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Reperto archeologico del 1969  assemblato da Luigi Scattini dopo il grande successo di “Svezia, Inferno e Paradiso” (1968).

Invece di confezionare un altro mondo-movie  seguendo la scia del predecessore, quindi una cosa come “Germania, Inferno e Paradiso” tanto per capirci (titolo in effetti propostogli dai produttori, a detta del regista stesso) Scattini si interessò invece alla magia bianca e nera  seguendo un itinerario che lo portò in Brasile, Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia a testimoniare la diffusione di tali pratiche.

“In tutto il mondo ci sono uomini e donne che praticano le arti magiche o diaboliche. Tra Dio e Satana ci sono gli Angeli Bianchi e gli Angeli Neri. Sono persone normali, come noi. Forse sono tra i nostri conoscenti. Invocano Dio o Satana alla ricerca di una magia forte, miracolista, che la macchina da presa ha fissato con immagini senza precedenti…”

Parole di Scattini che per undici mesi raccolse materiale poi confluito in questo mondo-movie sicuramente conosciuto dagli appassionati del genere che non ha però goduto di quell’attenzione che avrebbe invece meritato.  Assistiamo alla profanazione del cimitero di Highgate,  a rituali esoterici con contorno di  discinte fanciulle, all’incontro con una strega londinese e al matrimonio di una coppia americana  celebrato dal famoso Anton LaVey, sedicente rappresentante del Maligno sulla terra, fino al delirante finale in cui un individuo residente a Los Angeles mostra il cadavere della madre congelato in attesa di un suo imminente risveglio.

Luigi Scattini é un essenzialmente un documentarista (ma non solo, ricordiamo anche “La Notte dell’alta marea” e “La Ragazza Fuoristrada” , atipico erotico-esotico con Luc Merenda e Zeudi Araya)  e si riallaccia  alla  filiera dei mai dimenticati Jacopetti e Prosperi, portando a casa un film che risulta certamente datato per il pubblico odierno; sarebbe comunque fare un torto a Scattini affermare che la pellicola  sia mediocre o inutile. Anzi. Il lavoro svolto dal regista e dal suo operatore Claudio Racca (autore di un altro oscuro mondo circolato poco e male “Love Duro e Violento”, 1985) é comunque molto interessante e godibile come documento di una cinematografia ormai defunta, un ibrido irresistibile tra documentario e ricostruzione abilmente camuffata da reportage che mischia voodoo, satanismo, stregoneria, echi del massacro di Bel Air e chi più ne ha più ne aggiunga, non dimenticando di essere un prodotto da exploitation  soprattutto quando punta la cinepresa sui  volti e i corpi delle donne  che partecipano ai riti collettivi, che non si capisce si trovino coinvolte per reale convinzione o per puro caso.

Bellissimi i titoli di testa con la canzone “Angeli bianchi… … Angeli neri” cantata da Shirley Harmer, valore aggiunto alla splendida colonna sonora composta dal Maestro Piero Umiliani (disponibile su LP Omicron S 0017 e ristampata dalla benemerita Easy Tempo nel 1997, Cd ET 903) , in grande spolvero, che si avvalse delle registrazioni effettuate in Brasile da un gruppo vocale del luogo, senza contare i contributi dei “soliti noti” Nora Orlandi, Edda Dell’Orso e I cantori Moderni di Alessandro Alessandroni, tra musica etnica, jazz e melodia.

Il film di Scattini, regolarmente distribuito in Italia nel settembre 1969, trovò pure una distribuzione statunitense a partire dal 10 novembre 1970, ovviamente con un altro titolo, “Witchcraft ’70” e con scene aggiunte per accentuare il gradiente sexy girate nientemeno che dal mitico Robert Lee Frost, grande exploiter su cui bisognerebbe pubblicare un trattato, autore di “Camp 7: Lager Femminile”, “The Scavengers”, “Violentata davanti al Marito” e “Polizia Investigativa Femminile”, che come biglietto da visita credo possa bastare. Il commento fuori campo fu affidato a Edmund Purdom, in sostituzione dell’inconfondibile voce calda e profonda di Enrico Maria Salerno che si ascoltava nella versione italiana (con testo scritto da Alberto Bevilacqua).

Altro discorso per la versione in vhs, disponibile negli anni ottanta in una oscura  Sony NTSC dal titolo “The Occult Experience” che accreditava la Cinetel Production Limited e la J.C Williamson Film Management come produttori, qualità piuttosto scadente con spuntinature, fotogrammi mancanti e colori slavati che non rendono giustizia al lavoro di Racca e Scattini. Da riscoprire assolutamente e in versione italiana.

Domenico Burzi

Angeli bianchi… angeli neri

Anno: 1969

Genere: documentario (colore)

Regia: Luigi Scattini

Cast: Enrico Maria Salerno (commento fuori campo)

Note: conosciuto anchhe come “Witchcraft ’70”.