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“Buford Pusser … Era un uomo!”

“Non e’ mai andato giu’ senza combattere.”

“Purtroppo, un uomo che cammina a testa alta diventa un obiettivo molto valido.”

Frasi di lancio originali americane del film

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Buford Pusser/Bo Svenson :- [narrazione di apertura] “Ho dovuto restare in piedi non solo per me, e avete visto quello che mi hanno fatto… Fino a quando tutti gli uomini possono lottare per ciò in cui credono, la stessa dannata cosa può accadere a ognuno di voi!”
 

Robbie Teal/David Adams :- “Avete intenzione di mandarmi in prigione, sceriffo?”
Buford Pusser :- “No figliolo, io non sono più sceriffo.”

Buford Pusser :- “Continuo a dire alla gente ”Non chiamatemi più, non sono lo sceriffo.”

O.Q.Teal/Clay Tanner:- “Non avevi il diritto di condurre il minore lontano da suo padre, e lo hai messo in un orfanotrofio!”
Buford Pusser :- “Lei è stato un genitore inadatto!”

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Questo è il sequel più simile all’originale. Il “Final chapter” stranamente re-intitolato: “Walking Tall”  è un sequel come detto più adatto per l’originale “Un Duro per la legge/Walking Tall”, e mostra una qualità decisamente più cinematografica che la “Part 2”, così come un materiale di gran lunga più consistente che permette al protagonista Bo Svenson di mostrare un’ottima recitazione drammatica più che le sue doti nelle scene d’azione.

“Final chapter” descrive McNairy County come una contea abbastanza ripulita rispetto a quella palesemente infestata dalla criminalità, illustrata in “Walking Tall/Un Duro per la legge”, Pusser è ancora lo sceriffo, anche se la sua rielezione è incombente, e si sente la pressione di un cosiddetto ”avvocato liberale” per riportare all’”ordine” i suoi atti, per far abbassare il bastone della legge e fermare le punizioni crudeli e insolite che egli commina ai criminali e ai furfanti. Sembra anche che la gente della contea, dalla memoria e gratitudine veramente molto corta si stia rivoltando contro Pusser, dimenticando tutto quello che ha fatto per ripulire la loro città. Allo stesso tempo, il sacco di merda boss capo John Witter (Logan Ramsey), ha istituito una nuova casa da gioco. Quando Buford chiude la casa usando i suoi metodi e mettendoci la sua firma, perde le elezioni e deve dunque lottare per mantenere la propria famiglia. Tutto questo succede quando Hollywood viene a bussare a casa Pusser, interessata a girare un film sulla sua vita.

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“Final chapter” è la pellicola della trilogia meno “azione-centrica”, la quale invece si concentra su un aspetto più intimo del personaggio di Pusser che ha ancora a che fare con la inconsolabile perdita della propria moglie, la sua immensa frustrazione personale per non essere stato in grado di inchiodare i grandi criminali alla giustizia per il suo omicidio, e il dover lottare anche  contro l’insinuarsi nella percezione da parte dei cittadini della contea che egli non sia più la persona giusta per essere lo sceriffo nei tempi che cambiano.
Svenson come detto compie qui un eccellente lavoro, superiore a quello offerto ne “I Giorni Roventi del poliziotto Buford/Part 2, Walking Tall” apportando un coinvolgimento molto più emotivo al personaggio di quanto non fosse in grado di mostrare nel film sopra citato, rendendo davvero il personaggio in una chiave drammatica(e molto convincente) come nei monologhi commossi sulla tomba della moglie, e nel momento in cui sta guardando “Walking Tall” al cinema e rivive la morte di sua moglie. È interessante notare il fatto che, si scopre come nella vita reale a Pusser venne offerta la possibilità di impersonare se stesso nel sequel “Part 2”, che certamente sarebbe stato affascinante vedere, ma purtroppo non andò così …

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E non è tutto lo sviluppo del personaggio. Svenson ha la possibilità di utilizzare il suo grosso, tale bastone di noce americana almeno un paio di volte, il solo modo in cui da quella parti funzioni l’erogazione della giustizia.
Ma è una testimonianza stessa degli sceneggiatori, attori e del regista Jack Starrett che il capitolo finale non riuscì perfettamente al botteghino semplicemente a causa del grande finale così drammatico, poiché siamo come spettatori così emotivamente investiti dalla storia di Pusser anche se tutto il film va costruendosi verso detto devastante finale. E’ il tipo di film che non si sarebbe fatto ai giorni nostri, o avrebbe altrimenti  avuto appiccicato un lieto fine. Per fortuna non gli è andato il rating PG della “Part 2”, ma la R di Restricted ai minori di 17 anni, ragion per cui “Final chapter” lo si sente un po’ meno asettico e in questo senso più come l’originale.

È vero, il “Final chapter” trascorre un po’ troppo lungo e troppo piacevole – ma il montaggio è stato comunque decente e necessario per affinare il proprio materiale – in quanto questo è ancora un raccordo -prima della serie tv da sette episodi- per un commiato dal leggendario sceriffo del Tennessee che camminava “a testa alta” e portava un grosso bastone.
Sempre presente come nei due precedenti capitoli l’iconico Bruce Glover nella parte del fidato amico di Buford, il vice sceriffo Grady, mentre  il padre Carl non è qui più interpretato dal grande Noah Beery, Jr., ma nientemeno che da Forrest Tucker. Impossibile poi non ricordare la partecipazione di Morgan Woodward nella parte de “Il Boss”, uno dei più attivi e indimenticabili caratteristi del cinema e della televisione americani, ininterrottamente dagli anni ’50.

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“Part 2, Walking Tall” e “Final Chapter, Walking Tall”, ci hanno dunque raccontato raccontato la storia di Buford Pusser, un uomo grande e grosso con un grosso bastone che si è messo a camminare “a testa alta” e ha fatto quello che doveva fare. Ha mostrato a tutta l’America come non piegarsi mai e rimanere sempre in piedi, e lo chiamavano un eroe per le sue azioni e il suo indomito coraggio. Ora, questo ultimo film ci fa ben vedere quello che l’America fa per i suoi eroi. Anche “Final Chapter, Walking Tall”, non è mai uscito in dvd in italiano, e a differenza dei precedenti due capitoli neppure nei cinema e in videocassetta. A quanto mi risulta non è stato mai recuperato né doppiato per eventuali, lontani, passaggi televisivi dei tempi che furono. E’ ovviamente inserito nella citata intera trilogia che è uscita negli Stati Uniti in uno splendido Blu-ray e dvd a tre dischi “Collector’s Edition” pubblicato dalla Shout!Factory/Paramount, con un documentario ai protagonisti e ai discendenti di Buford realizzato l’anno scorso, featurette vintage dell’epoca sul dietro le quinte, photo gallery, trailers e tv spots.

Quando il produttore cinematografico arriva a casa Pusser per parlare con Buford di fare un film sulla sua vita, può essere visto il vecchio camion Chevy rosso del 1968 che è stato utilizzato nella scena dell’inseguimento in “Un Duro per la legge”

Ha debuttato nei cinema degli Stati Uniti il 31 maggio 1977.

Napoleone Wilson

Walking Tall: Final Chapter

Regia: Jack Starrett

Prodotto da: Charles A. Pratt

Scritto da: Howard B. Kreitsek e Samuel A. Peeples

Interpreti: Bo Svenson, Lurene Tuttle, Forrest Tucker, Leif Garrett, Dawn Lyn

Musica: Walter Scharf 

Durata: 112 min

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Inedito in Italia