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Cosa è il cinema?Quali elementi lo contraddistinguono,oltre chiaramente a quelli prettamente tecnici?Potremmo definirlo industria. I film come prodotti,la gente che fa cinema come lavoratori,tanto che notiamo al suo interno dinamiche classiste ben precise tra settori che potremmo definire borghesi-artistici e la maestranza tecnica.

Perchè non vederlo come strumento di arte, capace di mettere per immagini sensazioni, allucinazioni, alienazioni, smarrimenti, che vanno oltre al quotidiano e al facile guadagno.

Potrebbe essere anche solo spettacolo,intrattenimento,legato agli incassi e alle masse.

Certo:il cinema è questo. Ed è anche propaganda.Non c’è nulla di male, in effetti tutti i grandi film per il pubblico massificato e amorfo, fanno parte di un ben preciso discorso di propaganda politica. Travestito da prodotto di svago. E infatti i critici odierni non capendo un cazzo, detto alla francese, non ne sottolineano il valore propagandistico, ma preferiscono parlare di una purezza rara.

Io, sia chiaro, amo il cinema di propaganda. Sono comunista, anzi stalinista, ma oltre ai capolavori di registi come Boris Barnet e Dziga Vertov, ho anche visto film come Camice Nere o Oss L’ebreo. Lontanissime dalle mie idee e posizioni, peraltro due film anche molto ben fatti.

Quindi non mi urta un film di propaganda, mi urta un film di becera propaganda , magari fatto passare come opera storica che dice la verità. Su certi avvenimenti è difficile per gli storici dare una valutazione serena e obiettiva, pensa te cosa può fare un Renzo Martinelli. Regista di pessimi film che usano elementi sociali, spesso distorti, per dar man bassa a un cinema tanto epico- nelle intenzioni- quanto fracassone da veletri nel concreto.

Il Friuli Venezia Giulia è da sempre terra contesa. Si sa, i confini sono eretti da uomini dopo le guerre. Terre di altre nazioni diventano bottini , popoli si trovano sotto nuovi padroni. Ho letto molti libri e la questione non è chiara – per me lo è,assolutamente, ma credo che fuori da un netto Pensiero Politico, la soluzione rimanga ostica- così da tantissimo tempo due nazionalismi si affrontano su questo tema.

Noi italiani siamo sempre stati molto giustificazionisti con la nostra storia. Ci piace la balla dell’italiano brava gente, siamo sempre vittime di altrui crudeltà, secondi solo alla retorica sionista. Tanto da portare sullo schermo un Cuore nel Pozzo, esempio ridicolo di pessimo storicismo un tanto al chilo.

Non so quanti di voi sappiano cosa era Arbe,o Rab, quanti sappiano dei nostri lager contro la popolazione slava, l’italianizzazione forzata e altre cose. Si,ma son ragazzate oh gli slavi sono cattivoni eh! Pleonastico informare, tanto abbiamo sempre ragione noi.

Un contesto storico , comunque, molto complesso e complicato. Rivendicazioni giuste e atti barbarici, la follia di una guerra aspra che apre la strada alla vendetta,alla sconsiderata condanna di gente e popoli. Il resto ,colpevolizzare solo una parte , è classico dell’operazione revisionistica di morale pubblica. Un crearsi comodi alibi. E comunque mio nonno,soldato, è tornato a casa senza che gli slavi gli torcessero un capello, i tedeschi lo avevano imprigionato e gli Italiani abbandonato.

Porzus narra della strage che colpì la brigata Osoppo di estrazione liberale,monarchica,badogliana,cattolica,con elementi socialisti e laici. Sterminata da una banda di gappisti perchè ritenuti ,qui semplifico al massimo, “quinte colonne dell’imperialismo” in contrasto con il desiderio anche internazionale di far crescere una terra socialista. Ora Badoglio è quello che è scappato con il Re, i liberali conservatori finanziarono il fascismo, e le formazioni di quel tipo si dividevano tra attendisti e ascari degli americani e inglesi per portare in Italia una simpatica occupazione anglo americana. Cosa avvenuta e che noi vediamo tutti i giorni.

Nondimeno il fatto è talmente complesso che merita di essere studiato da voi con maggiore attenzione, e quindi andate a documentarvi. Troverete tanta spazzatura, certo, ma leggete e rifletteteci sopra.

Qui lo spazio non consente altro, sarebbe trasformare il tutto in un articolo di politica e non cinema.

Però Martinelli porta avanti un discorso destroso assolutamente politico e lo fa con tutta la sua filmografia. Niente di male eh. Solo che il suo cinema è un classico esempio di tu vo fa l’americano, ma sei nato in Italy. Il suo stile spettacolare,epico,che usa molti rallenty e svulazzamenti vari. Un modo di far cinema all’americana, ma anche decisamente enfatico, pachidermico, pesante,ridondante, pompato, pacchiano, grossolano.

Non lasciando un momento di “leggerezza e pulcretudine estetica” ma riempendolo fino alla nausea di pleonastici virtuosismi. Anneghiamo nel morphing,nei falsh ad incastro,nel rallenty- come un castellari qualsiasi- tutta roba che serve a nascondere due righe di storia e una recitazione pessima. Unite a una becera propaganda anti comunista. Dove rimarrà negli annali della storia, pure un collaborazionista fascista, che giustamente viene fucilato, è meno cattivo dei partigiani rossi. L’anti comunismo è una sorta di malattia intellettuale, che genera travasi di bile trasformati poi in film , libri, nella fiera del “Cativo!”come avrebbe detto il mai fin troppo compianto Gianni Paladino. Questo film ne è la prova. Ringhiosi, cinici, sprezzanti, violenti, ottusi, soldatini, come direbbe il noto pensatore e filosofo Antonio Cassano, sono loro i cattivi. Gli altri vittime, persone umane e buone. La divisione è netta ed è servita da dialoghi banalissimi, recitazione da serie tv di bassa lega, ( tranne due grandissimi e splendidi “gigioni”, due nostre glorie del cinema nazionale Gastone Moschin e Gabriele Ferzetti. Che in questa opera giocano il ruolo dei due capi banda partigiani.i quali si ritrovano dopo anni in Slovenia. Per una sorta di resa dei conti.Una vendetta dei buoni contro i cattivi), nonostante vi siano impegnati anche attori solitamente non cani. Si porta avanti una tesi politica,la si annega negli effetti speciali di un virtuosismo vuoto e di importazione, e alla fine viene fuori un brutto e noioso pasticcio. Peraltro marchio di fabbrica del regista in questione. Come scordar il suo Piazza Cinque Lune su Moro?Tesi anche interessante,ma dal taglio di film di basso consumo. Tra innumerevoli spiegoni , tentazioni di fantapolitica, complottismo affascinante certo ,ma un tanto al chilo. Spettacolarizzare la storia, esattamente come da noi ,la propaganda crea falsi nemici,rivoluzioni colorate, e altro. Roba rozza.

Perchè la storia per essere filmata merita di esser messa in mani capaci, anche se trasformata in spettacolo per masse da plagiare e formare,ci deve essere del cinema con un suo senso. Deve coinvolgere ed essere potente. Qui è la fiera di  una potenza di carta, fasulla, egocentrica, vanesia, del mo guarda che figo, basata per di più su un soggetto di rara rozzezza, superati solo da i libelli di Pansa.

Vi dico quindi documentatevi leggendo tanti libri, andate a conoscere le ragioni politiche e il contesto storico. Non lasciatevi ingannare da chi in Italia propone un cinema spettacolarizzante i drammi reali e storici,perchè vi sta ingannando.Mentre vi perdete nella sua “bravura” tecnica assimilate cose che meriterebbero maggior tatto e comprensione.

Film quindi condannabile sotto tutti i punti di vista.

Davide Viganò

Porzus

Anno: 1997

Genere: guerra

Regia: Renzo Martinelli

Cast: Lorenzo Crespi, Gianni Cavina, Gastone Moschin, Gabriele Ferzetti, Giuseppe Cederna, Giulia Boschi, Bruno Bilotta, Massimo Bonetti, Salvatore Calaciura, Victor Cavallo, Lorenzo Flaherty, Pietro Ghislandi, Mariella Valentini, Lino Capolicchio, Gaston Gortan

Durata: 120 min.

VHS: Medusa