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Antonio Margheriti è stato un grandissimo artigiano del nostro cinema. Ha attraversato i generi, e formato la mia fantasia popolare di giovane spettatore indisciplinato. Durante i bei tempi della nostra adolescenza quando su reti televisive come Odeon era facilissimo imbattersi in film di questo nostro maestro e di altri nobili padri del nostro cinema di genere.

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Non sono tutti capolavori o buoni i suoi film, ma hanno sicuramente tantissima dignità, sono opere popolari nel vero senso del termine. Margheriti era un uomo di cinema completo, un cinematografaro come direbbero alcuni, aveva talento e lo dimostrava nelle sue pellicole. Era uno che si occupava di effetti speciali, non solo di regia per questo un vero conoscitore del lato tecnico del “far cinema”.

Io credo sia impossibile non amare il suo cinema così sincero,vero,concreto,eppure totalmente devoto alla grande avventura,alla fantasia libertaria e libera, a un gusto per il cinema come racconto per le masse.

Ci piace quindi ricordarlo, ci piace rammentare che nel periodo d’oro del nostro cinema c’era la straordinaria libertà di scegliere tra lui,Fellini, Petri,Leone, insomma tanta roba.

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Io fra le sue pellicole ho sempre amato moltissimo i suoi horror gotici,degni dei Bava e Corman, o i suoi film avventurosi. Però ho deciso di prendere in esame un film di fantascienza per due ragioni:1) ci sono stati pochissimi film di fantascienza in Italia,2) non avevano nulla in meno alle cinematografie estere,a parte la parte economica. Sempre speso poco per un genere che si reputava non destasse interesse nella gente,e chi sa perchè!

Questa opera è stata girata dopo il successo commerciale di “Spacemen”, in questa pellicola la terra era minacciata da un ‘astronave “impazzita”,visto l’ottimo risultato viene considerata l’ipotesi di un ulteriore film a carattere fantascientifico.

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La produzione decide di spender più soldi nell’operazione, la pecunia viene spesa benissimo, reclutando il divo di Hollywood  : Claude Rains. (Notorius,Casablanca,fra i suoi tanti titoli), il quale interpreta il dr Benson. Egocentrico,sarcastico,sprezzante professore , mattatore assoluto e meraviglioso. Io credo che sia proprio Rains a portare su un livello superiore la pellicola. Senza nulla togliere al resto del cast e alla bravura di Margheriti come regista.

La storia narra di un pianeta , (detto Lo Straniero,di Camus?, dal professore), in rotta di collisione con la terra, (trama che Margheriti riprenderà in un’altra pellicola che potremmo ritenere un remake di questo film,cioè:Il Pianeta Errante),ad accorgersene un gruppo di scienziati i quali si troveranno subito in disaccordo con i militari. Nel film non mancano dialoghi apertamente anti militaristi e frecciatine ai politicanti,altro che Grillo eh! Ed è proprio questa lunga prima parte di preparativi,attesa,che a mio avviso rende meraviglioso un prodotto come questo. Seppure legatissimo alle regole del genere,non ci sono personaggi marionetta, ma Persone,certo stereotipate,certo,ma di ognuno di essi teniamo un ricordo,una memoria. L’abilità della sceneggiatura è questa: creare una lunga presentazione dei personaggi,capire chi sono e cosa vogliono e farli girare intorno al personaggio titanico,epico,gigantesco,interpretato da Claude Rains.

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C’è una forte tensione emotiva, durante tutta la pellicola. La minaccia è ben presente, cosa sarà ?Cosa vorrà, lo Straniero?

Diamo merito a Margheriti, che si firma Anthony Dawson, di aver gestito benissimo la parte tecnica e la regia,arrangiandosi come sempre ,come tradizione della nostra cinematografia di genere, si dice che non sia mai stato troppo entusiasta della parte finale,quella sul Pianeta,poichè non avendo troppi soldi son dovuti ricorrere al materiale più economico sul mercato per fare le scenografie che reputo però lo stesso assai suggestive.

Così vediamo la guerra tra noi umani e dei dischi volanti comandati da una mente elettronica superiore. I modellini certo ora fanno tanta tenerezza,ma credo che per l’epoca non fossero così da buttare via. In italia poi!

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Dicevo:la sceneggiatura. Firmata Vassilij Petrov, nome d’arte di Ennio De Concini, è solida e forte.  Credibile, e a mio avviso in campo fantascientifico è tra le migliori scritte in Italia.

Un film che funziona alla meraviglia,che inchioda lo spettatore alla sedia e lo spinge a interessarsi delle sorti dei protagonisti.

Un ottimo cast , da segnalare oltre a Rains, anche un giovane Umberto Orsini, co -protagonista energico e risoluto,e un giovanissimo Giuliano Gemma, al suo debutto.

Ecco,io credo che a Margheriti si debba volere bene perchè ha portato sullo schermo la fantascienza nonostante tutto e tutti. Un sogno,un’urgenza ,una necessità artistica solitaria e controcorrente, che un grande artigiano di lusso come lui trasforma in pellicole godibilissime. Certo,non mancano le ingenuità,un certo pauperismo,una certa tenerezza naif,ma chissà la fatica per girare film assolutamente originali,unici,innovativi.

Grazie Antonio, noi cinefili non ti scorderemo mai!

Davide Viganò

Il pianeta degli uomini spenti

Anno: 1961

Regia: Anthony Dawson (Antonio Margheriti)

Cast: Claude Rains, Bill Carter, Maya Brent, Umberto Orsini, Renzo Palmer, Jacqueline Derval, Giuliano Gemma

Note: Conosciuto anche come “Battaglie planetarie” o “Guerre planetarie”

Il film è inedito in Italia in ogni supporto, ma per ogni curiosità vi rimandiamo al prezioso sito su Antonio Margheriti e alla scheda su Il pianeta degli uomini spenti.

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