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Una càmara y libertad!”. Questo il titolo del libro/intervista che Diego Canòs Benajas ha pubblicato lo scorso anno, questo il pensiero cinematografico dell’amico Luis Garcia Berlanga, indimenticato regista di “Benvenuto, Mister Marshall” e, infine, questo il “mantra” che può rappresentare tutta la produzione del compianto Jesus Franco. Il regista madrileno, scomparso il 2 Aprile, vanta una filmografia vastissima ed eterogenea, nonostante sia dai più accostato unicamente ai B-Movie low budget. Accostamento sicuramente limitativo per il genio e lo stile di Franco, che nel corso della sua carriera è stato anche attore, sceneggiatore e compositore, portando nelle sue opere, persino in quelle minori e non troppo riuscite, il tocco inconfondibile che lo caratterizzava. Un tocco che occhio attento non fatica a ritrovare anche in sceneggiature mutuate da storie reali che cavalcano ormai la leggenda. È il caso di “Erotico Profondo”, infelice adattamento italiano di “Jack the Ripper”, film del 1976 appartenente al cosiddetto periodo svizzero, dove Franco torna a lavorare con il tumultuoso talento di Klaus Kinski.

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Probabilmente adattato così per richiamare “Profondo Rosso” (come accadrà per “Profonde Tenebre”) uscito l’anno precedente, questo “Erotico Profondo”, di erotico ha ben poco. Franco ci porta a Whitechapel per raccontarci la sua versione delle sanguinolente gesta del più famoso serial killer della storia, Jack lo squartatore, e lo fa con eleganza e inquietudine, immergendoci nella nebbia londinese e nel cuore squallido dell’East End di fine ‘800. In realtà, la nebbia londinese è finta, visto che il tutto è girato a Zurigo, ciononostante riesce perfettamente nell’intento di ricreare quell’ambiente oscuro e pericoloso che, forse da stereotipo, uno si aspetta, grazie alla riuscita fotografia e alla scenografia, in grado di trasformare la città svizzera in una credibile Londra, senza peraltro l’ausilio di alcuna CG.

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Sebbene sia una sorta di remake e quindi richiami alla mente quel “Gritos en la noche” che nel 1962 segnò l’esordio di Franco nel cinema horror, “Jack” ha una personalità sua, tesa e angosciosa, gore e perversa, rappresentata in maniera sublime dall’interpretazione sofferta di Kinski. Il suo squartatore è un medico ambiguo, galantuomo e omicida al tempo stesso, una figura segnata dalla madre prostituta e dagli abusi, un essere per la quale ci si ritrova, in alcuni momenti, a provare pietà. Salvo poi assistere ai suoi efferati delitti, culminati in un tensivo inseguimento nel bosco con successiva violenza sessuale praticamente post mortem ai danni della “solita” e sempre bella Lina Romay. A quest’ultima spetta infatti uno dei pochissimi momenti erotici del film, che, come ho scritto poco fa, di erotico ha davvero poco, almeno secondo gli standard del Maestro. Ma la suddetta lontananza sia dalle moderne rivisitazioni patinate, sia, in parte, dai suoi precedenti lavori, fanno in qualche modo risplendere questo atipico Franchiano in un modo particolare. Mai eccessivo, quasi contenuto, come puntasse più sulla bravura di Kinski nel mostrare lo straniante e combattuto tormento di Jack che sulle scene in cui la resa visiva non lascia spazio all’immaginazione, “Erotico Profondo” pur non essendo privo di difetti, riscontrabili in alcune scene con poco mordente, in effetti gore non molto realistici e in un finale quasi frettoloso, è impreziosito dalle atmosfere, dalle location, dalle interpretazioni e dall’ottima regia di un artista che purtroppo non potrà più essere la nostra “croce e delizia”.

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Affianco a Klaus Kinski, che non ha certo bisogno di presentazioni o di elogi, ci sono un bravissimo Hans Gaugler, attore svizzero sconosciuto ai più, la già citata Lina Romay, musa, moglie e in questo caso anche accattivante protagonista di un bel nudo integrale, e una insolita Josephine Chaplin, passata candidamente e curiosamente da “I Racconti di Canterbury” di Pasolini alle atmosfere gotiche e tenebrose di Franco. Ma, dopotutto, la bravura sta anche qui, nel reinventarsi.

E in fondo, Jesus Franco l’ha fatto per tutta la vita, partendo dal Jazz e arrivando al cinema, attraversando horror, erotico, commedia, avventura, giungendo persino a completare il film incompiuto del grande Orson Welles, quel “Don Quixote” che Cannes accolse tanto male nel 1992.

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Se “Erotico Profondo” non è il miglior film del regista, è di certo uno di quelli in cui maggiormente la sua classe e la sua bravura vengono a galla, con la finezza delle inquadrature e l’uso sapiente della macchina da presa, regalando scorci e sensazioni che restano nella memoria. Non perfetto ma onesto, curato, controverso, libero come gran parte della carriera di Franco. Una carriera che non potrà più regalarci belle sorprese in un panorama di Genere quasi scevro da originalità.

Il re è morto…lunga vita al re?

Manuel Ash Leale

Erotico profondo

Titolo originale: Der dirnenmoerder von London

Anno: 1976

Regia: Jesus Franco

Cast: Klaus Kinski, Josephine Chaplin, Herbert Fuchs, Ursula von Wiese, Lina Romay, Andra Makopff, Hans Gaugler

Durata: 100 mon.

VHS:  Elite Video (Svizzera)

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