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L’intera storia del film in poche parole quante ce ne siano in questa frase:

McBain (Christopher Walken), reduce dal Vietnam, molto casualmente invade e libera la Colombia.

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Omoerotismo:

Non sono certo solamente io che intravedo così tanta “gaiezza” in alcune scene di questo film. Il grande super nero (il sempre per noi celebre Steve James) e il ragazzo bianco tarchiato (Russell Dennis Baker) sono chiaramente innamorati l’uno dell’altro. A parte questo piccolo sub-plot, questo film è troppo esteriormente testosteronico per fare appello anche agli omosessuali. McBain e i suoi sette della “sporca dozzina” se ne vanno in giro in camicie hawaiiane, fedora e occhiali da aviatore. Visto che i gay di solito impongono le nuove tendenze nella moda, i ragazzi queer si suppone abbiano in maggioranza gusto e classe. Tutto il contrario dell’abbigliamento dei nostri amati protagonisti..

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Body Count:

240 persone sono colpite a morte, picchiate e bruciate vive in ​​questo film. Non si riesce neppure a tenere la penna in mano abbastanza veloce per seguirne il conto, 240! Trenta persone sono abbattute e accoltellate entro i primi cinque minuti del film.

Quanto questo film di James Glickenhaus, l’autore del mitico “The Exterminator” (1980), è ben riuscito?

McBain” fu per Christopher Walken una sorta di ritorno in un ruolo molto simile a quello del mercenario protagonista de “I Mastini della guerra”(Dogs of War) (1980) di John Irvin, uno dei personaggi che maggiormente ne hanno marchiato la carriera.”McBain” è semplicemente fantastico. Nei limiti di un film d’azione del filone anni ’80 quasi fuori tempo massimo ha molti aspetti che lo rendono realistico e credibile comunque più di altri titoli consimili su quel che era la situazione politica in Centro/Sud America in quel periodo storico. E’ anche apprezzabile il coraggio e l’onestà di ambientare il film in un paese reale, la Colombia, invece che in una solita repubblica delle banane inventata dal cinema hollywoodiano, e un ulteriore cosa che redime il film scrollandosi così ogni ulteriore difetto è che è dannatamente divertente. Che sia completamente senza volerlo, o naturalmente architettato questo non ci è dato sapere, Walken che ha anch’esso l’aria di divertirsi e crederci parecchio, interpreta da par suo egregiamente il ruolo, ma come raramente accade è il film stesso a contenere scene pirotecniche e d’assalto con armi da fuoco così ben realizzate e con un budget ridotto, nell’intero filone dei film d’azione degli anni ’80. Lasciate che vi dia solo alcuni degli innumerevoli esempi.

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Così, McBain e questi altri quattro suoi amici che si incontrarono in Vietnam 18 anni prima, alla fine della guerra nel 1973(le loro vite hanno preso direzioni ben diverse, ma ancora tutti seguono McBain e intorno a lui lo rispettano come cuccioli) stanno adesso invadendo la Colombia, mentre trovano nel mezzo dei combattimenti anche il tempo grazie al Dottore del gruppo di salvare una bambina che è rimasta con un polmone schiacciato dalle costole, ma un temperino per inserire una cannula e decomprimere il polmone e passati dieci secondi il gioco l’intervento è fatto, salvatala, dal suo stato di shock respiratorio, ella riprende coscienza e tutti a sorridere.

A un certo punto, dopo che McBain ha rovesciato e ucciso il brutalissimo e assassino dittatore della Colombia, interpretato da Victor Argo, dal volto butterato chiaramente ispirato a “Faccia d’ananas” Manuel Noriega, per la prima volta nella sua vita, gli viene detto, “l’esercito ribelle attende il vostro comando, signore.” In inglese niente di meno. Almeno così è nel dvd U.K. della Arrow grazie al quale ho potuto dopo 18 anni rivedere questo film come si deve. Bèh certo ì, tutti i colombiani parlano inglese. Ognuno. Da “El Presidente” che consegna lo stato dell’unione nella lingua della Regina, ai soldati nelle loro uniformi di una taglia più grandi, ai contadini storti e chinati nei campi di cacao, tutti in Colombia parlano e comunicano con McBain in inglese. Neppure in California si può essere così fortunati. O all’inferno, Persino in Irlanda si dovrebbe essere così fortunati, vero?

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La storia del film inizia quando colui che alla guida di una truppa di Airborne /aviotrasportati in elicottero, salvò McBain e gli altri da un campo di P.O.V. In Vietnam l’ultimo giorno di guerra, 18 anni dopo è divenuto una sorta di capo rivoluzionario alla Che Guevara in Colombia, come racconterà a McBain sua sorella (Maria Conchita Alonso) salita a New York, egli le disse poco prima di andare in un raid ad attaccare il palazzo di “El Presidente”/Victor Argo, “Se mai davvero avrai bisogno di aiuto, voglio che cerchi un operaio saldatore di New York dal nome di Bobby McBain. “Ad un certo punto McBain e il suo team stanno quindi cercando insieme di ottenere i soldi per finanziare la loro ”piccola” operazione di vendetta. Così irrompono in uno di quei palazzi abbandonati del South Bronx che ancora esistevano per interi isolati, a N.Y. uccidendo una quindicina di persone dedite allo spaccio di droga, in ultima analisi, non prima di prendere i soldi, perché il trafficante di droga in capo (Luis Guzmán, che non gli spara per qualche ragione) li convince che lo spaccio di droga è l’unica via d’uscita per le minoranze e che essi dovrebbero andare ma dal boss di tutto, un simil John Gotti. Il che fanno. Fingendo di essere agenti del Mossad israeliano, lo rapiscono come detto nei trivia davanti alla Sparks Steak House (bella sequenza con le luci di N.Y., riflettentesi sull’asfalto bagnato e un brano splendido della colonna sonora di Christopher Franke ex- Tangerine Dream a sottolineare il tutto, e a fare molto sullo stile di “Strade violente”) ed estorcendogli 10 milioni di dollari su minaccia ai suoi familiari, al boss più temibile del crimine di New York. I “Goodfellas/Quattro bravi ragazzi” diMcBain!

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Il tutto così “esploitativamente” va avanti e avanti. Da una sequenza di flashback iniziale dalla durata di quindici minuti(James Glickenhaus da bravo scrittore/regista quale era ha sempre inserito bene nei suoi film delle strutture a flasback) al nostro capo ribelle colombiano il quale ci spiega che El Presidente ha agganciato tutto il paese della Colombia al traffico della cocaina, e McBain” traccia un parallelo tra l’intera popolazione della Colombia che è al contempo schiava e vittima dell’economia dipendente dalla coca, a uno de suoi tre giorni festivi trascorsi a Woodstock, al ricordo di un giovanissimo Vietcong che indossava una collana di orecchie umane e ad una lunga e ben realizzata sequenza di combattimento fra aerei caccia, alle esplosioni sullo schermo quando McBain è stato salvato da un campo di prigionia sul modello di quelli visti negli anni ’80 in “Rombo di tuono” (Missing in action)(’85) di Joseph Zito, “Rambo 2: La Vendetta” (First Blood: Part II) (’85) di George Pan Cosmatos, “Missing in action”(Missing in action II) (’86) di Lance Hool, “Rombo di tuono III”(Missing in action III: Braddock” (’88) di Aaron Norris, ecc., ecc., McBain e gli altri quattro ragazzi conquistano l’ intero paese indossando sempre delle Dockers, ma ogni singolo aspetto di questo film resta brioso e nelle scene d’azione molto ben fatto. Un personaggio sostiene di aver bevuto 35 birre. Un aereo caccia ha un selettore per il napalm o i razzi, nel 1991! Voglio dire, subito dopo il presidente degli Stati Uniti annuncia che d’ora in poi tutta la moneta degli Stati Uniti verrà stampata su carta rossa, bianca e blu, la testa di un cattivo si gira verso l’altro e dice: “Sono contento di aver convertito i miei beni in franchi svizzeri la settimana scorsa. “Inoltre, il vero capo di El Presidente che ovviamente è solo un fantoccio, e cattivo della CIA in Colombia, è denominato“Hans.”

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Migliori battute di dialogo:

  • McBain minaccia “John Gotti”, con un accento israeliano nella versione originale, dicendogli: “Hai intenzione di andare a un sacco di funerali, compreso il tuo.”
  • Il Presidente degli Stati Uniti dice: “Voi ragazzi state prendendo per il culo il presidente sbagliato.”

Miglior dialogo post-mortem:

Nessuno. La gente e i personaggi vengono essenzialmente assassinati senza troppa fanfara. Anche se, McBain risparmia una guardia del palazzo presidenziale in possesso di un vaso di fiori. Non ne ho idea perchè …

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Stupido contenuto politico:

Vasto, però piuttosto confuso come in molti titoli americani del genere, il contenuto politico. In McBain” Nella scena di apertura del film viene annunciato che gli Stati Uniti hanno appena praticamente vinto la guerra del Vietnam, che in realtà è finita solamente grazie agli accordi di Parigi del 1973, mentre il Vietnam del Sud sostenuto dagli Stati Uniti cesserà di esistere nell’aprile 1975 con la caduta di Saigon e la conquista dell’intero paese ad opera dei vietcong e dell’esercito regolare del Vietnam del Nord. Walken a un certo punto scherza: “Se aveste preso il peso di tutte le persone a Washington DC e lo aveste trasformato in oro, sarebbe inferiore al commercio annuale di droga in tutto il mondo.” Molto accorto e avveduto per essere un finto fabbro, Mentre pesca di fronte alla Statua della Libertà, un colombiano racconta a McBain di quanto sia grande l’America. Certo che il film ci dice anche qualcosa su quanto sia grande il crimine, in America. Con una New York (l’area urbana piena di neri e creoli armati e gli ebrei che vogliono sempre portargli via le armi) che è davvero incasinata. Questo dopo che lui e i suoi compagni hanno ucciso una quindicina di persone a sangue freddo. Anche in questo caso, per nessun motivo. C’è poi una rivolta contadina in Colombia con tutti i crismi del comunismo, ma ancora, tutti seguono un uomo bianco sconosciuto (cioè McBain) e la sua banda di cazzuti di mezza età, che non hanno alcunordine del giorno diverso dall’ uccidere gli spacciatori di droga di New York. Ed McBain (non è certamente casuale l’omonimia del personaggio di Walken con il nome del celebre giallista metropolitano) sta decisamente ritrattando i suoi giorni di gioventù passati a Woodstock …Come ho detto, il messaggio che vorrebbe veicolare il film è un po’ un pasticcio.

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Novità nel countdown e modalità di morte dei personaggi:

Questo è dove eccelle “McBain”oltre tutti i film “fratelli” mai realizzati, anche “Commando” (1985) di Mark L. Lester con Schwarzenegger compreso. Come ho già detto, un sacco di gente viene bruciata viva o fatta esplodere letteralmente con il bazooka. Forse non avevo ancora menzionato i bazooka, ma direi che essi si prendono cura di una quarantina di persone. Un ribelle adolescente va a far cadere una granata nella canna di un serbatoio e ottiene di rimanere con la mano bloccata. E Ka-boom! Un’altra volta, “El Presidente” si ritrova con un ribelle appeso con una corda per un ventilatore a soffitto e “Hans” lo strappa da detto ventilatore dal soffitto e lo lancia fuori da un balcone, che naturalmente manda il ragazzo a cadere spiaccicandosi a morte. Sempre nel finale il soffitto dell’ufficio di “El Presidente” nel palazzo presidenziale rivestirà per McBain una notevole importanza, in omaggio all’analogo finale de “I Mastini della guerra”(Dogs of War) (’80) di John Irvin, l’altro celebre film in cui Walken interpretò un personaggio di mercenario. Finale decisamente attanagliante. Come ho detto, si potrebbe probabilmente prendere tre film del tipo di “McBain”, ma nessuno che eccelle altrettanto.

C’è un altro momento che vale da solo la visione del film e l’acquisto del bel dvd recentemente pubblicato dalla Arrow U.K.

McBain e i compagni sono in un aereo da carico sempre pronti a invadere la Colombia. Un F5 dell’aviazione colombiana gli affianca eordina loro di atterrare. Sono probabilmente fino a circa10.00 metri. McBain tira fuori la sua pistola 9mm, spara sul volto del pilota, attraverso il vetro della cabina e colpendo la cupola dell’ F5, e proprio il casco del pilota colombiano. Onestamente bisogna vedere per crederci. Come detto vale da solo il prezzo del dvd.

In tutto il film c’è stato un momento veramente”stupido?”

Sorprendentemente, no.

C’è anche Michael Ironside nel film?

Eh già, sì. E’ colui che ha fatto più soldi diventando miliardario,tra i compagni ed ex-reduci di McBain. All’inizio non vorrebbe farsi coinvolgere avendo ovviamente troppo da perdere. Ma il peso del senso di debito per avere avuto la vita salva in Vietnam farà sì che si aggreghi anche lui alla compagnia, con tutto il suo peso economico e logistico a finanziare la folle operazione. Walken e Ironside insieme protagonisti, come si dice, cosa volere di più dalla vita?

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Quello che hai imparato da “McBain”:

Fino a quando te la prendi con gli spacciatori di droga, la mafia o i corrieri della droga del Sud America, si può uccidere chi cazzo vuoi impunemente. È anche possibile prendere un gommone da Long Island e poter arrivare in Giamaica in poche ore. I privati ​​cittadini possono avere la loro propria forza aerea. Gli attori sono tenuti ad alcuna norma, non hanno alcuna responsabilità, ecc.ecc., Di tutti i film d’azione anni ’80 “McBain” è uno dei più esaltanti, e pure girato quasi fuori tempo massimo all’interno del genere, nel 1991, da Glickenhaus che d’altronde era colui che ci ha dato un capolavoro della vengeance metropolitano- newyorkese più malato e realisticamente un crudo ritratto dell’epoca; naturalmente sto parlando di“Exterminator”(The Exterminator)(’80), che anche lui si apriva in Vietnam e aveva il suo “eroe-anti eroe” protagonista in Robert Ginty, un reduce-operaio.

Anche se il personaggio di McBain Simpson precede questo film, “I Simpson” sono stati costretti ad abbandonare il nome del personaggio per un certo numero di anni, a causa delle difficoltà create dalla distribuzione di un film d’azione chiamato “McBain”. I Simpson hanno mantenuto il personaggio nello spettacolo, ma ci si riferiva adesso a lui con il suo nome “reale”, Rainer Wolfcastle, fino a quando le difficoltà con il film “McBain” passarono.

Il film è stato girato nelle Filippine e in realtà non in Colombia come il film descrive.
La scena in cui il personaggio di Luis Guzmàn parla a Christopher Walken e i suoi uomini circaJohn Gombotti. Questo è stato un riferimento alla vita reale del capo della famiglia Gambino, John Gotti, che in realtà era stato rinviato a giudizio in quel momento a New York. Nella scena seguente, Walken e la sua squadra rapiscono (e proprio davanti alla Steak House dove nel 1985 Gotti fece uccidere Paul Castellano per prenderne il posto alla guida della famiglia Gambino)un personaggio simile a Gotti e estorcere denaro da lui per finanziare il colpo di stato in Colombia.
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Le scene furono girate tutte a New York ed erano in realtà luoghi reali come la Casa della droga, l’ospedale (dove Dalton opera), Il ponte di Brooklyn (dove McBain incontra per la prima la sorella di Santos ) e il fiume Hudson (la scena di pesca). Tutto quel che riguarda l’ambientazione in Colombia è invece stato girato interamente nelle Filippine.

Sono stati considerati anche i titoli “McBain War” e “McBain Seven”.

Napoleone Wilson

McBain

Regia e sceneggiatura:  James Glickenhaus

Interpreti: Christopher Walken, Michael Ironside, Luis Guzmán, María Conchita Alonso, Steve James, Chick Vennera, Jay Patterson

Durata: 105 min.

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