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Quando è stato ingiustamente imprigionato, l’unica cosa che e’ rimasta nella sua mente era il desiderio di giustizia.”

Frase di lancio originale del film

Boss della prigione/Henry Silva :- “Tutto quello che devo fare è dare l’ordine, e il tuo culo sarà cibo per cani.”

Sceriffo/Bo Svenson :- “Sei stato abbastanza stupido a rischiare la vita per un paio di cavalli, non credi?

Lo Straniero”/John Ethan Wayne :- “I cavalli sono i miei. Era una questione di principio.”

Sceriffo :- “Bèh, questo principio sembra essere costato un po’ caro alla tua pelle.”

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Questo film rappresenta probabilmente il culmine della carriera cinematografica di John Ethan Wayne, il ragazzo belloccio di cotanto cognome, che in Italia sul finire degli anni ottanta era finito persino a giocare tra la schiuma dell’idromassaggio con le bocce della Cuccarini fra le mani, nella nota e orripilante fiction “Le Ragazze di Piazza di Spagna”.

In questo “Cane arrabbiato” (The/Man Hunt, il titolo con cui è internazionalmente più noto), ennesimo prodotto “d’imitazione” degli anni ’80 realizzato dal nostro Fabrizio de Angelis/Larry Ludman, gli viene data la possibilità di impersonare un altro personaggio di uomo che “Walking Tall/Cammina a testa alta”, di poche parole, e dalle ferme convinzioni quali quelle che suo padre spesso impersonificava nei suoi precedenti famosissimi western. Purtroppo, anche se era come detto un ragazzo simpatico e attraente, John Ethan Wayne semplicemente non aveva praticamente niente della presenza scenica del suo leggendario padre. Sembrava anzi piuttosto insipido e vacuo, forse perchè ancora gli mancava la Cuccarini. Anche qui è un protagonista “Lo Straniero”, di ben modesta sostanza, e la consistenza delle sue espressioni cambia raramente. Ad esempio nella scena in cui viene gettato in una cella di prigione e si batte con un massiccione che lo minacciava non è in alcun modo convincente, come d’altronde la costruzione stessa dell’intera scena.

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Eppure, questo western moderno approntato da Ludman sarebbe nel complesso anche un diversivo abbastanza divertente, con esplosioni di azione, (al solito consistenti in una varietà di inseguimenti in macchina), e con un solido cast di supporto guidato da Henry Silva, Bo Svenson, e Ernest Borgnine. Gli onori della recitazione probabilmente devono andare anche qui a Borgnine, ma la trasformazione del suo personaggio da cattivo, Ben Robeson, a figura paterna, sembra solo come un espediente dello script. Si desidera inoltre che si sarebbe potuto fare ben di più con il personaggio di sua figlia, tal Terry Lynch.

Proprio come John Wayne aveva ricevuto una frustata nel famoso per controversi aspetti “Il Conquistatore” (The Conqueror) (1956) di Dick Powell, così anche John Ethan Wayne sentirà la pelle bruciargli via, in questo film. Borgnine e i suoi uomini lo appendono per i polsi all’interno di un fienile e danno alla sua schiena nuda più o meno una mezza dozzina di colpi di cinghia. (E a giudicare dallo sguardo compiaciuto sui loro volti, questi uomini sembrano sadicamente godere della fustigazione appena un po’ di più di quello che dovrebbe essere.) Come avviene di solito nei film di questo genere, il nostro eroe sembra sì soffrire, ma senza assolutamente i postumi effetti negativi di tutte queste botte, perché il giorno dopo, egli è già come nuovo.

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Questa è per sommi capi la trama: Un giovane, “Lo Straniero” (John Ethan Wayne) commette l’errore di fermare i suoi cavalli di nuova acquisizione in un abbeveratoio sulla terra di Ben Robeson (Ernest Borgnine). Robeson e i suoi uomini rivendicano i cavalli come di loro proprietà e quando il ragazzo solleva un polverone lo fanno falsamente arrestare per furto. Dopo un processo veloce, finisce in un carcere gestito da un guardiano a dir poco rigoroso (Henry Silva) e da una guardia che è il suo duro braccio destro (Raimund Harmstorf, sì c’è pure lui). Naturalmente, assisteremo ad un sacco di vessazioni e torture prima che scoppi il finimondo determinato dal protagonista, votato oramai alla vendetta fino a cancellare anche solo i nomi dei suoi persecutori dalla faccia della terra.

Fabrizio De Angelis aveva in quel periodo evidentemente scoperto e un po’ amato l’ Arizona, e questo gioca come una prova generale per “Thunder II” (1987), per le acrobazie in auto, le lotte carcerarie e la presenza fissa di Bo Svenson, come personaggio di sceriffo a cui era abbonato dai due “Walking Tall”(mi piace pensare che sia lo stesso personaggio in questo come per quello di “Thunder”). Per una volta può anche essere piacevole che il film si concluda con la legge che domina e ripara tutti i torti subiti da Wayne e i danni che egli ha causato per il suo scopo di vendetta, dopo che egli riesce a produrre un atto di vendita che mostra come i cavalli fossero i suoi. Wayne non ha però personalità, in modo che l’azione e il dinamismo del suo personaggio si risolva quasi sempre in una corsa che termina a motore spento, giocando come detto in apertura anche qui unicamente sul suo aspetto (e il nome). Dopo di questo con De Angelis fece però anche “Cobra Mission” (1986). Ad un certo punto Wayne mi ha fatto anche sorridere, perchè in una scena in cui è al telefono dice di richiamarlo al n’ 867-5309. Il quale non è mai stato di certo il prefisso dell’Arizona, ma di gran parte dei territori a nord-ovest del Canada. Lo so perchè negli anni passati vi avevo dovuto ripetutamente telefonarvi.

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Cane arrabbiato(Man Hunt)” con il sottotitolo anche di “Mad Dog” venne pubblicato in vhs dalla Avo Film, e pure in una versione per la vendita invero dalla bella copertina , riprendente cioè il manifesto originale disegnato. Ne ricordo poi anche alcuni passaggi televisivi notturni, su Retequattro e Italia1.

La fustigazione di Ethan Wayne dentro al fienile da parte di Ernest Borgnine è collocata al 17 ° posto nel libro americano, “Lash! The Hundred Great Scenes of Men Being Whipped in the Movies.”( Frusta! Le cento grandi scene di uomini che sono frustati nei film”.

I titoli di coda del film contengono questa nota: “La produzione ringrazia la Film Commission dell’Arizona, la Polizia della Città di Tucson, e il Dipartimento di Correzione dell’Arizona.”

L’ex giudice di pace Thomas Rallis della Contea di Pima, Arizona, appare come il giudice nella scena della condanna.

Girato presso la stessa casa utilizzata in “McLintock1”, con protagonista il padre di Ethan Wayne.

Napoleone Wilson

Cane arrabbiato

Altri titoli: Man hunt, Mad Dog

Anno: 1984

Regia: Larry Ludman (Fabrizio De Angelis)

Cast: John Ethan Wayne, Ernest Borgnine, Raimund Harmstorf, Henry Silva, Bo Svenson

VHS: Avo film (come Cane arrabbiato), Star video (come Man Hunt)

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