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Ballando lentamente potrai innamorarti. Potrai ridere. Potrai piangere. Non potrai mai dimenticare questo finale bellissimo.

[ Frase di lancio originale per l’uscita cinematografica in Australia]

E’ inutile cercare qualcosa di scritto in italiano su questo film. E anche se lo trovi, quasi sempre è da rabbrividire per quanto non ne abbia colto la dolorosa bellezza. Io ho potuto vederlo solo due volte, nella mia vita, ma rimarrà per sempre con me assieme alle stupende sensazioni che mi suscita.  Credo anche che, se mai l’avessi letto, lo troverei certamente  superiore  al romanzo da cui è stato tratto. Ricorderò ormai sempre il super-inebriante e stravagante personaggio del giornalista editorialista di New York interpretato da Paul Sorvino in questo film, più che ispirato al celebre Jimmy Breslin, accoppiato ad una ballerina sfortunata nella salute e che deve sostenere  un importantissimo balletto a teatro. All’inizio l’approccio di Paul Sorvino per corteggiare questa donna è un po’ troppo rigido e può suscitare persino qualche imbarazzo, come colui che è troppo impacciato e emozionato per riuscire anche a cogliere qualche suggerimento. Certo, Sorvino è come sempre un po’ sovrappeso (almeno quale potenziale pretendente per una ballerina, sempre che non suoni scortese rispetto alla riposta speranza). E forse è anche un po’ troppo vecchio per lei. Certamente è molto lontano da un super -modello o Dio greco da corteggiamento quale ella potrebbe anche ambire tranquillamente. La colonna sonora di Bill Conti è come per “Rocky” e il dello stesso anno “F.I.S.T.” di Norman Jewison, di quelle che non si dimenticheranno mai, e anche la sottotrama che coinvolge l’amicizia di Sorvino con un ragazzino portoricano è molto bella, così come la scena d’apertura nella quale Anne Ditchburn di cui parlerò meglio e più estesamente in seguito, si sta riscaldando sulla canzone di Carole King.
Mi sono sempre reputato fortunato, perchè potei vedere questo bellissimo, meraviglioso, triste, piccolo e dimenticato film romantico al cinema, nella sua fortuitissima uscita italiana. Ero molto più giovane, ovviamente, era il 1979. E non ero quindi ancora stato talmente indurito e incattivito come sarei divenuto di lì a poco. Oltre dieci anni dopo però, ebbi la possibilità di rivederlo e registrarlo, in un passaggio mattutino su Raitre. Il suo magico effetto era dunque rimasto inalterato. Inutile dire, che per tutti gli anni ottanta mi era rimasto nella mente.

Ho amato lo stile inconfondibile di “Rocky”, che John G. Avildsen ha saputo infondergli, aiutato anche dalla  ambientazione in una New York veramente bellissima e così struggente, oltre alla prova da protagonista di Paul Sorvino incapace di offrire una brutta prestazione come solitario giornalista, cuore del giornale cittadino ma anche uomo dalla bontà d’oro e la bravissima Anne Ditchburn in seguito candidata all’Oscar per “All That Jazz -Lo Spettacolo comincia” (1980) di Bob Fosse, come vulnerabile ballerina. Nei miei occhi e nella mia mente lo ricordo come un film molto malinconico e romantico. Questo è veramente uno di quei film da guardare in un giorno di pioggia raggomitolato -e mai, mai da soli- in una coperta,  con una tazza di tè.
Ho sperato a lungo che ne venisse anche pubblicata un’edizione in dvd con degli extra ma non è mai uscito neppure in una vhs NTSC, magari adesso che grazie a collane come la Warner Archive, la MgM Limited Edition, o la Universal Vaults, vengono pubblicate su richiesta le intere library di queste Major.

Dopo la mia prima e unica visione avevo sperato di poterlo vedere di nuovo, e in anni ben diversi venne in soccorso la RAI, quando ancora venivano programmati tanti film e veramente rari, la mia paziente attesa fu ripagata, ma adesso, chissà tra migliaia dove è finita mai quella vhs contenente anche questo film.  Con pazienza mi cimenterò a questo punto alla sua ricerca. Purtroppo, ricordo che fu registrato addirittura su Video 2000. Ma è un film che merita troppo, rende romantici anche i cuori più induriti. Per non  parlare del piacere di sentire Paul Sorvino doppiato da Leo Gullotta.
Sono anche convinto che questo film regga benissimo alla prova del tempo, come ogni film di Avildsen, e migliori addirittura ad ogni visione, purtroppo come ho ricordato è tristemente dimenticato, e perlopiù sottovalutato. Sorvino comunque vi interpreta uno dei suoi migliori ruoli, e per una volta da protagonista. Ma è la bellissima, impressionante colonna sonora  (ancora mai pubblicata intera su CD) di Bill Conti, che come nei “Rocky”, è veramente eccezionale, ed io ne ho proprio LP originale, tra l’altro il film fu uno dei primi distribuiti in Dolby Stereo. Anche come film sul ballo e su una storia d’amore è molto bello e commovente, la trama è buona, ovviamente è una storia d’amore triste, una storia di malattia e di coraggio, di forza e di ballerini che inseguono i loro sogni, ma è soprattutto Paul Sorvino che da quel grande attore che ha dimostrato di essere nella sua carriera a trascinare l’intero film, peccato che rimanga così trascurato, d’altronde come altri lavori di Avildsen quali “La Formula” (1980) con Marlon Brando, George C. Scott, che è uscito solo di recente in dvd R1 Warner.
Sono molto bravi è doveroso ricordarlo anche il ragazzino Hector Jaime Mercado che interpreta Roger Lucas, e la Ditchburn, eccezionale ballerina che avrebbe dimostrato poi tutta la sua bravura in “All That Jazz”.
E’ comunque gratificante che questo film abbia parecchi fan, all’epoca fu abbastanza un disastro come critiche, e anche al botteghino, ridimensionando di molto le aspettative degli studios su Avildsen, dopo il trionfo di “Rocky”. In “Slow Dancing in the Big City” non c’è Philadelphia, ma una New York grandiosa, enorme set cittadino ella stessa e che non ha bisogno di essere costruito, la medesima con un qualcosa in più dei più bei film ivi girati in quel periodo, titoli appassionanti come “Il Principe della città”(Prince of the City) (1981) di Sidney Lumet, “Toro Scatenato”(Raging Bull)(1980) di Martin Scorsese, “Mean Streets- Domenica in chiesa, lunedì all’inferno) (1973) di Martin Scorsese, e via cominciando, sarebbero comunque troppi per poterli citare tutti. Paul Sorvino in quel periodo era sul punto di poter diventare un attore di primo piano, come quasi tutti i protagonisti dei film citati. Se solo avesse trovato un “veicolo” giusto, come Brando ebbe il suo “Tram”, o Al Pacino proprio in quel momento con “Quel pomeriggio di un giorno da cani”(Dog’s Day Afternoon)(1976) di Sidney Lumet. Il suo ruolo nel film è però scritto e diretto in maniera ammirevole, ed è sorprendente che non sia stato maggiormente notato. Anita Dangler nel ruolo di Franny può è vero risultare un poco stucchevole, ma anche lei offre una buona prestazione, nel ruolo della cameriera che sa bene di condividere il letto con Sorvino ben sapendo che è soltanto per quando lui abbia bisogno di un po’ di compagnia e non certo per la possibilità di rapporto e di un futuro insieme. Ella è un flusso quasi ininterrotto di parole senza senso, che ulteriormente la presentano come un personaggio alienato e alienante, ma Sorvino non può farne a meno. Probabilmente è il primo uomo che non ha avuto con lei un rapporto del tipo  sacco di boxe, e gli ha parlato con una parvenza di gentilezza. Anne Ditchburn è stata come detto una stella del ballo di Broadway degli anni settanta, nel suo ruolo appare alcune volte strana e con un broncio costante, il quale non potrà che catturare il giornalista interpretato da Sorvino e in un amore che nessuno avrebbe immaginato, dimostrando quanto un uomo possa amare una donna, quanto alcune persone vogliano talmente qualcosa da lavorare così e tanto duramente per superare i propri limiti. Soffrendo il dolore per la propria arte, innamorandosene, e (forse) persino morirne.

Golden Globes, USA Anno 1979 Nomination al Golden Globe per il Miglior debutto di attrice: Anne Ditchburn

Il personaggio di Lou Friedlander interpretato da Sorvino è stato ispirato allo scrittore Jimmy Breslin.

“I Feel the Earth Move”
Parole e musica di Carole King

Napoleone Wilson

 Ballando lo slow nella grande città

Regia: John G. Avildsen

Interpreti: Paul Sorvino, Anne Ditchburn, Nicolas Coster, Anna Dangler, Thaao Penghlis

Titolo originale Slow Dancing in the Big City.

Durata 101 min. – USA 1978