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“Il maestro dell’horror Wes Craven ha immaginato il sogno di una vita di una famiglia che si trasforma nel loro incubo peggiore.”

Frase di lancio originale.

Quasi ogni regista di tutto rispetto ha almeno un film in cui ha toppato più o meno di brutto.  Questo film per la tv potrebbe chiaramente irientrare in uno di questi casi per quanto riguarda Wes Craven, all’epoca regista di tutto rispetto nello stesso anno di “Nightmare -Dal profondo della notte”(A Nightmare on Elm Street). “Invito all’inferno dimostra perfettamente ciò che ho scritto.
Diciamo che all’epoca Craven era un regista dal nome abbastanza nuovo, e una delle tre reti televisive nazionali americane gli offrì la possibilità di scegliere e dirigere alcuni script rientranti nel suo genere d’elezione l’horror, che essi avevano appena acquistato.  Traendone un film per la tv da mettere in onda nel prime-time.
Ora che Craven è un regista invecchiato e che ha ormai poco o nulla da dire, avendo diretto nel corso degli ultimi anni robaccia davvero da due soldi, gli è comunque rimasto il prestigio guadagnato producendo e dirigendo alcuni titoli tra i più importanti del gore americano anni ’70 e primi ’80, oltre ad aver fatto una grande quantità di denaro per i suoi produttori ed investitori. E’ per questo che scavando scavando nella sua nutrita filmografia si può trovare anche questo dimenticato dai più, film televisivo messo in onda la prima volta 28 anni fa. Nel 1992 venne programmato di notte da Raiuno ed ebbi dunque la rara occasione di registrarlo, neppure in vhs ma addirittura in Video 2000 Philips, che ancora utilizzavo.
La maggior parte dei registi potrebbe rimanere a riderne amabilmente e in silenzio nella speranza che il film non possa mai aver trovato un distributore. Ma questo non è accaduto con Wes Craven. Il che è facilmente spiegabile in quanto all’epoca il nome di Craven era diventato molto conosciuto dopo aver diretto “L’Ultima casa a sinistra”(The Last House on the Left) (1972), “Le Colline hanno gli occhi”(The Hills Have Eyes) (1977) “Benedizione mortale”(Deadly Blessing) (1981), e nello stesso anno di “Invitation…”, appunto il successo di massa di “A Nightmare on Elm Street”.
Negli anni novanta Craven avrebbe ripreso a lavorare per la televisione, prestando solamente il suo nome di presentazione e passando a ritirare lauti assegni, per robaccia davvero incredibilmente terribile come “Mind Ripper” (1995), “Don’t Look Down” (1998), e un remake del tutto non necessario (e del tutto incomprensibile) di “Carnival of Souls” (1998),che come detto senza prendere in giro nessuno, portano bene apposto il suo nome, anche se sarebbe difficile il solo pensarlo.


Così vedendo un dvd come quello americano della Artisan, con stampato sulla copertina “Wes Craven’s Invitation to Hell ci si potrebbe sentir mancare. Ma io ricordandomi  (evviva!) … di quel lontano “sforzo” che venne realizzato e prodotto per la televisione, visto nel non molto meno lontano 1992, mi sono ricordato che esso non ha niente a che vedere con i pessimi titoli che ho citato prima, i quali di Craven hanno solamente il nome per la presentazione e incassare l’assegno per aver prestato il proprio nome . “Invitation to Hell” difatti per come io lo ricordi conserva ancora una qualche impronta a far sì che non paia realizzato da chiunque.
D’altronde Craven quando dirigeva questi film per la televisione, come anche “ Summer of Fear” (1978) con Linda Blair, o “Sonno di ghiaccio”(Chiller) (1985), e dopo questo il pilot per una serie che non venne poi realizzata, “Delitti a forma di stella”(Night Visions) (1990), non era agli inizi della propria carriera, ragion per cui “Invitation to Hell,” sicuramente è un film un po’ stupidotto ma realizzato e prodotto con buona padronanza dei mezzi. Dovendo però essere fedele alle sue tendenze televisive dell’anno 1984, il film offre un trio di attori in quegli anni molto presenti anche in tv: Robert Urich, Joanna Cassidy e Susan Lucci. E come la maggior parte degli sforzi di genere che nascevano dalle reti, televisive negli anni ’80, “Invitation to Hell” è plagiato da molto migliori materiali di prima mano (In questo caso, è soprattutto da “La Fabbrica delle mogli”(The Stepford Wives) (1975) di Bryan Forbes.

Urich e Cassidy prendere i loro due marmocchi e si trasferiscono in una nuova, piccola, avveniristica e ultra tecnologica città/comunità, in modo che lui possa lavorare alle sue ricerche top secret di alta tecnologia sui computer. I bambini sono interpretati da Oliver Barret “La Storia infinita”(Die unendliche Geschichte/The Never Ending Story) (1984) di Wolfgang Petersen, e  Soleil Moon “Punky Brewster” Frye -della famosa sit-com americana (1984-1988) trasmessa in tempi che furono anche da Raiuno-, che, come curiosità, è più interessante di qualsiasi altra cosa che si svolga sullo schermo. Mentre Urich/il babbo è sempre più assorbito e distratto dal lavoro al suo progetto di tuta spaziale, la mamma e i figli  trovano rifugio in “The Club” … che è meno di un club e più di una porta per l’inferno che ruba gli uomini della città e li sostituisce con automi privi di emozioni.

Susan Lucci è una di queste persone sostituite come dai baccelli, i bozzoli de “L’Invasione degli ultracorpi”(Invasion of the Body Snatchers) (1956) di Don Siegel. Lei cerca di convincere i nuovi cittadini a frequentare “il Circolo” … In modo che possano poi essere …

Si arriva quindi al punto che la Cassidy e i bambini sono involti nei baccelli, Urich (con l’aiuto di un anziano e astuto medico veterinario) comincia a svelare la bizzarrissima verità,  tra un frequente fermo immagine e l’altro per le interruzioni pubblicitarie incluse nelle messe in onda americane, e il tutto che finisce in una sorta di sciocco mondo di stagno in cui “il vero amore può sconfiggere il malvagio incantesimo” o un altro po’ di sciocchezze del genere.

Comunque, se come per me, la visione di un film tv del 1984 di questo tipo  è sempre un piacere, questo è un titolo quanto mai adatto e piacevole da vedere. Oltre che per l’altro piacere ben più grande di poter fare un salto nel passato in un’epoca comunque molto migliore di quella che stiamo vivendo. E poi si può star ben sicuri che ci siano più di almeno cinque “completisti” fan di Craven, che acquistino e vogliano tutti i film e ogni cosa che egli abbia diretto, scritto o prodotto, tra i quali fino a “Scream” mi sono potuto annoverare anche io. Senza dimenticare di includere anche i fan di Robert Urich.

Il set per gli interni residenziali è stato costruito in un teatro di posa ai Culver City Studios di Washington Boulevard (il vecchio studio Selznick maggiormente famoso per “Via col vento”). Gli uffici di produzione, inoltre, si trovavano nello studio. L’interno soggiorno è stato costruito in modo da rendere credibile i requisiti di quel che descriveva lo script giro (con il vento che che fa volare i mattoni da e attraverso i muri) Sul palco stesso, suono compreso, il set del centro benessere è stato eretto con tre spessori di parete di cartongesso che coprivano e davano al pavimento in legno dava la sua impronta scenografia, richiesta per gli effetti di fuoco controllati quando Susan Lucci introduce definitivamente il suo personaggio “infernale”per come realmente è! I pannelli traslucidi apposti intorno a lei avevano in realtà degli spazi sottovuoto, permettendo quindi attraverso dei tubi del gas di indirizzare la fusione di essi attraverso un calore sempre più intenso utilizzato nei pannelli impostati, e poi effettivamente il corridoio di fuoco attraverso il quale Susan Lucci cammina attraverso. La sequenza richiese varie riprese in quanto il materiale plastico si fondeva sempre. Il vestito e i capelli di Susan Lucci si bruciacchiarono per l’intenso calore, così come si sciolse il modello in plastica della piramide che si vede sullo sfondo.

Napoleone Wilson

Invito all’inferno

Titolo originale:    Invitation to hell

Anno: 1984

Regia: Wes Craven

Cast: Robert Urich, Joanna Cassidy, Susan Lucci

Durata: 90 min.

Inedito su qualsiasi supporto