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“Non riposerà in pace finchè non sarà stata detta la verità”

(Frase di lancio del film)

“Ti mostrerò cose che non hai mai visto… Ti farò ascoltare cose che non hai mai udito… E poi sentirò la tua vita abbandonarti tra le mie dita”

Alice Krige a Craig Wasson

Se mettiamo insieme una lugubre casa del New England, una notte buia e quattro tra gli uomini più importanti d’America, avremo tutti gli ingredienti per una classica “storia di fantasmi”. Un affascinante film ispirato al bestseller di Peter Straub. Con la co-protagonista Patricia Neal, “Storie di fantasmi” racconta dei membri della Società Chowder; Fred Astaire, Melvyn Douglas, Douglas Fairbanks Jr. e John Houseman, che si incontrano ogni settimana per raccontare storie dell’orrore. Presto però, un sottile terrore invade il gruppo  ed ad uno ad uno muoiono a causa di una vera storia di fantasmi legata al loro passato.

(Trama sul retro della vhs)

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Strano destino quello di Storie di fantasmi, horror di un certo pregio diretto da un buon regista agli esordi (lo stesso di Codice magnum, Vendetta traversale e Hamburger hill), ma sconosciuto ai più. Eppure nei primi anni 80 passò pure in prima serata, io ero piccino, ma mi ricordo di aver fatto finta di dormire per vederne almeno una scena, spaventosissima nei miei ricordi, quella dove una ragazza bellissima rivela, in una festa di fine anno scolastico, un volto scheletrico (“Balla con me mostriciattolo”). Beh non succedeva proprio questo nel film, ma si sa i ricordi di un bambino sono falsati come la concezione di paura. Di questo film ne ho perso le tracce negli anni finchè non trovai in quei benedetti mercatini dell’usato la vhs CIC VIDEO dell’epoca, unico modo per gustarserlo in italiano. Il fiorente mercato dvd ha rispolverato obbrobri come L’impero delle api regine o Horror Hospital, spacciandoli per cult quando cult non lo sono mai stati neppure all’epoca, vlcsnap-2010-08-01-01h13m08s34ma purtroppo si è dimenticato di un gioiello come questo o come, per esempio, Ballata macabra di Dan Curtis, titoli non di certo da prendere sotto gamba. Il film di Irvin oltretutto è tratto da un romanzo di Peter Straub, La casa dei fantasmi, una delle letture più spaventose per Stephen King, almeno a sentire lui. Non ho mai letto il romanzo, e mi riprometto di farlo a breve, magari integrando quando mia recensione, internet sia benedetto, ma di solito tendo a prendere con le pinze le affermazioni del Re del Maine fin dai tempo di Clive Barker “ormai è più bravo di me”. Non che Barker non fosse bravo, anzi, ma il confronto con King è impari perchè, come direbbe Samuel L. Jackson in Pulp fiction, “non è lo stesso terreno da gioco”. Come, che so, che vogliate paragonare David Cronenberg e Michael Ninn, Al Pacino e Jenna Jameson, ottimi artisti, ma imparagonabili: Barker è più sessuale, sanguigno, innovativo nell’affrontare la materia, King più tradizionalista, ma sia Salem’s lot che Cabal sono due capolavori, su questo non ci piove. Del libro di Straub ho trovato questa breve recensione su internet:

“In un sinistro motel della Florida un ragazzo angosciato e esitante tiene in ostaggio una bimba stranamente calma.
In una sonnolenta cittadina dello stato di New York, cinque rispettabili signori fondano la Chowder Society e si riuniscono ogni due settimane per raccontarsi agghiaccianti storie di fantasmi, che non finiscono necessariamente quando terminano le riunioni. Un giorno, durante una festa in onore di un’attrice di passaggio nella cittadina, uno di loro muore in circostanze misteriose. In California un giovane insegnante è travolto da un’ossessiva passione per una delle sue allieve, una ragazza stupenda, ma ambigua e ‘pericolosa’…
Quale filo lega questi luoghi, queste persone e questi strani fatti che sembrano recare il segno di presenze e fenomeni soprannaturali?
Sulla scia di illustri predecessori quali Poe, Hawthorne e Henry James, Peter Straub ci propone un romanzo insolito e straordinario.
Un libro che, con sapiente tecnica narrativa, fonde il mondo e la mentalità dell’uomo contemporaneo con le ataviche paure e i tabù che ancora si agitano sotto la nostra vernicedi razionalità”.

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Per chi avesse visto il film scatta subito all’occhio che la sottotrama dell’albergo e della bambina è inesistente anche se sono presenti un teppista e un ragazzino alla mercè dello spettro. D’altronde è impossibile non trarre da un libro senza perdere qualcosa, inevitabile nell’esigua durata di una pellicola contro le molteplici pagine dei romanzi. Quello che però sembra non essere stato detto da nessuno è la somiglianza tra le trovate del film di Irvin (o del romanzo) con una misconosciuta pellicola italiana girata dal nostro Aristide Massaccesi agli esordi, La morte ha sorriso all’assassino. La pellicola del non ancora famoso Joe D’Amato è una vera totentanz su pellicola, una danza di morte senza molto ordine logico, ma dal grande fascino che anticipa le bizzarrie dell’Inferno argentiano o de L’Aldilà di Fulci, una sequela di uccisioni elaborate, spaventose, orripilanti che abbraccia una storia confusa simile al lavoro di Straub/Irvin. Anche qui come lì una morta torna in vita per vendetta ed alterna un aspetto bellissimo ad uno orripilante. Sia da confrontare la scena del ballo presente in entrambe le pellicole, quella che citavo all’inizio della recensione, con lo stesso escamotage del viso scheletrico e putrefatto. Certo che è difficile Straub abbia visto l’opera di Massaccesi anche se sembra incassò molto all’Estero (da noi fu un colossale flop) con il titolo Death Smiles on a Murderer. E’ un po’ lo stesso dilemma che affligge lo scifi fulciano I guerrieri dell’anno 2072 e lo swarzy movie L’implacabile: le somiglianze esistono, ma sarà un caso?

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Lasciamo stare però tutte queste illazioni per concentrarci sul nostro film che merita moltissimo. Storie di fantasmi ricorda un po’ il posteriore La casa delle ombre lunghe di Peter Walker per l’uso di un nutrito cast formato da mummificate star del cinema, qui Fred Astaire, Melvyn Douglas, Douglas Fairbanks Jr. e John Houseman, lì Vincent Price, Christopher Lee, John Carradine e Peter Cushing, ma in generale il lavoro di Irvin è migliore soprattutto per non far sembrare il tutto un ospizio cinematografico per vecchi tromboni. Storie di fantasmi non è un film semplice, almeno narrativamente, è pieno di trame e sottotrame che si intrecciano, di personaggi ambigui o altri che non sono quello che vogliono sembrare. Si pensi la pellicola inizia con la tragica morte dell’attore protagonista, Craig Wasson, la futura star dell’immenso Omicidio a luci rosse, dopo avere scoperto che la sua compagna non è altro che un cadavere putrescente (“Ho freddo, amore”). La sua fine è tra le più crudeli oltretutto: cade vlcsnap-2010-08-01-01h20m24s45(effetto abbastanza miserabile, ma pisello in bella vista) da una finestra di un albergo e si schianta rovinosamente sul pavimento di una piscina. Tutte le altre morti saranno provocate da un grande spavento, un po’ come il giapponese The ring e le sue derive americane, senza eccessi di sangue. Subito dopo ecco che torna in scena, senza baffi, Wasson e scopriamo essere il fratello gemello del precedente personaggio che si porta dietro una storia che si intreccerà sia con quella principale che con un’altra storia risalente agli anni 50, fulcro e motivo delle varie morti. Storie di fantasmi non è un film ad episodi, ma riesce in maniera originale ad entrare nello stesso filone con quei due lunghi flashback che sono film nel film, inquietanti e paurosi, dove si intrecciano i temi classici di eros e thanatos, con un omicidio nel passato che ricorda un po’ i nostri gotici avatiani. Interessante la figura di Eva Galli/Alma Mobley, duplice personaggio interpretato dalla bellissima Alice Krige: fredda, crudele, spietata, arriva ad uccidere persino innocenti per la sua vendetta, ma nel contempo è in lotta con una natura nascosta, più terrena e sensuale, che la rende una figura non semplice e dalle molteplici sfacettature. Corpo statuario di idee voluttuose, la Krige, futura regina dei Borg in un episodio cinematografico di Star Trek, appare spesso e volentieri nuda riuscendo a mischiare nello spettatore/voyeur fascino e terrore. Difficile scordare il suo sguardo perennemente vuoto o la vita che sembra nascere in lei solo attraverso il sesso, una sorta di immemore della vita, di aliena che ha bisogno di lifa vitale per essere effimeramente umana. Il film non spiega perchè la vendetta sia stata attuata proprio dopo tanti anni, quando questi signori, autodefinitosi il Club degli immortali, stanno per arrivare da soli alla fine del traguardo, forse, e qui si può ipotizzare, Eva/Alma non è altro che l’incarnazione della morte, anzi è come se la morte fosse impazzita per un amore, il peggiore, quello tradito.

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Gli interpreti sono perfetti e la regia di John Irvin è elegante, al servizio di una storia agli antipodi con il nascente horror splatter che stava esplodendo in quegli anni. Da non sottovalutare poi, come fascino aggiunto, l’inedito scenario innevato che fa da sfondo alla vicenda, molto vicino ai racconti di fantasmi della tradizione giapponese. Una menzione speciale vanno agli effetti speciali del futuro premio Oscar Steve Johnson, raccapriccianti e di grande impatto.

Storie di fantasmi è il classico film che se non conoscete potrà diventare un vostro cult, un classico intramontabile del cinema horror relegato, forse per la sua natura volutamente classica, nel dimenticatoio. Ma noi di Malastrana vhs non ci stiamo e questa recensione è qui anche per questo perchè i film non vanno dimenticati, ma visti. Ci sono perle che la tv non trasmette da secoli e che farebbero la loro porca figura al posto di cosacce come L’isola in prima visione. Forse parlare non serve, ma è sempre meglio che sopportare tacitamente l’immondizia cinematografica, e non, che propinano ogni giorno.

VOTO: 4/5

Andrea K. Lanza

Storie di fantasmi

Titolo originale: Ghost story

Anno: 1981

Regia:    John Irvin

Cast:    Fred Astaire, Melvyn Douglas, Douglas Fairbanks jr., John Houseman, Craig Wasson, Alice Krige, Patricia Neal, Ken Olin

Durata: 114 min.

VHS: CIC VIDEO (anche per la vendita) – Vietato ai minori di 14 anni

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GhostStory

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