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Mentre il povero Cesare Ferrario è sotto le maglie della censura a lottare per il suo Il mostro di Firenze, un produttore volpone, Camillo Teti, decide di girare a tempo record un altro film ispirato ai delitti toscani. Ecco che esce quindi, con una lavorazione velocissima, Firenze! L’assassino è ancora tra di noi due mesi prima del suo sfortunato concorrente. In più, ironia della sorte, la censura non si accanisce più di tanto con quest’opera dandogli un semplice Vietato ai minori di 14 anni, anche, se sembra, non verrà mai proiettato a Firenze e dintorni su rifiuto (come per Ferrario) degli esercenti cinematografici locali. Fatto è che comunque il prodotto di Teti non sarà un grande successo, a differenza de Il mostro di Firenze, ed è ricordato un po’ da tutti come opera orribile.

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Sarà vero?

Ni. A Camillo Teti,futuro regista del ripoff di Navigator e produttore di tanto brutto bis deangelisiano, alla sua opera prima dietro la mdp, frega poco o niente della cronaca nera e dell’attinenza con la materia trattata. A lui, e ai suoi fidi sceneggiatori, frega del sangue, della carnazza e del fare soldi con due lire di budget. Ingaggiano come protagonista Mariangela D’abbraccio, attrice teatrale di indubbia bravura, ma soprattutto sorella maggiore della pornostar Milly D’Abbraccio. Lei, come detto, è valida, il problema sono gli altri attori, da Giovanni Visentin all’atroce Luigi Mezzanotte, tutti cani, anzi cagnacci… ululanti! Proprio Giovanni Visentin è comicissimo nel ruolo di presunto colpevole con la vocetta da Mauro Di Francesco, mai credibile, costretto dalla sua innata cialtronaggine recitativa a strabuzzare gli occhi oltre misura, non aiutato neanche da una sceneggiatura capace di dargli dialoghi o situazioni plausibili.

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Gli sceneggiatori di Firenze! L’assassino è tra di noi poi non è che sono gli ultimi pirla arrivati, no miei cari, trattasi del mitico Giuliano Carmineo, papà dell’uomo topo di Quella villa in fondo al parco e di Sartana, e del talentuoso Ernesto Gastaldi, autore di tanti gialli ottimi pre Dario Argento. Ecco i due insieme fanno più pasticci di una coppia comica del cinema ambendo al ruolo di Gianni e Pinotto o Franco e Ciccio degli sceneggiatori costruendo una storia delirante piena di false piste che termina in un’incredibile seduta spiritica!!! Però sia dato atto che Teti è bravo, un onesto artigiano che riesce a dare alle sequenze sia ritmo che suspense. Vedere uno qualsiasi dei delitti, l’ultimo oltretutto mega splatter con seni e pubi tagliati, accompagnato dall’ineceppepibile partitura di Detto Mariano non  indegna del miglior Frizzi fulciano, fa una certa strizza anche ora, a distanza di quasi 30 anni. Siamo in un territorio di bis infimo è vero, ma tutto è tecnicamente ineccepibile, se solo l’autore avesse avuto più tempo, più soldi e meno cazzimma avremmo avuto un buon film di genere. Anche il finale ha una certa atmosfera con l’assassino che si siede di fianco alla D’Abbraccio e fidanzato mentre sullo schermo sta andando proprio Firenze! L’assassino è ancora tra di noi.

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Si sprecano tettone e culi nella vicenda, ma ci sono momenti anche buoni come l’idea di seguire, per trovare il mostro di Firenze, la pista dei guardoni o degli scambisti, un sottobosco non ancora inquadrato bene dall’Italia bacchettona dell’epoca. Il make up di Gino Zamprioli nelle scene di sangue è indecente, strano perchè trattasi di un artista che ha lavorato bene con autori del calibro di Squitieri (Corleone e Il Prefetto di ferro), Leone (C’era una volta in America) e Damiani  (Goodbye e amen), ma si vede che il poco budget a disposizione non l’ha agevolato: le mammelle pronte ad essere mutilate dall’assassino si vede lontano un miglio sono fintissime e ammazzano un po’ l’effetto schifo doveva provocare la scena nel pubblico. Il film si chiude con un monito agli spettatori e con la certezza di essere d’aiuto alle indagini, ma subito dopo si legge che l’opera è di fantasia e non ispirata a nessun fatto realmente accaduto: come confondere ed essere confusi! Alla fine però Firenze! L’assassino è ancora tra di noi ricorda un po’ gli assurdi film polselliani semi seri, solo è girato meglio, ma ha virate verso l’assurdo uniche e indimenticabili. Certo è che non è proprio così brutto come lo racconta, certo non bello, ma almeno non annoia pur con alle spalle quasi trent’anni quasi di vita.

Andrea Lanza

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Firenze! L’assassino è ancora tra noi

Anno: 1986

Regia: Camillo Teti

Cast: Mariangela D’Abbraccio, Luigi Mezzanotte, Giovanni Visentin, Yvonne D’Abbraccio, Riccardo Perrotti, Gabriella Satta

Durata: 80 min.

VHS: VIVIVIDEO (V. M. 14 ANNI)

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