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Ah gli anni 80! Benedetti, maledetti, futili, rimpianti e sempre metro di giudizio, positivo o negativo, sicuramente nostalgico, su quello che eravamo in un’epoca che sembra ora l’età dei dinosauri. Nell’87 avevo 11 anni e Colpo grosso mi sembrava al pari di un porno, sicuramente qualcosa di proibito che mi stuzzicava. Purtroppo potevo leggerlo soltanto su Sorrisi e canzoni visto che nel paese più bello del mondo, Marchirolo, Italia 7 (o Telecity) non si vedeva. E con gli anni questo diventò abbastanza snervante visto che i film più belli come Non si sevizia un paperino o Apocalipse domani passavano, sforbiciati, proprio lì. Colpo grosso lo vidi anni dopo su Happy channel e mi fece sorridere, zero erezioni, ma uno spettacolo carino e all’epoca sicuramente avanguardista. Era lo specchio del lusso e dell’ostentazione non solo ottantina, ma berlusconiana, con questa idea di portare un’intrattenimento oltreoceano da casinò. A Colpo grosso le ragazze si spogliavano ed erano ragazze che Dio onnipotente doveva essersi scervellato giorno e notte per farle così… così… cin cin… Da questo programma molte si persero, altre entrarono nel porno distruggendo l’esile perizoma di pudicizia che divide l’erotismo dall’hardcore. Anche Colpo grosso esplose come un’Hiroshima devastante: andato via Umberto Smaila arrivò Maurizia Paradiso che spostò l’ago della lancetta del programma verso il cattivo gusto di un cattivo gusto comunque già ostentato alle radici dello show. Così lo spettacolo chiuse baracca e burattini e con Colpo grosso si perse un pezzo di televisione cochon, quella che si riversò nei giornaletti porno VM14 tipo Gin fizz dove non c’erano cazzi e scopate, ma tante donne nudissime, e che potevamo comprarceli anche noi ragazzini senza barba nella nostra personale rivoluzione sessuale di seghe e fantasia. Ma cosa avremmo dato per conoscerle quelle ragazze cin cin…