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Quante volte noi cinefili abbiamo vaneggiato di girare dei film nostri? “Mo glielo faccio vedere io ai cinematografari come si gira un film!Che ci vuole?Romero come ha iniziato? Non ha forse girato un film a basso costo con amici e parenti? Vai all’ospizio e prendi la nonna che è ottima per fare la zombi!”

Poi, di solito, la birra finiva e uno tornava in sè. Si rendeva conto della cazzata detta e pensata e tornava alla sua vita da lavoratore medio. Certe volte invece la birra scorre a fiumi e uno non solo le pensa certe cose, ma le fa pure. Altrimenti non riusciresti a spiegare questa pellicola a suo modo unica.

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Aspetta che indosso gli occhiali da cinefilo in libera uscita che rivaluta alla cazzo di cane, perchè questa pellicola ci offre grandi occasioni per intellettualizzare, trovare elementi significativi e sottotesti- la distruzione della famiglia,incapace di reggere i tempi che cambiano- e così via.

Perchè effettivamente questa pellicola è diventata un cult .Cosa vuol dire? Dietro la nomea di cult in realtà si vendono titoli che non lo sono e non saranno mai. Però sono film vecchi, chi tra i nostri critici si prende la briga di valutare le cose?

Quindi prendiamo con la dovuta distanza questa etichetta. Ma non facciamolo con questo film. Film? Parvenza di film, direi.

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Aliceanne ritorna nel suo paesino natale, non le deve esser andata benissimo la vita se ritorna in quella gabbia di matti. Infatti la ragazza si deve occupare di una bambina, Rosalie, la quale non è proprio normale. La vediamo infatti all’inizio del film mentre in una notte tempestosa offre un povero gattino in pasto a un essere orribile, ( non nel senso di inquietante, ma di brutto visto la ridicola mano che si ritrova), e in generale avvengono fatti inquietanti nei dintorni. Il bosco di notte si anima di esseri infernali che banchettano con gli animali e i vicini di casa se la prendono con la bambina.

Infatti sua madre, morta e da lei mai dimenticata, era una specie di fattucchiera, di strega, sempre secondo i vicini. E quanto pare la figlia sta prendendo le simpatiche abitudini della genitrice.

Aliceanne cerca di costruire un rapporto sereno con Rosalie, ma riesce solo a far di innamorare di sè il fratello della piccola: Lem.

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Nel frattempo una vecchia vicina di casa viene assalita dalle creature del cimitero e uccisa con tanto pomodoro spalmato in faccia, e per fortuna che i mostri non son imparentati con spalman.

Seguiranno altre morti fino all’assedio finale: Aliceanne e Lem verranno assaliti da sei poveri cristi con i costumi avanzi di un pessimo carnevale. Soprattutto quello che colpisce è il numero di zombi coinvolti in questa impresa:sei.

D’altronde il film è girato con un budget ridicolo da gente che si è improvvisata cinematografara, bè esattamente come la maggior parte dei film di genere italici nei secoli dei secoli.

Non c’è la minima idea di “fotografia” e “montaggio”, la storia avrà occupato due pagine di un block notes. Opera poverissima, ridotta all’osso, eppure a suo modo inquietante. Il personaggio di Rosalie è convincente. Una bambina viziata, crudele, che distrugge tutte le figure sdolcinate delle commediole americane quando si parla di bambine .

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C’è una strana atmosfera inquietante e di noia che mischiandosi portano sullo schermo un film decisamente brutto, ma a suo modo indimenticabile. Rumori al posto della colonna sonora che irritano e urtano, il tentativo drammatico degli attori di dar tono ai loro personaggi, il vento sempre presente. E il finale con la testa della bambina spaccata in due dalla scure ben salda nelle mani di una terrorizzata e furiosa Aliceanne. Si, i personaggi femminili principali hanno un loro fascino. Sono comunque ben descritti e le attrici fanno un lavoro decente, chiaramente stiamo parlando di un film non riuscito e brutto, per cui massima solidarietà a loro due che ci credono pure.

Sapete una cosa? Difficile scrivere una recensione su un film che, nonostante evidentissimi e imbarazzanti limiti, è talmente baldanzoso e smargiasso da essere diventato un cult. “Che colpo di cul..t!” potrei scrivere, ma sarebbe una bruttissima battuta.

Taglienti e crudeli istanti di pura inquietudine si perdono, come cantano i Negrita, in un mare  di noia. Eppure noi rimaniamo incatenati,intrappolati, ammaliati, da questo orgoglioso b movie che si prende il lusso di prometterci chissà quali terrori e poi ci abbandona con quelle facce un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi giovini intellettuali popolani che han visto troppe puntate di stracult!

Quindi alla fine non riesco a trovare un giudizio netto: il film va visto assolutamente, purchè non si ecceda in smodati e inutili entusiasmi. Poi la morte della vecchia rincoglionita che lascia sbranar il suo cane dagli zombi, merita. Ma anche lo zombi che spara con il fucile…Oh, San Romero…

Davide Viganò

La casa degli zombi

Titolo originale: The child

Anno: 1977

Regia: Robert Voskanian

Cast: Laurel Barnett, Rosalie Cole, Frank Janson, Richard Hanners, Ruth Ballan, Slosson Bing Jong, Rod Medigovich, Wendell Hudiburg

Durata: 80 min.

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