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Difficile comprendere come si possa aver dato fiducia a Brett Leonard, regista comunque di un paio di titoli futuri non male (Premonizioni e Feed), per la regia de Il tagliaerbe, successo planetario anni 90, dopo la visione di questo Incubo in corsia. Un disastro così eclatante non lo si ricordava da un sacco di tempo, soprattutto visto che Leonard neanche gira malissimo, ma il suo horror zombesco è qualcosa di incredibilmente brutto e scalcagnato. Eppure gli elementi per un buon horror di serie B c’erano tutti: una protagonista perennemente in maglietta attillata e mutandine bianche (quando non nuda come in una sequenza di un gratuito inenarrabile sotto le docce), uno stuolo di pazzi in un manicomio prigione (già scenario perfetto per altre pellicole riuscite come Vivere nel terrore o Nightmare 3), un villain morto vivente con il vizio delle lobotomie, e tantissimi zombi che staccano occhi, mangiano cervello e uccidono gente. Detto così sembra bello vero? Ma Leonard butta tutto nel miserabile con terribili effetti di luce fosforescente, una ridondante ripetizione delle scene fino al parossismo, attori incapaci e un ritmo pari allo zero, qualcosa che ti fa sbadigliare e guardare l’orologio dopo venti minuti. Per un’ora non succede nulla, a parte delle sequenze oniriche tendenti al grottesco, e quando succede qualcosa dopo non è al pari delle aspettative. Certo sono di un certo effetto una ventina di morti viventi che si avvicinano controluce con fare minaccioso, peccato che il regista si dimentichi di non inquadrare anche le luci di scena! Poi stendiamo un velo sul make up minimale degli zombi, un po’ di cerone, qualche goccia di sangue in faccia e via, sembra lontano il trucco sfacciatamente mostruoso de Il giorno degli zombi di pochi anni prima. Meno male gli effetti di melting (squagliamento) e quelli più truci (lobotomie, operazioni a cervello aperto) sono ben realizzati, ma il film non mantiene la fama di horrorazzo truce e sadico che si è portato nel tempo. Non si capisce mai dove Leonard voglia andare a parare, cosa voglia raccontare, colpa anche di una sceneggiatura confusa che non spiega mai che c”entrano questi morti viventi e come mai siano tornati (l’escamotage finale sull’identità della protagonista è abbastanza rafazzonato e inverosimile). Tra gli attori c’è la gara a chi recita peggio, forse Danny Gochnauer dagli occhi spiritatamente perenni, ma anche Cheryl Lawson con i suoi continui piagnucolii (accresciuti dal brutto doppiaggio) non è che la avvicini molto all’Oscar. La Lawson, stuntgirl per la maggior parte della sua carriera, tra l’altro girò lo stesso anno un altro horror pedestre, ma divertentissimo, L’immortale diretto da James Hong, il cattivo di Grosso guaio a Chinatown, un filmazzo tanto folle da generare un plauso a scena aperta per le sue assurdità. Peccato non si possa dire lo stesso di questo Incubo in corsia, brutto ai limiti dell’umana comprensione.

Andrea Lanza

voto 1/5

Incubo in corsia

Titolo originale: The Dead pit

Anno: 1988

Regia: Brett Leonard

Cast: Jeremy Slate, Danny Gochnaver, Steffen Gregory Foster, Cheryl Lawson, Geha Getz, Joan Bechtel

Durata: 99 min.

VHS: Eagle – Vietato ai minori di 14 anni