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Questo film è una ricreazione delle gesta di un vero assassino- oggi diremmo seriale- tedesco, che uccideva i ragazzi giovani durante il periodo della Repubblica di Weimar, con atti di vampirismo, cannibalismo e necrofilia, e il quale fu in parte già alla base del capolavoro dell’espressionismo tedesco diretto da Fritz Lang nel 1931 “M, il Mostro di Dusseldorf”(M). Guardandolo di nuovo per scrivere questa recensione, non ho dovuto cambiare idea su questo film.

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Nella Germania del dopoguerra (il film sposta l’ambientazione dalla fine della prima guerra mondiale, alla fine della seconda), due piccoli truffatori trovano un nuovo modo per trovare la carne da vendere ai loro vicini in bancarotta. Fritz Haarmann (interpretato da un sensazionale, lugubre e mimeticamente sinistro Kurt Raab, quasi quanto il Nosferatu di Klaus Kinski nell’omonimo capolavoro herzoghiano) uccide giovani senza fissa dimora, poi vende i pezzi dei loro corpi in un locale caffè. Il suo amante lo aiuta a smaltire i resti e incassa i soldi dagli effetti delle vittime sul mercato nero.Anche se un vicicino sospetta di Haarmann (i giovani dopo essere entrati nella sua casa, non sono mai più usciti) la sua reputazione di benefattore lo rende “al di sopra di ogni sospetto” …

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Questo film è stato spesso considerato come un film tabù similarmente a titoli quali “I Spit On Your Grave/Day of the Woman”(Non violentate Jennifer)(Usa 1978) di Meir Zarchi, “Cane di paglia” e “L’Ultima Casa A Sinistra”. Film violenti, crudi, o dell’orrore degli anni settanta “che hanno spinto in alto l’asticella del mostrabile. O un esperimento di cattivo gusto che nella storia non si dovrebbe ripetere. Vedendolo ancora, come la prima volta per quelle che possono essere state le reazioni d’impulso da spettatore hanno iniziato a farsi sentire di nuovo, fondamentalmente che si trovi di fronte a quel che si tratti di una delle peggiori rappresentazione di ricchioni mai viste sullo schermo. La vicenda di uno strano frocione dall’aspetto reietto che depreda dei giovani uomini eterosessuali di sesso, bevendone il loro sangue, uccidendoli e mangiandoli…, e non necessariamente in questo ordine. Se questo non vi bastasse per forse stigmatizzarne l’associazione tra la finocchiaggine e queste turpi e malate depravazioni, alcune delle vittime erano minorenni.

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Più oggettivamente, basterebbe immaginare il film con vittime al posto dei ragazzi delle donne, e diventerebbe più tipico del genere euro-horror degli anni settanta. Gli elementi estremi degli omicidi sono per lo più impliciti e non mostrati. Le inquadrature più esplicite del film sono quasi sempre incentrate sulla sessualità del killer, e con esplicito intendo baciare il suo amante e le nudità delle sue prede. Rispetto ad altri film dell’epoca, c’è poca differenza per lo spingersi entro e ben al di là dei propri confini, oltre che di genere. In “Martin”(Wampyr)(Usa 1977)di George A. Romero, le vittime sono uccise molto sanguinosamente e le nudità sono di sesso femminile. Ad esempio “La Pelle di Satana”(The Blood on Satan’s Claw)(G.B.1970)di Piers Haggard e “Una Figlia per il diavolo”(To the Devil a Daughter)(G.B.1976)di Jeannot Szwarc, avevano entrambi inquadrature di nudi frontali di giovani donne.

È vero che molti dei giovani uomini nudi de “La Tenerezza del lupo” sono gratuiti per la trama, una volta che le ossessioni di Haarmann sono state stabilite. Queste nudità casuali e poco lusinghiere di maschi e fave più o meno barzotte, sono sorprendenti ancora oggi, continuando ad essere piuttosto rare nei film horror o di qualsiasi altro genere. Penso che sia questo aspetto che abbia contribuito decisamente a renderlo così relativamente oscuro, escludendolo da entrambi i suoi due potenziali generi. Horror e temi finocchieschi al cinema continuano infatti a mantenere una distanza reciprocamente esclusiva.

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Il film diretto da Ulli Lommel prima della sua emigrazione artistica negli Stati Uniti venne da egli diretto comunque molto bene, e seppur certe paranoiche forme di difesa del pubblico lo abbiano all’epoca fatto indietreggiare di fronte ad esso, e il tipo di scrittura fu attaccato duramente negli ’80 esattamente come accade per “Cruising”(Usa 1980), l’eccellente film di William Friekin, quando allora lo vidi la prima volta. Il tema del vampirismo frocesco era troppo perfetto per non gettare benzina sulla demonizzazione dei finocchi nel decennio di psicosi dell’AIDS. Ma “La Tenerezza del lupo” venne realizzato una decina di anni prima della crisi dell’AIDS e potrebbe addirittura essere stato considerato pertinente se fosse stato distribuito soltanto pochi anni più tardi. E’ certamente miscelato per alcuni aspetti inutilmente con il sottofilone della”sexploitation” più viscida e lurida e con la storia di un amore frocesco decisamente virante verso l’acido. Mentre fosse una rappresentazione veritiera e simpatica di un rapporto frocesco, del genere pieno di grandi dichiarazioni politicamente corrette e positive come vanno oggi, non sarebbe mai stato altrettanto interessante. E poi cosa ci si dovrebbe aspettare di meno da un regista bravo come Ulli Lommel, in collaborazione con il suo produttore di allora Rainer Werner Fassbinder (che compare anche nel film come squallido magnaccia)?

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Chiunque fosse spaventato dalla bassissima qualità dei film recenti di Lommel può essere certo che questo suo primo lavoro è ben prodotto e drammaticamente convincente. Anche se come costruzione della propria linea temporale non offre molto di più del tipo narrazione che si potrebbe trovare in un documentario di History Channel. E anche se il lavoro di indagine, di solito al centro dei drammi tratti dalle storie di vera criminalità, è messo da parte, e la musica sostituisce i dialoghi degli inquirenti. L’aspetto della corruzione è poco sfruttato, nonostante Haarmann lavorasse per la polizia.

Come detto in apertura ci sono diversi omaggi a “M” di Fritz Lang basato comunque su un diverso assassino seriale, Peter Kürten, il ”vampiro di Dusseldorf”, i cui crimini più orribili coinvolsero ragazze molto giovani e bambine. I due film ed i loro soggetti sono spesso confusi soprattutto perchè entrambi i casi accaddero nella Germania degli anni ’20. Fritz Haarmann era/è conosciuto come il ”macellaio di Hannover”, e le sue vittime furono giovani e giovanissimi tra i 13 e i 20 anni di età .La testa rasata di Kurt Raab contribuisce ad una performance relativamente contenuta come assassino (immaginabile solamente Klaus Kinski nello stesso ruolo) dall’innegabile fascino perverso, evocante persino simpatia dai suoi vicini quando racconta di essere stato “lasciato” dal suo “ragazzo”. Raab visse solo tre anni più dell’età del vero Haarmann, e per ironia della sorte morendo di malattie correlate all’AIDS. Aveva avuto una carriera piena come sceneggiatore e attore, una delle sue ultime apparizioni fu in “Fuga da Sobibor”(Escape from Sobibor)(Film TV)(Usa1987)di Jack Gold, con Rutger Hauer.

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“La Tenerezza del lupo” non è mai uscito in alcuna forma nell’home video italiano, nè mi risulta alcun suo passaggio televisivo nella storia. E’ disponibile una vhs Connoisseur del Regno Unito in tedesco (con una leggera variazione del titolo inglese “Tenderness of the Wolves), che ha dei buoni sottotitoli in inglese e un aspect ratio 1;66. 1 widescreen. La Anchor Bay americana è l’unica ad avere pubblicato un DVD del film nel lontano 1999, e anche una vhspure widescreen  che è quella che posseggo.

“Tenderness of the Wolves”  è stato annoverato tra i 1000 film che “cambieranno la tua vita” nell’omonimo dizionario di TimeOut.

Napoleone Wilson

La tenerezza del lupo

Titolo originale: Die Zärtlichkeit der Wölfe

Anno: 1973

Regia: Ulli Lommel

Cast: Kurt Raab, Jeff Roden, Margit Carstensen, Ingrid Caven, Wolfgang Schenck, Brigitte Mira, Rainer Hauer, Barbara Bertram, Rainer Werner Fassbinder, Heinrich Giskes, Friedrich Karl Praetorius, Karl von Liebezeit, Walter Kaltheuner, El Hedi ben Salem, Rainer Will, Inigo Natzel, Hans Tarantik, Christoph Eichhorn, Johannes Wacker, Oliver Hirschmüller, Rosel Zech, Irm Hermann, Renate Grosser, Jürgen Prochnow, Wolfgang Schneider, Hans Hirschmüller

Durata: 110 min.

Inedito in tutti i formati in Italia

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