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Nel 1959 il risultato di un esperimento alieno viene liberato sulla terra: si tratta di una curiosa specie di parassiti molto aggressiva che mira a entrare nella bocca dell’ospite per raggiungere il cervello e depositarvi le uova, con l’ulteriore effetto di zombificare la vittima. Un ragazzo attaccato dai vermi alieni viene freddato da un coraggioso poliziotto e la faccenda pare conclusa. Tuttavia parecchi anni dopo due studenti del college intenti a trafugare un cadavere per un rito di iniziazione, si ritrovano faccia a faccia con la salma criogenizzata della vittima di tanti anni prima: sarà l’inizio di un contagio che richiederà la collaborazione dell’ormai anziano agente che aveva avuto a che fare con la piaga tanti anni prima.

Gli anni ’80 costituiscono la decade d’oro per una tipologia di horror fondata sulla perfetta commistione (ora maggiormente, ora meno) tra terrore e autoironia; uno dei topos cinematografici di questo periodo è l’ambientazione liceale o universitaria con le classiche divisioni tra studenti popolari/impopolari e il caratteristico e ostentato linguaggio giovanile. Dimensione Terrore abbraccia tutti questi stilemi e, senza poter pretendere di essere un blockbuster o mettersi al pari di mostri sacri a lui contemporanei, risulta essere ben confezionato e capace di entrare nel cuore degli spettatori affezionati del genere.

Non a caso il primo cultore dell’horror si rivela proprio essere il regista e sceneggiatore Fred Dekker che, alla sua prima prova, dissemina di citazioni e rimandi l’intera pellicola spaziando dall’impiego dell’attore Tom Atkins (tanto caro a John Carpenter) in uno dei ruoli principali, al gustoso utilizzo di cognomi di registi famosi per gli altri personaggi: troviamo ad esempio Christopher Romero, J.C. Hooper, Cynthia Cronenberg e il sottotenete Raimi.

Assistiamo anche al “cameo” del film Plan 9 from Outer Space proiettato dalla televisione di uno dei personaggi.

Questo tipo di autocelebrazione di genere inserita in un film che non è diventato esattamente mainstream, concorre a renderlo ancora più aderente all’atmosfera eighties e ad indirizzarlo a un pubblico, se non intenditore, sicuramente già affezionato.

La fattura degli effetti speciali, pur facendo sorridere all’inizio per la realizzazione un po’ grossolana degli alieni, sorprende (se contestualizzata) nel momento in cui compaiono gli invasivi parassiti, che ritroveremo molto simili anni dopo in Slider.

L’ambientazione giovanile e le dinamiche di conquista amorosa e di affermazione nella vita universitaria, come già detto, sono un must nell’horror in generale e pertanto possiamo ritrovare numerosi scenari simili in svariate pellicole. Nella fattispecie Dimensione Terrore è in grado di equilibrare abilmente gli intrecci psicologici ed emotivi dei personaggi con la qualità del plot prettamente horror; altri tentativi di assemblare con successo questi espedienti narrativi non hanno potuto vantare lo stesso risultato, sebbene con budget anche parecchio inferiori altri lavori contemporanei abbiano sicuramente fatto di meglio.

Nel complesso è innegabile che si tratti di un film divertente e spassoso, dove è facile affezionarsi ai personaggi e non cadere vittime della noia.

Alexia Lombardi

Dimensione terrore

Titolo originale: Night of the creeps

Anno: 1988

Regia: Fred Dekker

Cast: Jason Lively, Steven Marshall, Tom Atkins, Jill Whitlow

VHS: FOX VIDEO – FILM PER TUTTI