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Diavolo, che malinconia a rivedere Il soffio del diavolo, un  horror che all’epoca, quand’eri ragazzino, ti aveva colpito moltissimo. Anche ora le cose buone risaltano, ma purtroppo anche quelle cattive, che facendo il bilancio sono davvero molte. Questo non toglie che l’opera prima di Charles Philip Moore abbia delle idee grandiose e una certa fantasia, almeno a livello di sceneggiatura, nel rendere affascinante un terreno ormai inflazionato, anche nel 1990, come l’horror demoniaco a metà tra The evil dead e La notte dei morti viventi. Quello che non convince, purtroppo, è la messa in scena abborracciata, il make up pessimo con attori che indossano maschere di carnevale per sembrare mostri spaventosi, e gli effetti speciali poco speciali fatti di luci disegnate sulla pellicola per simulare raggi laser alla Mazinga Zeta. La storia molte volte sembra facilona, non si cura dei vari personaggi, li descrive sommariamente e fa fare loro cose abbastanza cretine come quando, dopo averci spiegato che questi simil zombi escono solo di notte, fa restare a casa i nostri eroi di giorno per poi farli uscire all’avanscoperta appena cala il tramonto. Mah. Ovvio che poi il loro numero scenda esponenzialmente. Alcune scene poi hanno dell’incredibile: davanti ad uno scheletro crocefisso di una specie di coyote una ragazza esclama “Che figo” tutta eccitata pur sapendo che i suoi amici sono morti, che un gruppo di demoni li insegue e che sono al’interno di una specie di stalla mattatoio, ovvio il teschio dell’animale la divori subito dopo, sta cretina. Oppure altro momento di irripetibile follia quando il personaggio più timido si tramuta in un mostro e comincia a palpeggiare le tette di una ragazza. Giuro, ho dovuto rivedere tre volte questa scena per autoconvincermi di non stare sognando. Non la divora, gli tocca le tette con frasi come “Ho sempre desiderato farlo” “Guarda che bello che sono diventato” mentre perde pus dalla pelle. Oh my god! Poi naturalmente non dimentichiamoci i dialoghi del tipo “Sono davvero coraggiosi ad addentrarsi nella foresta. Li stimo”. “Per me moriranno”. “Si anche per me”, cazzo alla faccia degli amici! Eppure, come dicevo all’inizio, il film ha una buona atmosfera avvalorata da due o tre idee di sceneggiatura non male come l’escamotage di rinchiudere i ragazzi in una realtà parallela dove le rovine di una casa divorata da un incendio sono il passaggio tra questo e l’altro mondo. Buone anche un paio di morti, ben ritmate, come la trasformazione improvvisa, un po’ alla Demoni di Lamberto Bava, di una ragazza davanti gli occhi inorriditi del suo fidanzato o il combattimento tra umani e mostri a colpi di kung fu e fucilate (il sangue degli esseri è stranamente giallognolo tipo pus). L’uso smodato del fog, tipico di quegli anni, conferisce alla storia un’aria quasi surreale che camuffa la pochezza degli scenari e il brutto trucco degli attori, un po’ come per l’affascinante ma scalcagnato Zombi 3 filippino di Lucio Fulci e compagnia brutta. Il soffio del diavolo è figlio di un certo horror d’imitazione anni 80 che aveva come titolo principe La notte dei demoni di Kevin S. Tenney, dal quale prende pure l’idea dei satanassi parlanti. Peccato che l’opera di Charles Philip Moore sia troppo sbilanciata tra i vorrei  e i non posso, deludendo alla fine ogni tipo di spettatore, anche quello più di bocca buona. Alcuni film dovrebbero restare solo nei ricordi dell’infanzia.

NOTA: La vhs Columbia è di qualità bassissima con un doppiaggio senza rumori di fondo non indegno degli inediti distribuiti da case meno famose, e presenta un’immagine sgranatissima.

Andrea Lanza

Voto 2/5

Il soffio del diavolo

Titolo originale: Demon wind

Anno: 1989

Regia: Charles Philip Moore

Cast: Eric Larson, Francine Lapensee, Rufus Norris, Bobby Johnston

Durata: 95 min.

VHS: Columbia