piedi e contarci. Questa è la storia di un uomo che l’ha fatto.”

Frase di lancio originale del film

Un marinaio in attesa di un nuovo ingaggio, bloccato perciò in una stanza di New York da solo doma una potente gang metropolitana di chicanos (“The Souls/Le Anime”) che ha terrorizzato il suo quartiere nel Lower East Side.
Non potevo non incontrarmi di nuovo prima o poi con Defiance, che già avevo ri-citato in una mia precedente recensione di Rolling Thunder (1977) altro vero supercult realizzato dal regista John Flynn due anni prima di questo, sul tema cardine della sua intera carriera, la vendetta.
Quando il marinaio Tom Campbell (impersonato benissimo da Jan Michael Vincent, uno dei numi tutelari degli anni ’70 per questo genere di ruoli e di B-movie dei vari filoni) è temporaneamente sospeso dal servizio, prendendo quindi la residenza in un appartamento nel Lower East Side di New York. Il quartiere non sembra un granché per chi proviene da fuori, ma per il prezzo, è un buon affare. Quasi immediatamente dopo il suo arrivo, Tom è integrato e messo al corrente che il piccolo quartiere di New York, è anche una comunità molto unita. Tutti sembrano prendere subito Campbell in simpatia, e sembra che la vita per lui sarà piacevole. Cioè fino a quando Tom riceve la sua prima occhiata addosso da parte di una potente gang di strada conosciuta come “The Souls”, le Anime, che viene guidata dal loro minaccioso capo Angel Cruz (con autorità e inquietante magnetismo reso da Rudy Ramos, già presente tre anni prima in Driver, l’imprendibile [The Driver][’77] di Walter Hill, non a caso), i quali fanno quel che vogliono per le strade, come terrorizzano chiunque capiti loro a tiro. Per anni, i “The Soul” hanno terrorizzato il Lower East Side, usando la forza bruta e l’intimidazione per cavarsela sempre e prendersi tutto ciò che vogliono e gli piaccia, come di far fare a tutti quel che sempre vogliono loro, e non c’è stato nessuno che abbia avuto il coraggio di fermarli. Inizialmente, Tom tentenna, notando che non è il suo posto per fare o dire qualcosa, dato anche che  egli è solo temporaneamente a vivere nella zona, e questo accade ancora dopo che lui stesso è stato attaccato dai “The Souls”. Ma presto, le “Anime” diventano sempre più implacabili all’interno della comunità, e dopo che due uomini sono trovati morti dopo i brutali attacchi, Tom decide poco “saggiamente” di prendere posizione contro i “The Souls”. Tom, insieme ad alcuni amici del quartiere, tra cui Carmine, che una volta era un membro di una banda chiamata “The Casuals”, formano insieme un gruppo per una prova di forza, che sperano possa porre fine alle Anime, una volta per tutte.

I Violenti di Borrow Street, questo il titolo italiano, ebbe una limitatissima uscita nei cinema del nostro paese a luglio del 1980, ma non riuscii a vederlo se non nella videocassetta da nolo della Skorpion del 1987 e dalla pessima copertina, ancora oggi l’unico supporto con il quale il film sopravvive nella nostra lingua. Da quando uscì, trentadue anni fa, questo film ha raccolto un bel po’ di seguito da thriller-culto, basta andare a cercare a riguardo delle informazioni on-line, e come ha ben confermato l’uscita del dvd per la MgM Limited Edition in R1, nel 2011, dopo che fino ad allora era stato comunque presente soltanto in una vecchia (1984) vhs NTSC della Orion. Soltanto leggendo su di esso, l’elemento della terrorizzante gang presente in  Defiance” avrebbe fatto pensare quasi immediatamente a molti film simili. Titoli come Savage Streets (1984) di Danny Steinmann, I Guerrieri della notte (The Warriors) (1979) di Walter Hill, e Un Duro per la legge (Walking Tall) (1973) di Phil Karlson, parrebbero tutti un poco simili a quello che ci si possa aspettare da I Violenti di Borrow Street ( più similarmente di tutti i citati con Un Duro per la legge). Lo sfidato dai teppisti e dalla criminalità delle strade è qui il personaggio di Tom Campbell, ovvero un Blue Collar, tanto per citare anche il grande film di Paul Schrader, ovvero un lavoratore nel settore del personale marittimo dei mercantili, che ritrovandosi per u periodo senza lavoro, si deve quindi essenzialmente muovere in questo per lui nuovo quartiere della città di New York,  ed egli lì diventando il proverbiale “cervo illuminato dai fari”. Stando soltanto cercando un posto per dormire, non avrebbe mai immaginato di aver fatto un primo passo in una sorta di zona di guerra. Il film si muove lungo questa direttrice ad un buon ritmo, mentre al suo interno utilizza lo stesso stile fiammeggiante ma al contempo anche di raggelata introspezione dei personaggi  tipico di John Flynn, e dei suoi precedenti splendidi Rolling Thunder (1977), già supercitato, e Organizzazione crimini (The Outfit) (1973), trasportato nei già divenuti anni ’80. E’ una storia familiare a dir poco, un quartiere che è stato preso in possesso da una da una viziosa gang di strada, di viziosi, drogati teppisti e taglieggiatori, alla quale le persone innocenti che abitano nella comunità non hanno alcuna possibilità di opporvisi, quindi qualcuno deve venire a salvarli. In questo film, nel quale l’eroe ben presto “obbligato”e “costretto” è Tom, egli  in puro stile anni ’80 verrà addirittura nominato come l’eroe del quartiere, prima che lui nemmeno se ne possa accorgere. Non vi è alcuna reale investitura di Tom Campbell, quando egli è a diventare l’eroe, soltanto che egli è giusto, l’unica cosa nuova e di buono che c’è nel quartiere, ben voluto, e come ha avuto modo di dimostrare di alta statura morale, ragion per cui e per qualche altra ragione ancora, tutti si attaccano a lui. Tuttavia, non importa quanto Defiance possa essere dozzinale o prevedibile e non lo è, pur nel suo conformismo al proprio filone è davvero troppo ben realizzato, denso di tensione drammatica e di pathos emotivo, molto coinvolgente da guardare e da ammirare. Defiance è quanto mai proprio uno di quei film che sono definibili come delle specie di “gemme perdute”, è puramente e stilizzatamente  anni ’80. è ricco di violenza, di tensione emotiva, di gusto per l’atmosfera e l’ambientazione, per non parlare che possiede la cara, vecchia e familiare, ben sentita distinzione fra buoni e cattivi e un finale estremamente trascinante.
Il film è, come scritto  in apertura, compiuto ancora più piacevolmente, a causa di prestazioni attoriali di buon livello. Nel ruolo del protagonista Tom, abbiamo Jan Michael Vincent. Vincent  come accennato prima nella stessa rece, era un attore che ha lavorato molto nei generi degli ’70 e fino ai primi anni ’80, e aveva interpretato altri due ruoli simili in almeno altri due eccellenti “revenge movie” precedenti: Violenza sull’autostrada (White Line Fever) (1975) di Jonathan Kaplan, e Squadra d’assalto antirapina (Vigilante Force) (1976) di George Armitage. Certo, quando si vede Jan Michael Vincent, non si può anche non pensare  sempre a lui come al bastardo di ghiaccio, giovane allievo-killer di Charles Bronson in Professione: assassino (The Mechanic) (1972) di Michael Winner. Qui in Defiance, si trova però in un ruolo diverso, lui è il bravo ragazzo, l’eroe se volete. Devo ammettere, che in un primo momento, può essere un po’ difficile prendere proprio lui per l’eroe, dati certi suoi ruoli come il suddetto, ma non ci vuole poi molto tempo per abituarsi ad esso, e ben presto ti ritrovi a immedesimarti e parteggiare per lui come tutta la strada del film. Sul lato opposto, l’antagonista di Vincent, vi è il citato e ultra-cool Rudy Ramos come “Angel”, il leader dei “The Souls”, dal carattere di ghiaccio e sempre apparentemente calmo e controllato, ma ancora con qualcosa che ti dice di non avere assolutamente a che fare con lui. Proprio l’amico Domenico Burzi potrà ricordare Ramos nella bella miniserie originale Helter Skelter (’76) di Tom Gries. In quella miniserie, egli ha un piccolo ruolo come uno dei membri della famiglia Manson, che deciderà di aiutare la polizia. Il suo ruolo fu breve, ma da quando l’ho rivisto nel bel dvd della Warner R1 ho sempre pensato che fosse così freddo in quel film, che è poi il modo in cui trasmette questa aria così apparentemente rilassata e di grande freddezza, qualsiasi cosa gli accada, come che egli commetta, la quale è propria anche del personaggio di “Angel” in questo film, che a dir poco è cazzuto. In un ruolo di supporto abbiamo anche il grande Danny Aiello quasi agli esordi, come “Carmine”. Carmine è il personaggio di “alleggerimento”, poiché  frequentatore del locale pub, e a cui piacerebbe soprattutto di avere un po’ di tranquillità e di media serenità, data l’aria che tira nel quartiere. Carmine si da il caso che sarà anche il primo uomo ad avere le palle e la determinazione di mettersi a fianco di Tom nella sua lotta contro i “The Souls”, ma Carmine è e rimane come detto, colui che essenzialmente dà al film un po’ di umorismo, come egli si dimostrerà però anche molto meno leggero e superficiale di quel che potevano pensare di lui i suoi amici e gli altri vicini del quartiere. In altri ruoli, vi sono Theresa Saldana, come la ragazza che prova un’interesse amoroso per Tom, di nome Marsha, e la vera leggenda del cinema settanteso Art Carney, appena reduce come protagonista dagli splendidi L’Occhio privato (The Late Show) (1977) di Robert Benton, Vivere alla grande (Going’ in Style) (1979) di Martin Brest, e grande Premio Oscar come Miglior Attore Protagonista per Harry & Tonto (Harry and Tonto) (1974) di Paul Mazursky, che interpreta il saggio titolare del negozio di alimentari del quartiere, “Abe”.

Anche se quindi in una forma certo un poco stereotipata e prevedibile, Defiance è in realtà un film molto buono, e oggi è una grande capsula del tempo e del periodo in cui è stato fatto, capace di restituire allo spettatore appassionato che abbia l’età giusta per avere vissuto davvero quegli anni, insostituibili sensazioni ed emozioni. E’ a mio parere sicuramente un film che ha un alto “valore di risposta”.
Come livello di violenza ci sono un paio di colpi di pistola e un paio di vittime che vengono picchiate fino a sanguinare. La colonna sonora come per quasi ogni film di questo tipo e di quel periodo, questa di Defiance offre un paio di belle e orecchiabili canzoni. Il resto originale della colonna sonora composto dall’attivissimo professionista Dominic Frontiere è soprattutto eseguito con i sintetizzatori.
In definitiva. pur non avendolo potuto vedere all’epoca della sua prima uscita cinematografica a causa della sua troppo limitata distribuzione nostrana, grazie proprio alla vhs della Skorpion Home Video intitolata I Violenti di Borrow Street potei successivamente apprezzare davvero questo gioiello degli anni ’80. Il quale è la classica ma realizzata intrigantemente, storia di violenza urbana e vendetta che senza timore di scarse probabilità, non avrei potuto che adorare. Gli appassionati come me  dunque di film come Un Duro per la legge,  o qualsiasi altro titolo in quel filone sono sicuri di poter ampiamente godere della visione di Defiance. Defiance è stato anche programmato negli ultimi anni dal canale satellitare di Sky, MgM Channel,  in widescreen anamorfico e con il doppiaggio originale italiano, dal medesimo master della Limited Collector’s Edition su menzionata in dvd, ed è la migliore fonte disponibile a tutt’ora. Detto questo l’immagine delle vhs, Skorpion come della Orion NTSC, non era certo perfetta, in quanto vi è una certa “sdoppiatura” d’immagine, soprattutto evidente nei totali e nelle scene in esterni. La qualità della versione trasmessa da MgM e quindi del dvd, anche se in widescreen, si presenta anch’essa come una seppur ottima VHS, ma non offre niente di più, comunque rimanga la migliore in circolazione.

Napoleone Wilson

I violenti di Borrow Street

Titolo originale: Defiance

Anno: 1980

Regia: John Flynn

Cast: Jan-Michael Vincent, Theresa Saldana, Danny Aiello, Rudy Ramos, Lenny Montana, Art Carney, Santos Morales, Frank Pesce, Don Blakely, James Victor, Randy Hermann, Lee Fraser, Joseph Campanella, Fernando López, Alberto Vazquez, Church Ortiz, Ismael ‘East’ Carlo, Tom Reese, Ernie F. Orsatti, Tony Sirico, E. Brian Dean, Margarita García, Philip Levy

Durata: 90 min.

VHS: SKORPION – FILM PER TUTTI