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7 anni dopo il suo esordio con l’interessante Witchboard, da noi Spiritika, Kevin S. Tenney ci riprova, in un momento un po’ altalenante della sua carriera, con il capitolo due. Non tutto funziona a dovere e la colpa è soprattutto degli attori protagonisti, assolutamente mediocri e incapaci di reggere il confronto con i precedenti Todd Allen e Twany Kaitaen. Tenney erano tre anni non girava, dal 1990, anno di Peacemaker, interessante ma inconcludente scifi con il Robert Foster di Jackie Brown, e prima ancora c’erano stati i poco riusciti The cellar (su uno spirito comanche redivivo) e Witchtrap (sorta di spin off di Spiritika senza ouija). Tenney non produceva niente di davvero notevole da La notte dei demoni, ed era del 1988, perciò aveva un po’ consumato i suoi crediti buoni presso i fan. Questo Spiritika 2 non gli fece fare il salto di carriera, che ebbe una inesorabile parabola discendente verso il miserabile, ma fu forse il primo prodotto davvero meritevole del regista dopo tanto, tanto tempo.

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La storia, con annesso triangolo amoroso, è la stessa del 1986, ma a contare è soprattutto la ritrovata inventiva visiva di Tenney che, indiavolato, muove la macchina da presa oltre i confini imposti dalla fisica. La trama poi ha, verso il finale, un inaspettato twist che capovolge un po’ le prevedibili trame thrilling riportando la vicenda sui binari sull’horror puro. Non funziona però l’idea di fare indossare i panni dello spirito malvagio alla stessa Julie Michaels (stuntwoman dalla fitta carriera) che interpreta nei flash il fantasma su cui ruota la vicenda: di ben altro impatto il primo Spiritika faceva vestire il ruolo di antagonista alla stessa protagonista, in una sorta di reincarnazione che lasciava interdetto lo spettatore nella confusione dei ruoli scambiati. Si muore poco in Witchboard, solo tre omicidi, ma non è nel sangue o negli sbudellamenti, come già nel primo capitolo, che risiede la forza del film di Tenney, ma nella varietà di riprese azzardate che movimentano un plot non proprio da premio Oscar. Il regista fa volare la sua macchina da presa sopra la città, sfonda specchi per riprendere in maniera originale un dialogo, gira un incidente con vigore inaspettato aggirando grazie allo stile le evidenti lacune di budget.

vlcsnap2011033019h53m07Se proprio qualcosa di negativo bisogna imputare al regista è la caduta di stile e di tono delle scene di possessione dove la protagonista si aggira in vestaglia per la sua casa che fanno sembrare il tutto un brutto videoclip anni 80 dei Duran Duran diretto da Russel Mulcahy, con tanto di candelabri e teschi posticci. Anche i nudi sono pochi e si riassumono nelle grazie delle villain Julie Michaels, anche se le magliette attillattissime sul seno prorompente della protagonista Ami Dolenz (già vista in Ticks – larve di sangue) lasciavano sperare in qualcosa di più voyeuristico. Sembra infatti che la bionda attrice avesse fatto aggiungere una clausola al suo contratto per non apparire nuda. Tenney si rifiutò categoricamente, sebbene spinto dalla produzione che esigeva lo spogliarello di rito, di forzare la sua protagonista a tornare sui suoi passi perchè riteneva quella scelta avesse profonde valenze morale e questo gli causò il licenziamento dal progetto successivo, Witchboard 3: the possession. E’ giustificata quindi l’esigenza di un ruolo maggiore per la Michaels (che in origine appariva solo in alcuni scatti) per riempire le carenze sexplotation della Dolenz. Tra le varie altre curiosità sul film sembra che uno Spiritika 2 dovesse essere fatto a fine anni 80, visto il successo del primo capitolo, per la stessa casa produttiva, la Paragon, ma fu sospeso a causa del clamoroso flop di pubblico del progetto precedente, il costoso La regina dell’inferno di Othenin-Girard, e il tutto passò alla Blue Raider che produsse tra l’altro seguiti infami come La notte dei demoni 2 e Wishmaster 4. Nel finale fa capolino lo stesso attore del primo film, Todd Allen, nelle vesti di spazzino, che informa il pubblico di stare ancora con la sua Linda e di avere avuto un figlio, Brandon, dal loro matrimonio. A questo Spiritika, come detto, seguirà un terzo capitolo, uscito da noi come A letto con il demonio e diretto da Peter Svatek, autore del crepuscolare Hemogoblins. Inutile dire che, senza Tenney, il film sarà un disastro imbarazzante.

Andrea Lanza

Spiritika 2 – Il gioco del diavolo

Titolo originale: Witchboard 2: The Devil’s Doorway

Titoli alternativi : “Satan’s Dreams”; “Witchboard: The Return”; “Witchboard 2: la planche aux maléfices”; “Poderes Ocultos”.

Anno: 1993

Regia: Kevin Tenney

Cast: Ami Dolenz, Christopher Michael Moore, Laraine Newman, Timothy Gibbs, John Gatins, Julie Michaels, Sarah Kaite Coughlan, Marvin Kaplan, Jeff Feringa, Todd Allen, Kenny Rhodes

Durata: 80 min.

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NOTE EXTRA FILM:

La Dolenz, attrice del cult teen Giù le mani da mia figlia, appare così nel film:

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Che moralità o meno è materiale da calli alle mani. Iil massimo di carnazza nuda abbia concesso al pubblico è stato comunque in questo film commedia del 1989, Stepmoster:

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La Michaels invece è molto più generosa:

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