Tag

, , , , , , , ,

Se siete rimasti inorriditi dall’annuncio dell’ormai prossimo remake di “Carrie”, beh, possiamo dire che nemmeno durante il decennio principe i produttori rimasero con le mani in mano. Già nel 1978 il vecchio Brice Mack (proprio lui, quello di “Rooster: Spurs of Death” [1983] con Vince Van Patten e Kristine DeBell) tirò fuori dal cilindro questo “Jennifer”, che proprio con molta pazienza potremmo definire una pellicola “ispirata” al film di De Palma, piuttosto che una spudorata scopiazzatura. Vabbè, entriamo nel vivo della vicenda.

Dunque, Jennifer Baylor é una ragazza semplice e studiosa che frequenta una prestigiosa scuola privata nonostante non sia figlia di un uomo facoltoso. Anzi, il padre é un alcolizzato con fissazioni bibliche che gestisce un negozio di animali (Jeff Corey, carriera sterminata, presente in tutte, ma dico tutte, le più importante e famose serie Tv statunitensi per tacere di pellicole quali “Il Grinta”, “L’Altra Faccia del Pianete delle Scimmie”, “Butch cassidy” e via andare, si potrebbe andare avanti per ore); la dolce studentessa (interpretata da Lisa Pelikan, bella rossa con carriera di tutto rispetto, da queste parti la citiamo in “Lionheart” per ovvi motivi) ben presto si aliena le simpatie della ragazza piu’ in vista della scuola, Sandra Tremayne ( Amy Johnston) bugiarda e puttana, figlia di un senatore.

Naturalmente inizia la rappresaglia: Jennifer comincia ad essere offesa, umiliata e minacciata fisicamente dalla psicolabile compagna e dalla di lei cricca di fedelissime leccaculo. Tuttavia le ragazzine non hanno fatto i conti con i poteri psichici di Jennifer che le permettono di aver il controllo mentale sui serpenti. Me cojoni.  La terribile Sandra tenta di far espellere Jenny, la fotografa nuda per poi appendere le foto sugli armadietti, le ammazza il gattino e arriva a far violentare la cicciottella del gruppo rea di essersi ribellata alla sua dittatura.

Nel finale Jennifer finalmente s’incazza di brutto e scatena serpenti giganti contro i cattivi. Ma nel senso di serpenti giganti, ciclopici che agguantano e si inghiottono i bulli e che sbucano fuori improvvisamente dal sedile posteriore delle automobili. L’andamento sostanzialmente realistico della vicenda subisce così una decisa sterzata verso la psichedelia spiccia con rossi e blu ad illuminare la scena e, soprattutto, la figura della protagonista, in vestaglia bianca, capelli cotonati e sguardo allucinato e compiaciuto a contemplare la propria vittoria; la tristezza e la disperazione di “Carrie” se ne vanno beatamente a remengo, vero, ma ciò che importa, in questo ambito, è il registro esploitativo, financo cartoonesco (sia Mack che il produttore Steve Krantz, che lavorò con Ralph Bakshi, erano professionisti nel campo dell’animazione) imposto alla pellicola. Che l’amante di chincaglierie seventies non potrà non apprezzare almeno un poco, anche per via di un sottotesto ironico e beffardo esplicato pure nel gran finale, in cui i “cattivi occulti”, coloro che hanno insabbiato le malefatte dei ricchi e potenti, vengono puniti.

Da riscoprire in ogni caso, soprattutto perchè “Jennifer” non ha ancora goduto di una edizione in dvd, a parte i bootleg, ed è disponibile solo nella vecchia, cara, insostituibile VHS Vestron Video, NTSC del 1984. C’è anche il grande Bert Convy, grande caratterista dei 70/80, scomparso a soli 57 anni il 15 luglio del 1991.

Domenico Burzi

Jennifer

Regia: Brice Mack
Prodittoda: Steve Krantz
Scritto da: Kay Cousins Johnson e Steve Krantz
Interpreti: Lisa Pelikan, Bert Convy, Nina Foch, John Gavin,Jeff Corey
Musica:   Porter Jordan
Distribuito da: American International Pictures
Uscita cinematografica americana: 13 Maggio 1978
Durata: 90 min.