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“Solo una persona protegge i bambini e tutti gli altri.”

“Hai un giusto processo, la festa della mamma, i supermercati, l’FBI, Medicare, l’aria condizionata, AT & T, il country club, il Congresso, un garage 2 auto, la polizia di stato, la Costituzione, la televisione a colori e la democrazia. Ma non abbiamo mai avuto uno come BILLY JACK”

“Quando avete bisogno di lui, lui è sempre lì!”

Frasi di lancio originali del film

Con questa recensione affronto uno dei film più famosi dei primi anni settanta, e dall’enorme successo almeno negli Stati Uniti. Parlo naturalmente del personaggio creato da Tom Laughlin in “Violence” (Born Losers) nel 1968, tre anni prima di questo film che fu quello dal più grande successo di una quadrilogia. “Billy Jack”, interpretato dallo stesso Laughlin è un meticcio indiano, ex-Berretto Verde e reduce dal Vietnam, esperto di arti marziali, che fece un gran scalpore nazionale. Il personaggio era come detto già apparso in uno dei più bei film di Bikers realizzati, “Born Losers”  tre anni prima nel ’68 e uscita anche in Italia con il titolo sopracitato, ma non aveva causato alcun effetto fino a quando nel 1973 la re-release di “Billy Jack” (era stato fatto uscire ma solo limitatamente nel 1971) sbancò al box-office, divenendo il film dalla produzione indipendente di più grande successo di sempre, ancora di più per fare un esempio di poco precedente, rispetto a“Night of the Living Dead” di Romero. Due sequel di “Billy Jack” vennero poi realizzati, quasi all’altezza dell’originale, e sono: “The Trial of Billy Jack” (1974) e “Billy Jack goes to Washington” (1977) tutti diretti da Loughlin sotto il suo pseudonimo più abituale di T.C. Frank. L’ultimo è una torrenziale e originale versione del “Mr. Smith va a Washington” (1939) di Frank Capra con James Stewart.
“Billy Jack” venne realizzato per meno di un milione di dollari dal National Student Film Corporation, “Billy Jack” fu anche un vero e proprio “dormiente” di successo, dato che esplose come detto negli incassi solamente due anni dopo e alla fine arrivò a più di 32 milioni di dollari. Una quantità incredibile di denaro per l’anno 1973. Il titolo della bella canzone tema della pellicola “One Tin Soldier” di Coven divenne pure lui una hit nella nella classifica dei singoli top 40 di Billboard.
Quandò uscì anche in Italia io ero ancora soltanto un ragazzo, ma sulla scia del Primo Premio, il Cariddi d’Oro aggiudicatosi al Festival di Taormina, “Billy Jack” era un film che faceva parlare di sè. Innanzitutto per essere probabilmente stato il primo film occidentale nel quale si faceva ampio sfoggio di un’arte marziale orientale, in questo caso l’Hapkido, e in anticipo di almeno un biennio sull’invasione dei film hongkonghesi distribuiti nella scia dei successi planetari dei film con Bruce Lee.
Ambientato nei deserti dell’Arizona, “Billy Jack” è incentrato sulle tensioni tra una Scuola liberale e progressiva di stampo Montessoriano gestita da una pacifista hippie di nome Jean Roberts (interpretata da Delores Taylor, tutt’ora la moglie di Laughlin) e la locale popolazione bigotta e ultra -reazionaria che pensa degli studenti come fossero delle specie di mostruosi sovversivi drogati. Billy Jack protegge gli studenti, gli indiani di una riserva vicina e i cavalli selvaggi che corrono liberi. L’antagonista principale è il cittadino più ricco e potente della città oltre che sceriffo, Cole Posner (interpretato da Clark Howat, noto caratterista) e il suo bambino viziato, un violento e perverso post adolescente, il figlio Bernard (David Roya).
Questo film evoca realmente il clima nella arretrata provincia americana degli stati del sud, alla fine degli anni ’60. C’è una scena in cui un giorno gli studenti si recano in città, allegri sul bus con i loro canti di libertà contrapposti alle immagini di cittadini reazionari che sembrano essere usciti dai filmati d’archivio sulle lotte per in diritti civili nel sud. Naturalmente questo porta ad un confronto tra gli studenti e i villici cittadini e Billy Jack non potrà che venire in soccorso stendendo nel parco una dozzina di aggressori. Questa è probabilmente la scena più famosa del film e rimane brillante sia come messa in scena che per come è girata in quanto sequenza d’azione.
La trama principale verte sulla figlia incinta del vice sceriffo Mike (Kenneth Tobey, altro famoso caratterista) e di come Billy Jack la faccia nascondere nella scuola. Ciò conduce alla sanguinosa conclusione.
Il film è ben lungi dall’essere perfetto. E proprio in questo risiede il suo quarantennale fascino. Anche se Tom Laughlin e Delores Taylor compiano un lavoro raffinato nei due ruoli principali, alcuni degli interpreti di supporto, sostengono i loro ruoli non altrettanto bene. E il film avrebbe potuto essere un poco scorciato. Ci sono alcune scene di improvvisazione da teatro di strada (con Howard Hesseman) che si trascinano per troppo tempo e sono onestamente un po’ datate.
Nel complesso “Billy Jack” rimane però un film potente, seppure un po’ ingenuo, visto oggi. Ha una bella fotografia, diverse canzoni vivaci dell’epoca come, “Freedom Over Me” e “A Rainbow Made of children”, ma la maggior parte di tutto ciò che fa Billy Jack, a mio parere lo rende uno degli eroi cinematografici più grandi degli anni settanta. Come detto soprattutto nelle lunghe sequenze dentro la scuola e a mostrarcene le varie attività, esso può oggi risultare irrimediabilmente datato, ma la personalità e il carattere contradditori del personaggio di Billy Jack sono intriganti e intrisi di molta spiritualità indiana, seppur un po’ burocratica e forse non sufficiente a spiegare allo spettatore come un’eroe di guerra che però odiava la guerra come ci viene detto, sia finito in una riserva indiana a fare da protettore alla popolazione nativa e ai giovani protestatari, sperimentando le religioni indiane per trovare una sua pace interiore, il tutto preso maledettamente sul serio, quando dovrà ricorrere di nuovo alla violenza per impedire e vendicare abusi sopraffazioni e violenze, anche contro Jean, che lo ama. Ella è una pacifista convinta, anche quando viene violentata da Bernard non cesserà nel suo corrisposto amore per Billy, anche quando lui dovrà diventare il personaggio più violento del film.
Ho anche scoperto che alcune cose le vidi evidentemente con occhi troppo da ragazzo, allora nel 1972 o giù di lì, ad esempio mi era rimasto come il fatto che il vice -sceriffo Mike( [Ken]neth Tobey) non fosse poi un personaggio così cattivo, mentre in realtà è colui che mette in moto tutto, un bastardo vigliacco che vuole riprendersi la figlia, una brava ragazza che è giustamente scappata da lui e dalla sua casa.
Fantastica è però anche la sequenza nella quale Billy Jack uccide Bernard che non riesce neppure a colpirlo a revolverate da pochi metri, pavido e terrorizzato da Billy com’è.
Egli è a letto con una ragazza quando Billy entra nella stanza del motel. Billy chiede allora alla ragazza che è con lui quanti anni abbia e lei gli risponde tredici. A quel punto Billy le dice di andarsene e lei esce dal letto completamente nuda offrendo allo spettatore un semi- completo nudo frontale. Tutto questo per dimostrarci ancora di più se ce ne fosse il bisogno la bassezza del personaggio di Bernard, o per avere un nudo integrale? Fatto sta che Billy uccide Bernard con un preciso colpo di taglio della mano sulla carotide. Un’altra cosa strana che ho notato ma ovviamente lo dico scherzosamente, è che Billy pare possegga anche poteri psichici, come quando nella lunga e molto riuscita scena della gelateria sa già che i cittadini hanno manomesso l’accensione della sua Jeep parcheggiata fuori, o già sa/capisce che Bernard abbia violentato Jean senza nessuno che glielo dica veramente.
Lo scorso anno, è uscito in Blu ray della Image Ent. negli Stati Uniti ed è stata l’occasione per rivederlo dopo oltre una decade dal precedente cofanetto in dvd R1 con i quattro film della serie.
In italiano sopravvive soltanto grazie alla rarissima e stupenda vhs della Warner da nolo pubblicata nel 1984, che fortunatamente posseggo…

Note a margine.

Canzoni:

“One Tin Soldier”
Cantata da Jinx Dawson di Coven
Scritta da Dennis Lambert e Brian Potter

“Johnnie”
Scritta e Cantata da Teresa Kelly

“Look, Look to the Mountain”
Scritta e Cantata da Teresa Kelly

“When Will Billy Love Me”
Scritta e cantata da Lynn  Baker

“Freedom Over Me”
Cantata da Gwen Smith
“A rainbow Made of Children”
Scritta e cantata da Lynn Baker

“The Ring Song”
Scritta e cantata da Kathy Moffatt

“Mary and the Jesus Babe”
Cantata da Robbyn Etelson

Curiosità:

Golden Globes, USA Anno 1972 Nomination al Golden Globe come Miglior Esordiente – Femminile
Delores Taylor
Taormina International Film Festival Anno 1971 Ha Vinto il Cariddi d’oro a Tom Laughlin
Controversie contrattuali tra Laughlin e vari produttori hanno causato che il film passasse di mano tra tre diversi studi cinematografici, e ritardando la sua uscita per tre anni. Nel 1973,  Laughlin presentò una querela per 51 milioni di dollari contro gli studios Warner per aver “pubblicizzato impropriamente” “Billy Jack”.

L’insolito calcio che Billy Jack usa nella lotta nel parco è conosciuto nel Karate Hapkido come “Calcio Esterno in alzata”, una tecnica in cui si solleva la gamba e la si gira verso l’esterno colpendo con il bordo esterno del piede.

Elizabeth James era stata originariamente scelta per il film, ma è stata poi licenziata e sostituita da Delores Taylor.

I combattimenti Hapkido nel film sono stati coreografati dal maestro di Hapkido Bong Soo Han. Il maestro Han non solo ha fatto la coreografia, ma alcune le ha anche interpretate, partecipandovi.

Il tipo di cappello che indossa Billy Jack è comunemente chiamato uno Uncle Joe Berets.

Napoleone Wilson

Billy Jack

Anno: 1971

Regia: T. C. Frank (Tom Laughlin)

Cast: Tom Laughlin, Delores Taylor, Clark Howat, Victor Izay, Julie Webb, Debbie Schock, David Roya

Durata: 120 min.

Vhs: Warner