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Esiste una linea sottile molte volte tra sublime e infimo, quella dimensione da Ai confini della realtà che relega le perle più preziose del nostro Bis, i cannibalici di Lenzi, i war movie di Margheriti, il colpo del drago de Il ragazzo dal kimono d’oro, e poi topi assassini, anticristi mischiati con Carrie, zombi dalle stesse musiche del capolavoro di Romero.

Eccoli i nostri figli degeneri, quelli che in un mondo di perfetto di gusto cinematografico sofisticato, un po’ come le tette nei film di Bellocchio e Antonioni, noi relegheremmo nell’oblio vomitando bile verde, Oddio che schifo, Oddio che vergogna, e invece rimpiangiamo come anime perse in gironi di torture inenarrabili. Troll 2 fa parte di questi piaceri dimenticati, è la carbonara che sogni mentre chef maitre Burgoison ti serve la tartarre “Mais oui c’est très bonne”, è Tomas Milian che urla “Te devi da levà” mentre una fiction con la partecipazione straordinaria (e sticazzi dove li mettiamo?) di Gabriel Garko ti viene imposta dalla tua signora in odore di padrona, è l’urlo di Franco Nero in Vamos a matar companeros alla faccia di un governo ladro che piove e fa arrivare i treni in ritardo. Troll 2 è la prova più scellerata in campo registico di Claudio Fragasso (ma Pierino stecchino è nascosto ai nostri occhi), un autore che non ho paura, preparate pure gli ortaggi, a definire il migliore a livello visivo in circolazione (almeno fino allo scivolone di Operazione vacanze). No perchè Fragasso ha fatto la storia del nostro cinema popolare, prima con gli horror in coppia con Mattei, poi con le sue opere in solitario, il Monster dog che mischia licantropi ed Alice Cooper, l’After death che sublima l’idea di Zombie 3 in un’orgia di colori da tavolozze pittoriche surrealiste, il thriller sofisticato dietro il titolo cafone di Non aprite quella porta 3 con tanto di simil Freddy Krueger imposto dalla produzione, e poi la svolta neo neo realista con Gimbo e le teste rasate al ritmo di tecno dance di Cammariere, il poliziottesco rivisitato di Palermo Milano e Coppia “Sei belissima” omicida, cose non proprio di secondo piano in un panorama morente come quello dei generi italici pre e post Dellamorte Dellamore.

Fragasso, sia dato atto, ha girato anche due tra le più belle fiction italiane degli ultimi vent’anni, qualcosa che gli autori de La squadra dovrebbero studiarsi, il pasoliniano La banda e il testosteronico Operazione Odissea, vero cinema filtrato in tv. E poi gira pure questo Troll 2, indecente dal punto di visto registico, diretto distrattamente, con lo pseudonimo di Drako Floyd al posto dell’inflazionato Clyde Anderson. Leggenda vuole che scelse questo nome per sviare una feroce diatriba, nata sul set di Monster Dog, con il produttore Edward Sarlui, coivolto pure in questo Troll 2. Sembra infatti che Sarlui aveva giurato di non far mai più girare nulla a Fragasso, ma, genio dei geni, tolta la riconoscibilità del nome, dietro lo pseudonimo Drako Floyd avrebbe potuto esserci chiunque. La produzione di Massaccesi, la storica Filmirage, è arrivata agli sgoccioli, non abbiamo più il senso di ricca povertà che filtrava con Le case apocrife manzottiane, ma solo di squallore da B-movie d’imitazione, la stessa terribile sensazione provata davanti ad un The Crawler di Fabrizio Laurenti o un Interzone di Deran Sarafin. I troll sono nanerottoli vestiti di juta, truccati alla bene e meglio, con gli scarti depredati dai capannoni italiani della defunta Empire di Charles Band.

Il film, girato come Goblin, non ha quasi nessuna parentela con l’omonima favola dell’effettista Buechler a parte l’idea di una natura che corrompe la carne sostituendosi con essa, così da avere clorofilla al posto di sangue, in un’idea quasi cronenberghiana di metamorfosi della materia. Sembra che l’idea di questi folletti che per mangiare gli uomini li tramutano in piante, la parte più originale ed interessante della storia, sia nata alla sceneggiatrice Rossella Drudi cone risposta alle diete vegane tanto di moda all’epoca. Come dire “Mà basta la verdura mi magno la carne tiè”. La recitazione è scadente, gli attori non hanno una grande gamma di espressività, a parte una sorprendente Deborah Reed nei panni di una strega che anticipa, anche a livello recitativo, molte donne del cinema burtoniano. La regia alterna momenti di distrattezza incredibile per un autore così attento al particolare spettacolare (l’attacco dei folletti al ragazzo con gli occhiali è incredibilmente mal montata e mal concepita) ad altri di puro delirio visivo (l’amplesso con i pop corn, ma anche gli inserti videoclippari di allenamento della sorella di Joshua). La sceneggiatura invece risulta, volente o meno, un’ironico hellzapopping horror di demenza sublime dove le regole delle favole si mischiano con risultati devastanti a quelle del reale. Restano nella leggenda del sublime inenarrabile il piccolo Joshua che orina sul cibo, i dialoghi del nonno Seth, il “Oh my gooooood!!!” con mosca sul viso, il panino Bologna addentato al grido “Pensa al colesterolo” dei folletti, e il finale alla Invaders from the mars di Tobe Hooper.

Il film, sanguinoso senza sangue (grazie all’uso della clorofilla verde), fu un terribile flop che distrusse le velleità artistiche di gloria del giovane Michael Stephenson, già protagonista per Fragasso di La casa 5. Ma siamo in America, terra di sogni impossibili: nel giro degli ultimi dieci anni Troll 2 è diventato un fenomeno di culto al pari di The rocky horror pitcures show, con proiezioni di mezzanotte e raduni di fan. Ecco allora che il cresciuto Michael Stephenson ha girato su questo un delizioso documentario, The worst best movie. Ma credetemi di film peggiori ne esistono: questo al massimo per i temi, la regia, le scene a tratte scollegate, da’ assuefazione del brutto, una vera e propria droga che una volta che l’assaggi è difficile farne a meno. E rimpiangiamo anche questo del nostro Bis defunto.

Andrea Lanza

voto a scelta tra pessimo e sublime

Troll 2

Anno: 1989

Regia: Drako Floyd (Claudio Fragasso)

Cast: Michael Stephenson, Connie McFarland, George Hardy, Margo Prey, Robert Ormsby, Deborah Reed, Jason Wright, Darren Ewing

VHS: Multivision (Inedito cinematografico) – edito col titolo Trolls 2