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Olè, l’horrorifero cinema spagnolo: Spagna e succhiasangue, binomio d’impatto.

Sin dall’infanzia son sempre stato un piccolo genio nell’uso del VCR e già a 14 anni puntare il timer per registrare i “bizzarri” film che trasmettevano di notte su RAI 3 all’interno di “Fuori Orario” era per me una vera e propria passione.

Ero principalmente interessato a produzioni nipponiche, ma una fatidica notte il contenitore di Enrico Ghezzi trasmise “Las Vampiras” di Jess Franco, ovviamente in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Registrai e in seguito guardai.

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Risultato: rimasi completamente stravolto dalla visione. La morbosità, l’ermetismo, le sonorità, il fascino ambiguo e il colore di quella pellicola suscitarono in me l’interesse per un nuovo tipo di cinema. I miei 16 anni furono segnati da Soledad Miranda…

Ad ogni modo, oggettivamente, una delle maggiori fascinazioni del cinema vampirico spagnolo degli anni ’70 risiede nel fascino desolante, mistico, psichedelico, carnale delle sue produzioni… Se nel 1968 è stata “Malenka, la Sobrina del Vampiro” di Amando De Ossorio ad aprire le danze al vampirismo cinematografico iberico (senza contare giusto un paio di trascurabili incursioni nel genere tra il 1962 e il 1967) è con l’argentino Leon Klimvosky che l’horror spagnolo inaugura la sua epoca d’oro con l’importante “La Noche de Walpurgis” (in Italia ribattezzato con lo stupidissimo titolo“Le Messe Nere della Contessa Dracula”).

Quattro le incursioni di Klimvosky nel genere dei Vampire Movie nel corso dei ‘70: il già citato “La Noche de Walpurgis” del 1971, “La Saga de Los Dracula” del 1972, “El Extrano Amor de Los Vampiros” del 1977 e, il qui preso in esame, “La Orgia Nocturna de Los Vampiros” del 1973.

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Da un titolo del genere ci si aspetterebbe un opera proiettata nel più bieco e becero exploitation e sexploitation, in pratica però non è così. O meglio, le componenti erotiche e splatter ci sono, ma si riducono giusto alla visione di una casta scena di sesso, ad un paio di tette ogni tanto, a qualche amputazione di arti con accetta e alla decomposizione, con vermi annessi, di due cadaveri a inizio e a fine film.

“L’Orgia Notturna dei Vampiri” è più che altro una Ghost Story: una rustica ed artigianale ghost story a basso budget.

Siamo nell’Est Europa: un eterogeneo gruppo di individui, passeggeri di una corriera diretta a Bojoni, si troverà costretta a fare tappa nel più vicino e desolante villaggio di Tolnia, e questo a causa della morte per infarto del conducente della corriera stessa. Il borgo in questione, dall’aria ovviamente sinistra e spettrale, si rivelerà essere una comunità di cannibali villici vampiri, capeggiati dalla bellissima quanto misteriosa e conturbante Contessa (Helga Linè) …

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In paese arriverà (anzi, a dirla tutta era già arrivato) anche il buon Luis (Jack Taylor), anche lui ignaro trasfertista in quel di Tolnia, che per forza di cose si unirà al gruppo, facendo subito coppia fissa con la bionda Alma (Dyanik Zurakowska).

Nel corso della vicenda i nostri eroi diventeranno uno per uno sempre più cerei, smorti ed emaciati, ma il figo e la figa di turno (Luis e Alma, appunto) riusciranno a cavarsela e a fuggire da Tolnia in modo alquanto e decisamente mirabolante …

Se da una parte il film mostra grosse ingenuità recitative, imbarazzanti e grossolani crolli stilistici (esempio 1: il ‘maggiore’ del villaggio che beve solo un liquore “distillato qui a Tolnia”… che poi in pratica è sangue; esempio 2: il bel protagonista, Luis, che su di una sconcertante base musicale e con indosso un pigiama dal colore improbabile, spia da un buco nell’armadio la bella Alma mentre questa si prepara per la notte; esempio 3: le banali sequenze con i due bambini…), trova i suoi punti di maggior forza nella sua fondamentale squisitezza artigianale, nell’atmosfera ovattata e rarefatta che lo pervade e nella suggestiva e desolante location rurale del borgo.

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La colonna sonora ossessiva, che spazia dal progressive al jazz e che cozza bellamente con le linea diroccata e decadente del film, tutto sommato, ma proprio volendo, ci sta, e ricorda allo spettatore moderno che siamo ancora nei psichedelici primi anni ‘70.

Si percepiscono fragranze della Hammer d’annata, con retrogusto di atmosfere gotiche italiane, e l’incedere lento e in gruppo del popolino di Tolnia rimanda ai Living Dead di Romero e ai Templari Ciechi di De Ossorio.

Intrattenimento. E’ questo quello che deve e vuole fare questa pellicola e lo fa dignitosamente. Certo, il contesto socio-politico della Spagna franchista soggiogava con la censura le attività culturali e il cinema non era da meno: simili film esistevano in più versioni, versione spogliata e versione castigata, quest’ultima con le scene di nudo occultate il più possibile (per fortuna in Italia abbiamo a disposizione la versione audace).

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Ergo, a ben vedere, tali “scabrose” opere sono sì di intrattenimento ma anche, metaforicamente parlando, portatrici di un sottile filo di condanna alla perversità del potere (dittatura – vampirismo).

Piccolo e prezioso tassello dell’horror spagnolo, opera figlia dei suoi tempi, coi suoi pregi e i suoi difetti, ed è in quest’ottica che il film va visionato, analizzato e riscoperto.

Qui da noi l’opera è stata recentemente editata in DVD dalla Mosaico Media in edizione limitata in 999 copie.

Daniele “Danji Hiiragi” Bernalda

L’orgia notturna dei vampiri
 

Titolo originale: La Orgia Nocturna de Los Vampiros

Conosciuto anche con i titoli: Los Espectors de Tolnia, The Vampires Night Orgy, Orgy of the Vampires

Produzione: Spagna, 1973

Regia: Leon Klimovsky

Cast: Jack Taylor, Dyanik Zurakowska, Josè Guardiola, Charo Soriano, Helga Linè, Manuel De Blas, David Aller, Luis Ciges, Gaspar Gonzales, Antonio Paramo, Fernando Bilbao, Alfonso de La Vega, Fernando Gobal, Maria Vidal

Durata: 88 min.

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