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Gli italiani amano vivere male, amano crogiolarsi nella difesa delle cose più immonde per comodità,indifferenza,poca gioia di vivere in una società di uomini e donne e non simulacri di bestie affamate di mediocrità. Noi riusciamo a demolire la nostra storia attraverso fandonie e giustificazioni deprecabili. Tutti i ladri lo sanno: beccati un po’ di insulti e indignazione spicciola da parte della gggente,poi diventerai un eroe. Non vale la pena sai? Lottare,impegnare la tua vita per un’ideale, qui. Ti trattano da pirla,da fesso,ti danno consigli amichevoli, paternali, tipo quella vecchia canzone con il ritornello che diceva:”ma lascia stare,ma chi te lo fa fare”. Io. Io “lo faccio fare”, io che non abbasso lo sguardo,che non giro insieme a voi,che non mi abbandono alle idiozie dei reazionari e ai compromessi dei democretini.Io, che ricordo i volti,i nomi,dei caduti. Dei nostri eroi.Perchè non ho nulla da dare a un fascista che si travesta pure di rosso come taluni anti imperialisti,ma la merda si riconosce subito.Non ho nulla da ricordare con piacere del fascismo o del nazismo,e mi piacerebbe dire del liberalismo,non è che siccome oggi non ci sono Mussolini e company,ma il nemico è l’imperialismo yankee-sionista,allora cazzo me ne frega a me di quello che è successo prima. Quindi non dovrei essere nemmeno anti monarchico,non abbiamo più un Re, no? Ogni storia capitata prima di me , è la mia storia. Perchè forma l’uomo che sarò in futuro. Mi piace resistere,che bella parola pensaci: Resistenza! Ti mette allegria e determinazione,e saranno tanti i tuoi nemici e i loro colpi, ma io resisto più di loro. Un tempo ero con Giovanni Pesce in montagna, poi con i giovani sognatori ribelli sulle barricate,e ora resisto singolarmente come essere umano. Sono uomo, ma non mi associare ai maschilisti e ai maniaci, sono etero, ma non mi mettere con chi aggredisce le coppie gay o lesbiche, sono bianco,ma non mi vedi con quelli che pensano alla razza, sono occidentale,ma sostengo le nazioni poste sotto l’attacco americano e israeliano. Resisto. Non cambio nulla solo la mia vita. Solo me stesso.

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E quindi ogni 25 aprile, eccomi qui, a parlare di partigiani, a rileggere pagine di Senza Tregua. E sarò scemo, ma le mie feste sono queste qui: 25 aprile e 1 maggio.

Nanny Loy è stato tra i primi a fare film sulla resistenza,tutti rammentate l’eccellente capolavoro Le Quattro Giornate Di Napoli, ecco io vi scriverò de Un giorno da leoni.

La storia è quella di Michele pavido impiegato che riesce per fortuna a non partire per il nord,cioè essere obbligato a far parte della R.S.I.  in quanto impiegato statale,del suo amico Danilo,studente universitario che sente una maggior attenzione per i temi della resistenza al contrario del suo compagno Mortati, fascista  convinto e che farà una giusta tragica fine con l’evolversi della storia. I due amici partono da Roma, l’indomani dei celebri e tragici fatti del 8 settembre 1943. Durante il viaggio incontrano Gino, un altro fuggitivo, uno che tenta di superare la linea Gustav. I tre per scappare ai tedeschi finiscono per caso a trovarsi faccia a faccia con un gruppo di ex soldati che sta tentando di costruire una cellula di resistenti, sotto la guida militare di Orlando e politica di Edoardo. Il film segue la loro vicenda privata e politica,la nascita della resistenza, la maturità umana e politica dei tre amici,il tutto con uno stile secco,documentaristico,ma che si apre al grande cinema quando necessario,come nel bellissimo pre finale dell’attentato al ponte. Tesissimo, commovente, epico. E non si può che commuoversi ed esaltarsi nel finale con il fascista che conta tentando di mantenere uno spirito machista e sprezzante tipico di questi imbecilli, e la paura che si impossessa di lui e gli fa tremare la voce.

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Erano film bellissimi, racconti popolari, che narravano la generazione migliore di veri rivoluzionari,traditi e umiliati poi,l’indomani del 25 quando scoprirono che la nostra nazione è solo una colonia americana,ma chi se ne frega!La gloria di quelle vite splende anche nella buia notte della storia nazionale e questa pellicola di Loy è un grande esempio di cinema militante, educativo, popolare. Merito anche del grande cast con un superbo Leopoldo Trieste nella parte del pavido Michele che diventerà eroe nonostante tutto, di un memorabile Renato Salvatori nel ruolo del soldato Orlando, del buon Castelnuovo, il giovane Danilo travolto dalla Storia e da essa trasformato in combattente e del leggendario Tomas Milian, divino come sempre.

Un bellissimo film, per un ricordo troppo importante, una lezione troppo fondamentale da lasciare a un Pansa qualsiasi.

Davide Viganò

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UN GIORNO DA LEONI

Produzione: Franco Cristaldi per Vides Cin.ca, Lux Film, Galatea (1961)
Regia: Nanni Loy
Soggetto e sceneggiatura: Nanni Loy, Alfredo Giannetti
Direttore della fotografia: Marcello Gatti
Musiche: Carlo Rustichelli
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Scenografia: Carlo Egidi
Interpreti: Renato Salvatori, Tomas Milian, Nino Castelnuovo, Romolo Valli, Leopoldo Trieste, Carla Gravina, Anna Maria Ferrero, Valeria Moriconi, Sara Urzì, Corrado Pani, Carlo D’Angelo, Regina Bianchi, Tino Bianchi, Claudio Biava, Enzo Turco, Ester Carloni, Gondrano Trucchi, Elvira Tonelli, Isarco Ravaioli, Franco Bucceri, Silla Bettini, Peppino De Martino, Gigi Ballista, Rosita Pisano

Durata: 118 min.

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