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“La gara. Il rischio. Il pericolo. Tutto questo vale la pena…Per essere il  King of the Mountain.”
Frase di lancio originale del film.

Una gemma dimenticata, un superbo film d’azione sulle gare clandestine d’auto ad eliminazione diretta, ingiustamente dimenticato.


 Ho visto e registrato questo film nel 1989 circa, su Raidue la notte, per il benemerito ciclo di film scelti e presentati da Claudio G.Fava, sto parlando di “Bolidi nelle notte”(King of the Mountain) il quale era anche uscito in alcune sparute sale cinematografiche italiane nell’estate del 1981, e nel 1988 pure in una vhs da nolo della RCA/Columbia Pictures International Video. Ancora oggi e neppure negli Stati Uniti, questo bel film ha avuto una sua edizione in digitale.  Eppure, è un film che colpisce e tanto, nella rappresentazione del mondo notturno “senza causa” si potrebbe dire parafrasando “Rebel Without a Cause”, delle corse clandestine d’auto sulle colline di Mulholland Drive, L.A. Il protagonista Steve, interpretato da Harry Hamlin, ha modificato una Porsche Speedster che già era stata una delle più belle auto del suo tempo, così ricercata nella linea (i parafanghi che erano così grandi, la maggior parte delle auto sembrava al suo confronto un cartone animato), e della Corvette ancora oggi attuale di Cal “Mouse” Racer (Dennis Hopper) . Alcune delle comparse nelle scene sulle strade di Mulholland Drive erano piloti veri e propri,  contribuendo a dare un tocco di autenticità a quel che erano le corse su strada come si svolgebvano alla fine degli anni ’70 primi anni ’80, ben lontane dalle estreme tamarrate ed esageratissime incredulità di saghe alla “Fast and the Furious” ma molto più vicino a capolavori della grande stagione dei “Road movies” come “Strada a doppia corsia”(Two-Lane Backtop) (1972) di Monte Hellman, tanto per intenderci. Ci sono alcuni elementi che non sono in evidenza nella storia principale (la sottotrama della carriera musicale di Buddy, per esempio) che possono essere considerate momenti ugualmente poderosi, ma le sequenze di corsa sono quelle che più compensano tutto il resto. La dinamica dei tre amici (Steve, Buddy e Roger) che condividono una casa comune da lavoratori, che mostra le differenze di personalità di ogni personaggio. Steve (Harry Hamlin), in particolare, rimane il mio personaggio preferito … abbastanza cordiale con i suoi amici, tranquillo e riservato nelle normali situazioni sociali, ma mai propriamente “vivo” a meno che non sia seduto nella sua auto da corsa. C’è poi Buddy, amico fedele fino al midollo, e musicista in erba. E Roger, ex pilota che di se’ stesso sente di esserè diventato troppo vecchio per le sfide notturne sulle discese di Mulholland e ora vuole di più dalla vita. Poi c’è Cal (Dennis Hopper), che era il “King of the Mountain” precedente, superiore a tutti gli altri fino a che non ha avuto un brutto incidente, mai veramente recuperatosi da esso. Eppure, vuole essere di nuovo in cima, non importa cosa o chi stia e a suo modo al suo posto… Ho la fortuna di avere potuto registrare questo film come detto ma su VHS, e mi piacerebbe molto potere rivederlo dopo così tanti anni su un dvd o un Blu-ray con dei contenuti extra, visto che ha anche compiuto trent’anni poco fa.  Questo è un film che senza riduzioni di sorta è tra i migliori mai realizzati non solo per i fan dei cosìddetti “film automobilistici”, ma per un intero genere di cinema virile. Una quintessenza di rissosità irregolare primi anni ’80  e di un alto livello testosteronico post-machista, di uomini ruvidi quali sarebbe stato orgoglioso di tratteggiare John Milius. Troppo sicuro di sé come quando si trova nel suo garage a fare il meccanico Steve (un solido Harry Hamlin), rispetto al simpaticamente sfrontato socio e aspirante cantautore (il sempre interessante  Joseph Bottoms), e al record di vittorie del più giovane e  amministratore della società Roger (impersonato con toni di massima gravità da Richard Cox) i quali sono tre amici di lunga data che, regolarmente, si impegnano in una corsa sulle ripide, tortuose, altamente pericolose e su per le colline strade di Mulholland sopra Los Angeles,  immortalate centinaia di volte in altrettanti film, da “Scomodi omicidi” (1996) di Lee Tamahori, all’omonimo “Mulholland Drive” (2001) di David Lynch, al fine di alleviare la triste, ingrata noia della loro vita quotidiana e iniettare il tanto agognato entusiasmo nelle loro altrimenti esistenze di secondo piano. La sfrontatezza di Steve e il suo stato di imbattibilità come attuale “Re della Montagna” solleva le intense ire e la gelosia ardente dell’ex campione dai capelli diradati, la pelle bruciata, la coda di cavallo untuosa, l’hippie ed ex campione Cal (deliziosamente interpretato da uno al solito stravagante Dennis Hopper in una delle sue brevettate parti di pazzo lunatico, appena poco dopo quella di “Out of the Blue”[Snack Bar Blue] [1980] da lui anche diretto). Cal sfida Steve ad una grande gara con una alta posta in gioco, così da poter riconquistare il suo titolo e lo status susseguente. Una sensuale e intraprendente aspirante cantante di nome Tina (una superba e dinamica interpretazione da parte di un’ allettante e dalla chiara fama Deborah Van Valkenburgh proveniente da “I Guerrieri della notte”[The Warriors] [1979] di Walter Hill, la quale esegue anche  un paio di canzoni blues con un timbro vocale dai gemiti terribilmente aspri) viene catturata nel mezzo di questa feroce competizione.
D’altronde il copione di H.R. Christian era robusto e serio, ispirato da un articolo dal titolo “Thunder Road” che venne scritto da David Barry sulla rivista “New West”, e che già esaminava il mondo reale delle corse automobilistiche illegali, che si svolgevano la notte su Mulholland Drive.
La sceneggiatura del film mantiene senza ironia di sorta il nervosismo, ma anche l’introspezione profonda e al contempo soffusa di un certo modo di pensare virile da parte dei protagonisti di questa storia, esaminandone accuratamente le molteplici e intriganti sfaccettature di un’ossessività maschile: il rifiuto ostinato di crescere, spingendo se stessi al limite.
(“Si devo guidare fino al limite  per vincere”), senza compromettere i propri valori, riuscendo in una vita che più ti aggrada. Il profondo desiderio di ottenere qualcosa di importante nella vita e raggiungere un certo “Status” elevato, l’iper-competitività maschile, e anche sapere che quando sei battuto devi soltanto imparare ad accettare le sconfitte, soprattutto quando tali sconfitte possono benissimo significare la possibile fine prematura della tua vita. La fotografia di Donald Peterman coglie in maniera abbagliante, luminosa, incandescente, e cattura vividamente la fumante e scoppiettante vita notturna California, ai neon che ne rischiarano lividamente la notte. Tra di esse le più eccitanti, veloci e pericolosamente senza esclusione di colpi scene di gara automobilistiche, che sono gestite nello stile del “cinema vérité”: niente musica, brevi, scattanti e senza particolari interpolazioni, e con i “camera car” spesso al livello dell’asfalto. C’è anche una piccola e piacevole apparizione di Seymour Cassel come un odioso presidente della casa discografica di Jazz, Dan Haggerty come meccanico burbero, Cassandra “Elvira” Peterson come una vicina fastidiosamente intrigante, il grande Steve James come poliziotto ficcanaso, e non accreditato in un cameo“dulcis in fundo”, Henry Winkler come meccanico irriconoscibilmente barbuto, col berretto e sporco d’olio.
In definitiva,  il tema potenzialmente sciocco del film viene affrontato con serietà lodevole, l’iniezione di un forte senso di disperazione di fondo, una sensazione di non stare andando da nessuna parte e il volere qualcosa di più dalla vita dei personaggi che trascende il mondano e lo spiegabile, e rende potente questo racconto, bello e soddisfacente, un non celebrato inferno ed  un dramma eccellente ambientato nelle corse automobilistiche.

Per il ruolo di Harry Hamlin era stato destinato Brad Davis, che venne licenziato a causa dei suoi problemi di droga.

Lista brani della colonna sonora:

“IMAGINARY LOVER”
By The Atlanta Rhythm Section
Courtesy of Polydor Records

“RENEGADE”
By Styx
Courtesy of A&M Records

“WALKING ON THE MOON”
By The Police
Courtesy of A&M Records

“LOOKING FOR CLUES”
By Robert Palmer
Courtesy of Island Records

“Dangerous Strangers”
Scritta da Terry Riopelle and Tamara Hall
Eseguita da Deborah Van Valkenburgh
Prodotta da Jack Nitzsche per la North Spur Productions

“Where Do I Fit In?”
Scritta da Richard Kerr e Troy Seals
Eseguita da Deborah Van Valkenburgh
Prodotta da Jack Nitzsche  per la North Spur Productions

“Someday”
Scritta da Bill Champlain e Pat Craig
Eseguita da Joseph Bottoms

Napoleone Wilson

Bolidi nella notte

Regia: Noel Nosseck

Interpreti: Harry Hamlin, Dennis Hopper, Joseph Bottoms

Titolo originale King of the Mountain

Durata 90 min.  USA 1981

VHS: Columbia