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E’ lei che mente o lui che si illude!

(Frase di lancio)

Il ricco marito di Adrienne (Sheridan) viene assassinato. Dell’indagine si occupano i poliziotti Nick (Hamlin) e Jack (Davi). Il primo è giovane, ingenuo e prontissimo a lasciarsi sedurre dalle grazie della donna. Il secondo è più anziano, scafato e assolutamente convinto che la bella vedova sia diventata tale in maniera del tutto volontaria. 

Anche a cercare una recensione in America di Deceptions, ovvero Alterazioni della realtà, si trova poco o nulla. Eppure questo thriller di fine anni 80 uscì da noi, seppure in ritardo, al cinema distribuito dalla Columbia pictures. Lo testimonia il visto censura del 19 Settembre 1990 e non si beccò neppure il Vietato ai minori di 14 anni pur se la protagonista, Nicolette Sheridan, era volentieri in scena senza maglietta. Il film dovette piacere ai produttori che, inspiegabilmente e fuori tempo massimo nel 1995, a quasi dieci anni dal primo capitolo, fecero uscire un Deceptions 2: Edge of Deception, un terribile thriller con Mariel Hemingway con pochi elementi in comune con la precedente opera, che da noi restò inedito. Su imdb scopriamo (ma prendiamo con  le pinze le notizie di questo necessario sito) che Alterazioni della realtà fu pensato in patria come un tv movie, ma questo striderebbe un po’ con il forte cotè sessuale dell’opera. Basic instinct sarà lì presto a venire, ma Alterazioni della realtà, figlio del thriller depalmiano di metà anni 80, aveva già sul tavolo gli stessi elementi: amplessi selvaggi, poliziotti ruvidi, una Los Angeles patinata e una dark lady di ambigua natura. Certo erano elementi tipici anche del noir anni 50, ma è il modo in cui Ruben Preuss mischia le carte del deja vu o della citazione ad avvicinarlo, pericolosamente, al modello Verhoeven. Certo Basic istinct aveva dalla sua una grandissima regia, scene di pornografica violenza, a suo modo è stato un modello per tutti i film thriller a venire, un giallo post AIDS con l’illusione l’AIDS non fosse più un pericolo, anche se lo stesso connubio eros/thanatos era lì pronto a smentire tutti. Alterazioni della realtà invece non fece scuola, anzi se all’epoca si era indulgenti su certe facilonerie di sceneggiatura, ora risulta in gran parte indigesto. A non convincere è una storia troppo complicata con personaggi che potrebbero essere macchiette di un film parodia. Prendiamo il poliziotto Harry Hamlin, vestito come un motociclista, chiodo, guanti alle mani, occhiali a goccia come il Cobra di Sly, non si capisce quando lavora e quando no, come si svolgono le sue indagini, come fa a vivere in un super attico con lo stipendio da sbirro, è un clichè camuffato da personaggio plausibile. Siamo in territorio The last action hero dove la finzione cinematografica è un mondo parallelo con regole tutte sue. D’altronde come restare seri davanti ad una scena dove vediamo il nostro eroe che, dopo aver fatto palestra, si versa sul petto nudo una brocca di acqua gelata come nel peggior video di Playboy? O ancora quando lo vediamo violentare la bella testimone per farla innamorare (riuscendoci tra l’altro)… L’andazzo iperrealista (o cretino) è comunque quello: il collega Robert Davi parla a suon di frasi fatte, la bella Nicolette Sheridan fa l’amore senza togliersi le mutande, c’è un continuo sfoggio di auto lussuose o ville miliardarie e, per Dio, una terribile colonna sonora onnipresente di jazz che ormai sappiamo serve per camuffare la merda con il profumo. Fateci caso, ogni film stronzo ha questo sax che suona e tu inconsciamente pensi “Quello che sto vedendo fa schifo, ma è elegante”, no no, fa schifo e basta. Che poi, siamo cattivi stamattina, Alterazioni della realtà non fa schifo, è solo un thriller mal riuscito e dimenticabile. Colpa anche della regia di Ruben Preuss, piatta, incolore, senza mai quel guizzo che tu possa dire “Vabbè ma c’è stile”. D’altronde nella sua carriera non è che poi abbia girato poi chissà che capolavori, ma un po’ dispiace anche perchè questo film all’epoca, colpa la tenera età, era piaciuto non poco a chi scrive. Gli attori sono nello standard medio di un’opera di cassetta anche se Robert Davi con il suo viso senza espressioni è sempre un bel vedere. Nicolette Sheridan era stupenda invece nel 1989 ed è rimasta stupenda pure nel 2012, senza lifting a trasformare il suo viso in maschere grottesche, ma con deliziose rughe ad impreziosire il suo volto. Certo poi non è che sia mai stata questa grande attrice, ma il suo prorompente fisico tanto bastava per un thriller come questo. Il finale di Alterazioni della realtà (perchè poi questo titolo quasi da film di fantascienza) è il pezzo migliore con un killer che cita il Vestito per uccidere di De Palma e questa chiusa molto triste e amara. Certo è gratuita, quasi senza senso, ma l’immagine dei due amanti, l’assassina e il poliziotto, in intimità mentre lui le legge i diritti piangendo è bella e rimane impressa. Peccato il film non sia all’altezza. Vhs comunque buona sia per immagini che doppiaggio.

Andrea Lanza

Voto 1/5

Alterazioni della realtà

Titolo originale: Deceptions

Anno: 1989

Regia: Ruben Preuss

Cast: Harry Hamlin, Robert Davi, Nicollette Sheridan, Kevin King, Marshall Colt, Ben Mittleman, James Andronica, Bill Dunham, John Levinson, Annie Waterman, Dave Nicolson, Joseph Hardin, Jack Behr

Durata: 90 min.

VHS: RCA Columbia Pictures – Film per tutti (visione consigliata in presenza di un adulto) – Visto censura num. 85789 del 19/06/90