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Molte volte mi definisco ironicamente “l’ultimo dei puri” perchè mi piace pensare che, scrivendo per questo blog o in altre pubblicazioni, riesco a mantenere sempre una certa coerenza  senza fare favori ad amici o amici di amici. Nell’animo ho tatuato la frase che mio padre voleva farsi incidere prima di morire “Nè servi nè padroni”, ideologica, ingenua forse, ma sicuramente sincera. Ieri mi è capitato di essere protagonista di un episodio abbastanza vergognoso, una guerra di pulci dove si deve mostrare chi ce l’ha più lungo. Sulla pagina facebook del direttore di Nocturno, Davide Pulici, lo stato d’animo era questo:

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Pensiero che condividevo e condivido senza nessuna remora. In più proprio la sera prima avevo provato sulla mia pelle la sciaguratezza di una pasta suicida, peperoncini super piccanti e aglio come se non ci fosse un domani, con il risultato di una notte atroce passata in bianco. Ecco quando conti le pecorelle all’infinito, quando scopri che i video di youporn sono stati tutti visionati, quando in tv e sul pc hai solo film noiosi, arriva il momento di un buon libro, magari qualcosa che avevi sempre rimandato di leggere. Il mio amore horror fin dalla mia adolescenza è stato Fulci, ma vi avverto che il libro non era questo:

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nè questo:

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ma questo:

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Immaginatevi una notte di neve e gelo, con in caloriferi che neanche scaldano più di tanto, con la tua ragazza che sta a km di distanza da te, ecco che una buona lettura diventa stimolo non solo per il sonno ma anche per arricchirti nello spirito. Credo di avere però trattenuto le risate quando a pagina 162 ho letto, nel capitolo dedicato a Quando Alice ruppe lo specchio, trucido ma cerebrale thriller fulciano, questa frase:

“”Dato che Il silenzio degli innocenti è datato 1991 sembra quasi che Thomas Harris prima e Jonathan Demme dopo si siano ispirati a questa figura per creare Hannibal Lecter, il cannibale più noto della storia del cinema”.

E Il delitto della terza luna? E Manhunter? Lì Hannibal Lecter non c’era? Eppure entrambe le opere sono antecedenti al film di Fulci, senza contare che il libro de Il silenzio degli innocenti è del 1988, stesso anno dell’Alice e dei suoi frammenti di specchio. Continuo la lettura, ma mi rifermo quando mi tocca leggere che Claudio Fragasso, riferito a Zombi 3, è il pessimo regista di opere future come Monster dog. Un attimo prego, Monster dog è del 1985 e Zombi 3 del 1988!!! Il cinema e la critica possono essere opinioni, ma i dati no! Capisco quindi che è scrittura troppo creativa e fantasiosa quella dei due autori, Gordiano Lupi e As Chianese, per i miei gusti.

Quindi al post di Pulici rispondo così:

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Oh, ragazzi, chiamatemi scemo, ma non mi sembra di aver detto quali cose cattive o crudeli, ma ecco che, preciso, arriva un mio amico di facebook, Fabio Zanello, l’autore di un libro molto interessante su Michael Winner, il regista di Il giustiere della notte. Fabio deve aver visto troppe volte i film sulla giustizia privata e si sente chissà perchè tirato in ballo.

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Capite? Non dirà niente a Gordiano Lupi? Grazie, Fabio, per non aver fatto la spia! Mi chiede se conosco bene Fulci (si lo conosco e non serve un libro per sciorinare la propria competenza) e mi da’ del leccaculo. Leccaculo perchè scrivo su Nocturno. Oh io Nocturno la compro da quando era fanzine insieme alla defunta Amarcord. A me Nocturno piace e quando non mi piace lo dico mi fa cagare. Ricordate il tatuaggio “Nè servi ne padroni”?

Allora rispondo:

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Ma Zanello è ormai infervorato e risponde per le rime:

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A me però questo mi sembra un po’ un ragionamento del cazzo. Non posso parlare di un libro se mi piace o meno con le persone, ma solo con i suoi autori? Oggi stavo scrivendo una recensione di Non aprite quella porta 3d per horror.it e ho affermato il regista è un incompetente. Azz ora devo avvisarlo su facebook. Ma quindi la libertà di opinione? Che serve fare critica se tutto è bello? Che noia gente, che noia.

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Finisco comunque la conversazione in simpatia, Zanello mi mette mi piace su alcuni miei post, io riporto la fonte incriminata del libro e spengo facebook.

Ma mica è finita, la conversazione prosegue anche senza me con Davide Pulici che da’ prova di grandissima lucidità mentale soprattutto perchè focalizza l’assurdo di questa diatriba.

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Ma Zanello è deciso:

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Lui rispetta le idee. Si certo e con la frase “Tu Davide sei stato corretto” non sta leccando il culo a nessuno. Cioè lo dice il direttore di Nocturno e va tutto bene, lo dico io, povero stronzo, e non va bene. C’è qualcosa non mi quadra. Comunque un poveretto prova a dire qualcosa e via si parte con le minacce:

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Non c’è speranze se uno l’avesse offeso personalmente probabilmente Zanello non si sarebbe offeso tanto, ma hanno (ho) criticato Gordiano Lupi, l’uomo che gli ha permesso di pubblicare dei libri, quindi ricordatevi magari potete fregargli la ragazza, ma il Gordiano Lupi no!

Poi chi è Gordiano Lupi?

Da Wikipedia:

Nel 1996 si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Pisa. Nel 1999 ha fondato, insieme a Maurizio Maggioni e Andrea Panerini, la casa editrice Il Foglio Letterario. Esperto di cultura cubana, nel 2000 ha cominciato a tradurre i romanzi di Alejandro Torreguitart Ruiz, successivamente nel 2009 ha cominciato a tradurre il blog di Yoani Sánchez, alcune opere di Félix Luís Viera (La patria è un’arancia), José Martì (Le fiabe de L’età d’oro, alcune poesie), Heberto Padilla (Fuori dal gioco), Virgilio Piñera (racconti da Cuentos completos e le poesie de Il peso di un’isola), Guillermo Cabrera Infante (La ninfa incostante). La sua attività giornalistica vede collaborazioni con le testate La Stampa e il Corriere Nazionale.L’altra sua attività è nel campo del cinema italiano. Ha scritto opere divulgative dedicate a personaggi del nostro panorama culturale come Federico Fellini, Joe d’Amato, Lucio Fulci, Ruggero Deodato, Tinto Brass, Enzo G. Castellari, così come divi e dive quali Tomas Milian, Gloria Guida ed Edwige Fenech. Sta scrivendo una Storia del cinema horror italiano, in corso di pubblicazione. Dai suoi racconti Cappuccetto Rosso e Il prete, il regista pugliese Stefano Simone ha tratto i lungometraggi “Cappuccetto Rosso” e “Unfacebook”.

Questo il volto di Gordiano Lupi:

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Piace a Fabio Zanello tanto da farlo diventare nero di gelosia, ma io preferisco lei:

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Oh i gusti son gusti. Ma continuiamo con questa storia dai toni grotteschi. La sera alle 22 e 30 vedo la chiamata di una mia amica che sta curando un libro su un regista americano, appunto per il Foglio di Gordiano Lupi. Mi preoccupo e rispondo. Lei è mortificata e mi fa sapere che Zanello, che a quanto ho capito cura la linea di cinema della casa editrice, gli ha ORDINATO di tagliarmi fuori dal progetto dopo quello che ho fatto (ovvero dire che in un libro c’era una svista). Io ascolto un po’ incredulo, anche perchè non credevo di avere fatto chissà che cosa orribile, ma capisco che non voglio rovinare il lavoro di nessuno e mi levo da solo dalle scatole e dal libro. Lei mi dice “No aspetta quache giorno”, ma io, ricordate, ho la scritta “Nè servi nè padroni”. Alla mia amica voglio bene, a Zanello un po’ meno anche perchè mi accorgo che mi ha levato dai suoi contatti facebook senza dirmi nulla, di notte, come un ladro di pollame.

Alllora gli scrivo in privato:

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Mi ricordo che Zanello mi ha chiesto, una settimana fa, di scrivergli un pezzo su The last action hero di John  Mctiernan per una monografia sul regista. Ho come l’impressione non serva più.

Certo che io non conosco Gordiano Lupi nè ho collaborato mai per il suo Foglio, ma affidarsi a gente così che usa il proprio potere (piccolo o grande che sia) per fare pressioni sui collaboratori non è il massimo della pubblicità.

Mi auguro che il libro della mia amica riesca (e conoscendola ho solo certezze) bene anche senza me.

Nè servi nè padroni. Ecco era saggio mio padre.

Andrea Lanza