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Eccoci al Kickboxer più scatenato della serie, il 4, quello che si scosta di dosso l’emulazione del primo immortale capitolo e sceglie strade nuove. Via il maestro Xian e benvenuti a una serie di combattimenti coreografati come il Dio dei lottatori comanda. A girare quell’Albert Pyun che già era stato colpevole del secondo capitolo, ma che qui si riscatta alla grande scrivendo pure una sceneggiatura stramba, ma non stupida, molto fumettistica, tributo all’immortale capolavoro di Bruce Lee, I 3 dell’operazione drago.

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Si immagina che il malvagio Tong Po, dopo le sconfitte dei primi due capitoli (il terzo è dimenticato), sia diventato un boss della droga, il maggiore del Messico, e che abbia portato alla rovina David Sloan mandandolo in carcere e rapendogli la moglie. Anzi la moglie la violenta proprio e spedisce al protagonista una foto di lei pesta con scritto “Mentre sei al gabbio te la curo io”. Bisogna dire che Vicky Sloan (ma quando l’ha conosciuta?) non è una donna comune, è proprio moglie di cotanto marito: prima di cedere alla depravazione di Tong Po la vediamo pestare uno scagnozzo armato e uccidere a mani nude un altro. Il buon David, dopo anni di carcere, non è più il bravo ragazzo che conosciamo: si è incupito, picchia senza proferire parola, peccato abbia sempre la faccia da tonno lesso di Sasha Mitchell. Scopriamo però che il giovane Sloan, non si sa quando, ma è diventato un agente della DEA, l’antidroga, e allora i capi gli offrono una via di fuga: Tong Po ogni anno, nel giorno dei morti, organizza una gara di combattimenti all’ultimo sangue con i migliori lottatori del pianeta terra e in palio c’è un milione di dollari, a lui spetta il compito di infiltrarsi.

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Occasione ghiotta che David, in versione cupa, non si lascia perdere: comincia col pestare dei bikers per soldi e farsi notare, poi in un bar sul confine messicano mette ko degli stupratori. E’ un trionfo di ossa rotta, di vetri spezzati, di carne sanguinante. Non male davvero. Lì incontra la prima lottatrice: una biondina alta un tappo che già era una figurate nel Buana movie per eccellenza Kickboxers vendetta personale. Riluttante a picchiare una donna, dark David le molla un cazzotto sul muso e la mette a Ko in tre secondi. Ed ecco che inizia il vero film: incontri concitati inframmentati da scene erotiche ai limiti dell’hardcore con ragazze bellisssime intente ad intrattenersi con i combattenti in menage a trois. Non hanno molto senso con la storia questi momenti, ma sono un bel vedere e si sa che una tetta non la si rifiuta mai! Però ecco che arriva come un macigno il sottotesto gay: David incontra il fratello di un suo allievo e lo fa innamorare! Cioè il film non lo dice chiaramente, ma vediamo questi, ogni volta che vede Sloan, andare in panico e rifiutare ben due donne: la biondina alta come un puffo e una strafiga che si spoglia vogliosa di lui.

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E lui mai che spiega il perchè, è vago e fa pure un grande sforzo ad andare a letto con una ragazza e solo, badate bene, per carpirle informazioni su dov’è nascosta Vicky Sloan. Fossero tutti così i sacrifici! Intanto Sacha Mitchell di notte si veste da ninja (giuro!!!) e fa casino così senza motivo. Il finale vede ancora David e Tong Po fronteggiarsi e per l’ennesima volta assistiamo alla sconfitta del cattivone pelato che non è più Michel Qissi, ma il tunisino Kamel Krifa con un make up orribile, posticcio, che lo rende quasi un transessuale devastato dal botulino, una Nicole Kidman meno figa e più muscolosa. Il Tong Po nuovo è un vigliacco, ha atteggiamenti da bambino viziato (salta tutto contento sulla sedia davanti ai combattimenti) e ha un background accennato di lutto mai superato (lo vediamo pregare in una cappella la moglie). Si racconta che David Chan dopo il terzo orribile capitolo non abbia accettato il ruolo di Xian. Certo che senza di lui la saga di Kickboxer ne guadagna in originalità ed è libera di muoversi su altri binari osando persino confrontarsi nella sceneggiatura con un mostro sacro come Bruce Lee.

Gli attori in toto sono indecenti, ma il film è molto, molto divertente con combattimenti da urlo.
Straconsigliato.

Andrea Lanza

Kickboxer 4: The Aggressor

Anno: 1994

Regia:  Albert Pyun

Cast: Sasha Mitchell, Kamel Krifa, Brad Thornton, Jill Pierce, Michele ‘Mouse’ Krasnoo, Nicholas Guest, Thom Mathews, Burton Richardson, Deborah Mansy, Nicholas Anthony, Derek Cravin (Derek Partridge), Jackson D. Kane, Kevin Wooten, Terri Conn

Durata: 90 min.

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