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All’età di quattro anni, la piccola Helen, ha subito un pesante shock dopo aver visto la madre morire, in un incidente automobilistico, uccisa dai vetri rotti del parabrezza. Sono trascorsi vent’anni ed Helen, ormai cresciuta, ha intrapreso la carriera di attrice teatrale. Ma, pochi giorni prima della data prevista per la messa in scena dell’opera, una serie di brutali delitti inizia a turbare la quiete della compagnia teatrale. Un folle assassino, armato con una scheggia di vetro rotto, ha deciso di uccidere, uno ad uno, tutti i membri dello staff.

PDVD_005Nightmares incubi è un film australiano uscito da noi soltanto in vhs e mai più editato in epoca digitale. Si tratta di un filmetto senza dubbio, glorificato però da un reparto tecnico (regia ma soprattutto fotografia) eccezionale. Sia dato atto al regista John D. Lamond di avere nobilitato una trama banalotta con un certo estro visivo che rende il suo prodotto di un certo interesse. Il film pecca però di un’eccessiva mancanza di ritmo e una certa imbellità 15n7s5edi fondo nel riproporre per l’ennesima volta e senza grandi guizzi una storia che occhieggia malamente Hitchcock e il suo allievo Brian De Palma, soprattutto negli inarrivabili Psycho e Le due sorelle. Gli autori non faticano neanche tanto a celare l’identità dell’assassino, tanto questa è evidente fin dai primi minuti, non bastano quelle due false piste buttate malamente se non apportate da uno sviluppo solido. C’è un’idea, questa sì disonesta, di considerare il pubblico una massa di cretini, quindi agli autori non interessa altro che la pura estetica, i virtuosismi di macchina, lasciando naufragare il film nel nonsense narrativo, dove vari personaggi sono destinati ad azioni sceme, quasi fossero solo carne destinata al prevedibile macello. John D. Lammond comunque ce la mette tutta, e su questo piano l’opera è ottima, nel curare l’estetica violenta degi omicidi, baciati da luci violente, colori accesi e piogge feroci, un po’ come negli horror italiani di matrice argentiana. Peccato che, come già detto, non basta, ci sarebbe voluto lo sforzo di scrivere anche una vera sceneggiatura. Nightmares incubi non è splatter, anche se le occasioni non mancherebbero per mostrare il budello, ma offre un modus operandi del  suo assassino abbastanza atipico con taglienti schegge di vetro usate come arma (difficile stabilire chi fu ispirato e chi ispirò, se Nightmares e il contemporaneo Mirror di Ulli Lommel). La parte finale, anticipatrice del futuro Deliria, con il 511nkoteatro diventato mattatoio è il punto forte dell’opera: la telecamera impazzita a seguire le vittime, ma anche la gestione perfetta e non facile degli spazi sono segno di un’opera che grida vendetta per tanto è stata sprecata. Gli attori sono atroci è vero, così come il doppiaggio italiano, ma Lammond, che veniva dai film sexy (suo Felicity sexy adolescenza), riesce a farcelo dimenticare grazie agli abbondanti nudi delle sue interpreti, spesso e volentieri riprese in pose maliziose. Bisogna comunque riconoscere al cinema australiano di non essere secondo a nessuno (Interceptor era di poco prima) come spettacolarità nel confezionare i propri film. L’ozploitation (il cinema di genere australiano), con i suoi guizzi registici e i suoi molteplici temi, si conferma un universo filmico sconosciuto ai più, ma ricco di grandi sorprese, anche quando venivano prodotti film sbilanciati come Nightmares incubi.

Nota: Da non confondersi con il film ad episodi del 1983 dallo stesso titolo diretto da Joseph Sargent.

VOTO 2/5

Andrea Lanza

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Nightmares – Incubi

Titolo originale: Nightmares

Anno: 1980

Regia: John Lamond

Cast: Jenny Neumann, Gary Sweet, Nina Landis, Max Phipps, John Michael Howson, Edmund Pegge, Sue Jones, Maureen Edwards, Peter Tulloch

Durata: 80 min.

VHS: Eureka video

16h20cz

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