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“Credi in Dio?”

“Si”

“Bene perchè stai per raggiungerlo”

(Il giustiziere della notte 2)

Michael Winner directs Diana Dors

E’ vero che il freddo, i soldi spesi per i regali, i pranzi luculliani ancora da digerire ci hanno allontanato da rubriche storiche come Il grande freddo o Le tette vintage, abbiamo ignorato giunonici seni, ma anche grandi artisti passati a miglior vita. Non temete per ognuno di loro abbiamo pensato che non bastava una semplice rubrica, ci voleva una vera recensione tributo. Mentre io scrivo la cara Mariangela Sansone è al lavoro per un Oshima tributativo e Napoleone Wilson _65418261_winner_camera_gettysta lavorando su Winner e un suo horror poco conosciuto (ma faremo anche Sentinel) e così via… Devo ancora corrompere Domenico Burzi ad addentrarsi in qualche Schicchi movie, ma insomma non stiamo dormendo! Voglio aggiungere però in questo caso un saluto all’artista che è morto ieri a 77 anni, il grande Michael Winner. Conosciuto dai più soprattutto per Il Giustiziere della notte, Winner è stato artista versatile e dalla filmografia interessante. Da ricordare senza dubbio il bellissimo Professione assassino, rifatto malamente in tempi moderni, dove viene affrontato uno strano rapporto assassino/allievo che sfogia nel binomio padre/figlio. La filmografia di Winner è piena di titoloni di ogni genere, dal western (Chato e Io sono la legge) all’horror (Sentinel che anticipa Fulci e Argento), passando per il giallo classico (Appuntamento con  la morte), lo spionistico (Scorpio), l’avventuroso (L’avventuriera perversa) e la commedia (Parting shots). Certo che con 41 titoli c’è solo l’imbarazzo della scelta e rimandiamo per tutti quelli volessero saperne di più al bel libro di Fabio Zanello, Il cinema di Michael Winner.  Noi lo ricordiamo con la sua opera più imperfetta, quel Dirty Weekend che attualizzava in chiave femminile la serie de Il giustiziere, ma con una maggiore dose di crudeltà e realismo. Ci mancherai Michael.

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