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A cadenza settimanale Malastrana vhs presenterà un film inedito in qualsiasi supporto, sia vhs che digitale, nella speranza che di questi lavori resti la memoria. Oggi presenteremo Cyborg di Albert Pyun con Jean Claude Van Damme, un  film conosciuto da tutti, almeno i fan del cinema d’arti marziale, ma in un’inedita versione, quella originale voluta dal regista che è altra cosa rispetto alla versione Cannon circolata anche in Italia. Lascio la parola a Napoleone Wilson che l’ha visionata per noi. Le immagini sfuocate si riferiscono alla versione in esame.

Andrea Lanza

Willy/Thomas Barley  :- “Va ‘all’inferno!”
Fender Tremolo/Vincent Klyn :- “Ci conosceremo là.”

Pearl Prophet/Dayle Haddon (famosa modella e poi attrice, degli anni ’70 e ’80, ancora presta il suo viso per importanti campagne pubblicitarie mondiali) :- “Perché mi aiuta?”
Gibson Rickenbacker/Jean-Claude Van Damme :- “Ho pensato che fossi qualcun altra.”

Fender Tremolo :- “Prima c’è stato il crollo della civiltà: l’anarchia, il genocidio, la fame. Poi, quando sembrava che le cose non potessero andare peggio, abbiamo avuto la peste. La Morte Vivente, ha chiuso  rapidamente il suo pugno su tutto il pianeta. Poi abbiamo sentito le voci: che gli ultimi  scienziati stavano lavorando su di una cura per cui la peste sarebbe finita e ci sarebbe stato il ripristino di tutto il mondo. Ripristinarlo? Perché? Mi piace la morte! Mi piace la miseria! Mi piace questo mondo!”

Dopo ben 23 anni nessuno si sarebbe potuto mai aspettare che un B-movie ormai divenuto negli  anni un classico di Van Damme e per molti come per chi scrive uno dei suoi preferiti, potesse venire fuori in un’edizione alternativa, una Director’s cut della quale però si parlava effettivamente da sempre.
“Cyborg” è d’altronde sempre stato un film differente e lo si vedeva già dal montaggio dello studio, rispetto agli altri che Van Damme andava realizzando in quel periodo di suo massimo fulgore alla fine degli anni ottanta. E sempre era stato ricordato così, per un cattivo veramente bastardo e svariate insite eccentricità. Proprio nei primi mesi di quest’anno dopo ben 23 anni dalla fine del suo montaggio originale, un nuovo “Cut” è stato diffuso. E possiamo adesso ben capire, perchè questo montaggio fosse stato rifiutato allora, dato l’alto tasso di violenza in più di un film che già ne conteneva parecchia, e che per questo venne fatto oggetto di tagli dalla MPAA (il potentissimo ente della censura cinematografica americana). La cosìddetta “Renegade version” o anche rititolata “Slinger” di “Cyborg” (1989), nasce il giugno dell’anno precedente, quando il regista del film Albert Pyun, ne viene estromesso dal montaggio e tiene per sé la Workprint a cui stava lavorando fino a quel momento, per immetterla molti anni dopo in rete, più di venti, dalla quale tutti potranno poi scaricarla e vederla. La qualità è quella di una tipica workprint.
Per molti inspiegabilmente questo è però anche il peggiore film di JCVD, quindi la mossa di Pyun può essere stata atta a dimostrare che la sua versione era la migliore e che la colpa del risultato finale non sia stata sua, infine, la director’s cut privilegia molto di più il sangue e la violenza che la versione cinematografica
Questa Renegade version come è stata ribattezzata dalla Curnan productions di Pyun sicuramente dimostra altresì che quando produttori mercantili e divi dall’ego troppo ipertrofico si mettono di traverso il risultato non potrà mai essere il migliore…
I miei ricordi su “Cyborg” erano d’altronde piuttosto sfuocati in quanto erano oltre dieci anni che non lo vedevo, dall’uscita del dvd italiano della MgM. La versione che stiamo prendendo in oggetto paragonata all’originale è dunque un po’ più bella -a parte la pessima qualità video di un riversamento da vhs di infinita generazione- ma è anche più scorrevole e fluida proprio nel montaggio e nella seconda parte in special modo.
D’altronde chiunque abbia già visto delle workprint o delle versioni bootleg prima, che fossero quelle famose di “Apocalypse Now” o di “Blade runner” saprà già bene cosa aspettarsi. C’è in perenne sovraimpressione un time code, e dei segnaproporzioni per la futura mascherinatura, oltre ad alcuni esilaranti doppiaggi di Jean Claude Van Damme fuori sincrono e che non sono chiaramente pronunciati da Jean Claude Van Damme stesso. Inoltre, il film inizia con una scritta apposta da Pyun la quale afferma che  questo era il suo final cut terminato proprio il giorno in cui venne rimosso dalla pellicola. Questa scritta è immediatamente seguita da un’altra che spiega la situazione di partenza. Come accade solitamente nei film d’”anticipazione” come si diceva una volta, e specialmente nel post-atomico.
Io non penso che però in definitiva questa versione di “Cyborg”  funzioni di più di quella “theatrical” , ma è comunque sempre molto utile da un punto di vista puramente storico e filologico, ed è interessante osservare come in questo senso sia la prova che i produttori e le star del cinema dovrebbero probabilmente essere buttati fuori da ogni sala di montaggio. Essa mostra anche che la versione di Pyun, pesantemente compromesso nella sua libertà e diritto “autoriale”, ha comunque fsvolto un lavoro migliore di quel che racconta la storia ufficiale dei produttori e di Jean Claude Van Damme e di quel che hanno poi compiuto loro.
Ora, io come detto avevo un ricordo della versione cinematografica di “Cyborg” piuttosto offuscato, ma le sequenze d’azione in questa edizione sembrano persino ottimizzate. La lotta in un magazzino abbandonato / garage in cui Van Damme, mi è sembrata molto più coerente di quanto la ricordassi ed è  definitivamente buona, anche a successiva comparagonazione con la medesima sequenza nella versione sul dvd MgM.  L’altalenanza di alcune delle altre lotte sembrava invece peggio di quanto ricordassi e la battaglia finale è ancora abbastanza diseguale, come quella della versione “theatrical”.
Questa versione di Pyun contiene  anche più flashback di quanti ne avesse la versione cinematografica. In realtà probabilmente non aggiunge nulla alla versione originale della Cannon, ma da più occasioni all’interpretazione di Van Damme, strano che quindi proprio lui abbia agito per sollevare Pyun dal montaggio, si vede che egli personalmente non si vedeva bene se non nelle sequenze d’azione e di combattimento.
L’aspetto più debole di questo film rimane il cattivo che è poco più di un’anatra zoppa, seppur molto bastarda. La sua grande gestualità si riduce praticamente a quella di togliersi molto lentamente gli occhiali da sole e proclamare “Sei fottuto!” E lo fa più e più volte, nel film. Se lo avesse fatto una volta sola sarebbe andato bene, ma lo fa quattro o cinque volte. Mi piace invece molto che tutti i suoi compari sembrino presi da “Ken il Guerriero”.
Come dirò meglio anche successivamente la Cannon Films aveva iniziato la preproduzione di  “Masters of the Universe 2” e “Spider-Man”, dei quali era stato incaricato proprio Pyun. Allorquando per i loro ben noti dissesti finanziari hanno perso i loro diritti di licenza per entrambi i franchise, Pyun è stato costretto a utilizzare tutte le scene e i costumi lasciati da entrambi i progetti e a imbastire un film intorno a loro, tutto quel che  ne restava. (Devo dire che mi sarebbe  piaciuto tanto vedere l’ipotetico Uomo Ragno di Pyun.) Quel tipo di cinema pastrocchiato e orgogliosamente di serie b ma almeno per me di indubbio fascino, se si pensa al lavoro che fece due anni dopo con il “Captain America” con Francesca Neri (a proposito altro suo titolo di cui Pyun ha annunciato una “director’s cut”, già da ricercare proditoriamente), contando  certamente su quell’aspetto disordinato ma bellamente “scorretto” e che se ne frega di tutto e tutti, nell’ammannirci la sua rozza e belluina propaganda a “stars and stripes”, ma non necessariamente è sempre restante un elemento a favore.
Ho cercato di tenere ciò bene a mente durante la visione di questo montaggio, sapendo che, insieme alla qualità scadentissima della copia rippata, ero anche ben disposto e incuriosito dalla volontà di discostarsi di Pyun. I fatti sono che però questo film non è granchè diverso dalla cosìddetta versione ufficiale. Tuttavia, è leggermente meglio della versione finora uscita cinematograficamente e in video. Nel complesso, non è una rivendicazione di un bel Pyun, ma dimostra che lui è in grado di fare un film migliore senza l’intromissione dei produttori o di un Van Damme.
E anche se adesso JCVD si è rivelato nel recente “JCVD” (’09) dotato proprio di ottime capacità mimetiche e interpretative,  qui nel 1989 ancora non era così. In questo film egli è capace di alcune grandi scene d’azione (come chiunque abbia visto “Senza tregua”[Hard Target][ ’93]di John Woo può confermare), ma sempre qui è così vuoto e inespressivo che come Cyborg egli stesso funzionerebbe benissimo, un po’ alla maniera e per gli stessi identici motivi, di Arnold Schwarzenegger come “Terminator”. Eppure, ha un’innato carisma per il quale si parteggia. Non molti attori, seppur di successo commerciale,  possono vantare di aver cacciato un regista dalla sala di montaggio, e all’inizio della propria  carriera.  Van Damme ha ovviamente avuto l’influenza per farlo.
Al  termine di questa versione, c’è una scritta  annunciante che “Cyborg Legacy: Rise of the fromboliers” sarà presto disponibile.

“Dopo 23 anni il mio compositore da lunga data Tony Riparetti ha ritrovato dei nastri VHS di un telecinema della mia director’s cut, io credo l’unica copia esistente”, ci racconta Pyun, “Questo montaggio contiene l’originale score composto da Tony Riparetti e Jim Saad, che fu sostituito dalla Cannon Films e da Jean Claude Van Damme. Questo telecinema è stato il risultato del mio ultimo giorno al montaggio dell’originale pellicola stampata da 35 mm., mixata in Dolby Stereo. La versione cinematografica fu il risultato di pesanti tagli della MPAA per ottenere un rating (classificazione) R da una violenza da X-rated. Adesso posso mostrare chiaramente quale era ed è invece la mia visione del film, che né la Cannon, JCVD o il pubblico, poterono accettare nel 1988.”

E pensare che la genesi del film nacque appunto dall’idea della Cannon di realizzare uno strampalatissimo sequel dal titolo provvisorio di “He-Man” de “I Dominatori dell’Universo”(Masters of the Universe) (’87) di Gary Goddard, che di certo non si può dire che fosse andato benissimo, e dal famoso progetto di Golan e Globus di realizzare una versione dal vero di “Spider-Man”, nella quale ha sempre sostenuto di essere stato “faraonicamente” coinvolto (ma probabilmente è una delle sue solite cazzate) Ruggero Deodato, che all’epoca diresse per la Cannon l’inguardabile “Barbarians & Co.” (’87) con i gemelli Paul e Michael Berryman, Richard lynch.
Tutti e due questi evidenti progetti irrealizzabili finirono poi per finire nei piani di lavorazione di Albert Pyun, ma la Cannon aveva nascosto a tutti come da prassi prettamente italica, i suoi bilanci oramai in un rosso profondo per una gestione a dir poco dissennata e ladrocinia dei fondatori Menahem Golan e Yoram Globus, e nonostante la pletora di successi commerciali anche enormi collezionata nel decennio degli anni ’80; all’inizio degli anni ’90 la Cannon come 21Century Films fu poi rilevata alla presidenza  da Ovidio Assonitis/Oliver Hellman. Il noto regista-faccendiere romano-egiziano, determinando una oramai certa e insolvibile bancarotta.
Entrambi i progetti furono dunque naturalmente annullati, nonostante grazie ai finanziamenti della Mattel per “He-Man” e della Marvel -ancora lontana dall’avere una propria casa di produzione cinematografica-, per “Spider-Man”, si fossero già spesi due milioni di $ per i costumi e le scenografie di entrambi i film; obbligando quindi la inadempiente Cannon ad impiegare il tutto in un nuovo progetto per recuperare i soldi che erano già stati investiti. Pyun dovette mettersi a scrivere allora la trama del film in soli due giorni e avendo bene in mente come protagonista quella che era la star di prima grandezza della Cannon, Chuck Norris. Ma anche lì Menahem Golan si mise ancora di traverso e decise di lanciare nel ruolo JCVD, per un budget complessivo di meno di 500’000 $ e 24 giorni di riprese.

Rolf [Ralf] Moeller, che ha interpretato Brick Bardo, aveva un forte accento tedesco perciò tutti i suoi dialoghi dovettero essere doppiati.

Questa è stata l’ultima release ufficiale cinematografica  per la Cannon Films dopo essere andata in bancarotta nel 1987.

Le pistola usate da Gibson Rickenbacker ( JCVD) sono pistole paintball, Tipman SMG-60. Quest’ultima è importante nella scena della fabbrica abbandonata.

Pyun originariamente aveva immaginato il film come un’opera pesante e senza dialogo, alla “Le Dernier Combàt” ( ’82) di Luc Besson, e girata in un granuloso bianco e nero, ma la proposta ha ovviamente incontrato il rifiuto dei produttori.

Qualche rete televisiva americana ancora programma il film con il  titolo ”Masters of the Universe 2: Cyborg” che confonde spesso molti a pensare che un sequel di quel film è stato effettivamente realizzato.

Fender ad un certo punto dice “abbiamo un lavoro in pelle”, un evidente riferimento a “Blade Runner”.

Molti dei nomi attribuiti ai personaggi sono di riferimento a noti costruttori e modelli di chitarre e altri strumenti musicali.
Gibson Rickenbacker: Gibson, Rickenbacker.
Fender Tremolo: Fender, Tremors Hand.
Marshall Begin: amplificatori Marshall, Fender Stratocaster.
Les: Les Gibson Paul
Prophet Pearl : Batterie Pearl, sintetizzatori Prophet 5.
Nady Simmons: Nady audio sistems, batteria elettrica Simmons.
La versione video del Regno Unito è stata pesantemente tagliata di 3 minuti e 15 secondi, per rimuovere grandi quantità di tecniche di lotta violenta e secondo loro “imitabili”, che sono state considerate troppo estreme per una ”valutazione ” da minori di 18 anni. Questi numerosi tagli includono modifiche di cazzotti, calci, spezzamenti di collo, la rottura di una mano, ecc., ecc.,. I tagli sono stati completamente reintegrati per la versione della TCF in dvd del 2000 .
Nel 2000 tutti i tagli precedenti sono stati revocati dal BBFC (l’Ente della censura cinematografica britannica).
La versione tedesca per il videonolo (classificata “Non per minori di 18 anni”) non contiene molte delle scene violente. La versione video per la vendita ha un rating “Non per minori di 16 anni” ed è tagliata di 23 minuti(!).

Molte scene di violenza sono state pesantemente tagliate al fine di ottenere un rating “R”, piuttosto che una “X”, tra i quali un taglio di gola e molti dettagli di sangue e di gore durante il massacro del villaggio. Inoltre è stata asportata la morte di un uomo che stava combattendo con Van Damme, facendolo pure apparire improvvisamente e contraddittoriamente scomparire.

Napoleone Wilson