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“Lui è un licantropo adolescente di oggi … solo che le regole sono cambiate!”

Frase di lancio originale del film

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Durante una vacanza in Transilvania, il giovane Tony, asso della suqadra di fottball nel liceo di Full Moon High, viene contaminato dalla maledizione del lupo, e condannato perciò a vita di eterna giovinezza con continue metamorfosi in licantropo durante i pleniluni. Tra demenzialità di ogni tipo Tony si troverà a vivere molti anni dopo sempre al liceo, tra i suoi ex compagni (che ora sono adulti) e i suoi “coetanei”, dovendosi spacciare per un suo ipotetico figlio…

Come si sarà capito, da queste parti ci piacciono e molto i film di Larry Cohen. Anche quelli che sono abbastanza trash, trascendendo dai loro budget e dai concetti dell’exploitation per salire di livello e diventare dei classici minori. Ad esempio, si potrebbe benissimo dire che “It’s Alive” sia una minore ma grande versione Grindhouse di “Rosemary’s Baby” incrociatasi con il talidomide, e che l’eccellente “Black Caesar” sia uno dei migliori titoli della blaxploitation declinata nel gangster movie, molti decenni prima appunto del kolossal di Ridley Scott “American Gangster”, e che è stato, ancora, una delle rappresentazioni più realistiche di quanto avesse dovuto fare un gangster nero per strappare il controllo di Harlem alla mafia. Larry ha anche poi fatto almeno “The Stuff”e “Q -Il Serpente alato”(Q -The Winged serpent), due altri classici minori dell’ultra -weirdo che come detto affronterà Andrea.

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“Full Moon High” in italiano “Che fatica essere lupi”, è forse il suo film che non rivedevo da maggior tempo, il marzo 1989, registrandolo da una lontanissima trasmissione in prima serata su Odeon Tv, ed certamente la prima commedia che abbia mai visto da Cohen, e, purtroppo, la commedia è un genere molto più difficile da fare persino dell’horror. Mi sono dovuto quindi rinfrescare la memoria rivedendolo dopo così tanti anni, apposta per questa mia recensione.

“Non far cadere il sapone!”

Il protagonista Adam Arkin (figlio di Alan cotanto padre, e Ted in”Life”), interpreta Tony, il quarterback della Full Moon High School. Ognuno spera di poter spezzare la maledizione della squadra nei confronti della loro grande rivale, soprattutto per l’effeminato Coach, interpretato con brio raccapricciante da Kenneth Mars. Egli infatti è spesso un po’ troppo ansioso di schiaffeggiare i suoi giocatori sul culo, e quando a Tony scivola il sapone nelle docce, sei dannatamente sicuro che non gli si piegherà sopra per raccoglierlo.

 “Tu, sei fottuto.”

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Tony ha però ben altri problemi. Ha una ragazza fan completamente pazza e ossessionata da lui, suo padre venera Joe McCarthy, fantasticando di se stesso quando svolge il suo lavoro di spia, e disponendo di un rifugio antiaereo nel seminterrato. Questa è una storia ambientata negli anni ’50, dopo tutto. Il suo papà se lo porta quindi nella Romania comunista di Gheorghe Gheorghiu-Dej in una “missione di spionaggio”, che coinvolgerà il babbo/ Ed McMahon principalmente a farsi un bel pò di puttane della cortina di ferro. Tony si imbatte poi in una zingara che afferma di leggere i palmi della mani dal momento che i libri sono vietati, e quando si legge il suo, si limita a dire “Oh cazzo!” E gli scosta la mano. Per i fan di “The Wolf Man”, le parodie del licantropismo nel film sono poche e lontane tra loro, ma alcune di loro stesse sono piuttosto divertenti. Per esempio, dopo che il nostro protagonista viene morso, è seguito in giro da un tizio tzigano che suona la musica di violino del film originale con Lon Chaney Jr..

 “E smettila di seguirmi, dannazione!

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Sulla strada di casa, Tony è ovviamente attaccato da un lupo. Egli implora di prendergli un braccio o un dito del piede al posto della gola, ma ahimè, è maledetto a vivere per sempre trasformandosi nel cuore delle notti di luna piena, e a banchettare con la carne umana. Sull’aereo di ritorno a casa., i dirottatori prendono il controllo dell’aereo e bendano tutti, quindi Tony può salvare i passeggeri e l’equipaggio sbranando anche qualche culo. Si potrebbe pensare che la cosa sia anche divertente, ma quando tornerà a casa una valanga di “freddure” si succederanno… Bisogna capire che, Tony è un bravo ragazzo e non se la sente di uccidere, così che lui vorrebbe solo un bocconcino qua e là… Di solito da un simpatico culo di ragazza.

  “Spuntino di mezzanotte”

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“Sono ben di più di un mangione”, ha infine a confessare a una comprensiva ragazza. Da persona scialba, la trasformzione in disinibito lupo mannaro è carina, ma risolta troppo rapidamente e non certo andando per il sottile. Suo padre paranoico lo vede trasformarsi, e si asseraglia nel rifugio, solo per essere ucciso da un colpo di rimbalzo del suo fucile. Nel rimorso, Tony fugge dalla città aprendosi la strada rubando un autobus, e vagando per il paese per i successivi 20 anni. Vediamo i titoli dei giornali, e i ritratti del Presidente sulla parete della scuola cambiare per indicare il passaggio del tempo. Cohen trae qualche nota divertente da questo, quando Nixon viene appeso, qualcuno getta un sasso su di esso, e la foto di Jimmy Carter non rimane attaccata sul muro. Mentre Shirley Temple è messa al posto di Reagan.

 “Sì, lei è diventata Presidente!”

Quando Tony torna finalmente a casa, non è invecchiato, in modo che nessuno lo riconosce, e la sua vecchia ossessiva fan ora è sposata e ha un figlio effeminato interpretato da Jim J. Bullock (Monroe di “Vicini troppo vicini”), ma una volta che vengono riesumate varie “freddure” legate a queste nuove situazioni, il marito e i poliziotti cercano di dargli la caccia. Un’altra gag è come la scuola ora alla fine degli anni ’70  è coperta di graffiti, con i bambini e i ragazzi che combattono nei corridoi e soffiano il fumo dei joint in faccia all’insegnante nei bagni. Si potrebbe pensare a  Tony che ripulirà la scuola, ma Cohen non assoggetta il film ad alcuna tale banale schifezza. Rimane tutta una questione di gag, alcune sottili, altre molto meno.

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“Non farmi mai fare questo di nuovo!”

Tony va finalmente sopra le righe della stravaganza filmica quando viene legato al letto da una mistress e frustrato, trasformandosi. Lei stava filmando il tutto, quindi alla fine il suo segreto viene fuori. Con tale incredibile filmato, viene consultata la principale autorità della Psichiatria sui “fenomeni” di licantropia, il dottor Brand (interpretato nientemeno che da Alan Arkin, probabilmente -che dico, sicuramente- per fare un favore al figliolo) il quale viene portato a “fare una perizia al ragazzo”. Gli scampoli di comicità di Arkin padre sono ovviamente molto più raffinati, ma non possono ugualmente salvare l’insalvabile. Egli ruba ogni scena in cui è dentro, come quando sta urlando a un ragazzo suicida su di una alta sporgenza, fino a che combatte con un poliziotto ed entrambi cadono giù. Egli prende in giro Tony nella sua cella per la sua “de- evoluzione invece che evoluzione”, e dice che vorrebbe la pelle di lui trasformato come una pelliccia per la moglie.

 “Non il preservativo d’argento!”

Hanno infine una lotta e una guardia spara all’operatore del film, ma invece di finire il film decisamente nel parodico e completamente pazzesco, rompendo ulteriormente la quarta parete, Cohen fa sì che Tony fugga e finalmente grazie ale sue super capacità atletiche di licantropo, spezzi la maledizione della squadra di football della sua scuola. Il film inizia davvero a trascinare un pò da questo punto, in anticipo di qualche anno su un altro film di licantropi, ambientazioni da High School e imprese sportive, in questo caso la pallacanestro, ma a differenza di quello di Cohen, dall’imparagonabile successo di pubblico: “Voglia di vincere”(Teen Wolf) (1985) di Rod Daniel, con Michael J. Fox.

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Si può dire che “Full Moon High”  è stato per Cohen più di un mezzo passo falso, e nient’altro che un riempitivo della sua carriera, in quel momento. Alan Arkin è però sempre piacevole da apprezzare nelle sue apparizioni, quindi non è uno strazio fino in fondo come avrebbe potuto essere, ma questo in realtà tanto per cominciare avrebbe dovuto essere un film di non più di 75 minuti, proprio come i film dell’uomo lupo originale, o le famose parodie di Abbott & Costello. Comunque da completisti di Larry Cohen, da fan delle sue opere più trash, e da ammiratori accaniti dell’attore Alan Arkin, o appassionati completisti dei film di licantropi, gli si può dare un’occhiata.

“Full Moon High” non è mai uscito al cinema in Italia, ma come detto in apertura, pur se pessimamente doppiato è stato programmato dalle tv private, a partire dagli anni ’80. Nella stessa epoca, venne anche pubblicato con il titolo originale in una vhs da nolo delle rare Stardust. In NTSC è stato pubblicato dalla MgM, nella serie “Movie Time”, mentre lo si può reperire in dvd australiano della Shock.

NOTE:

“When the Sun Goes Down”
di Janelle Webb (come Janelle Webb Cohen) e Gary William Friedman
Cantata da Shezwae Powell

“Anthem Full Moon”
di Janelle Webb (come Janelle Webb Cohen) e Gary William Friedman
Cantata da Shezwae Powell

“Tony, My Pet”
di Robin Batteau, David Buskin e Janelle Webb (come Janelle Webb Cohen)

“Meet Me in the Moonlight”
di Robin Batteau, David Buskin e Janelle Webb (come Janelle Webb Cohen)

Napoleone Wilson

Full Moon High (Che fatica essere lupi)

Anno: 1981

Regia: Larry Cohen

Interpreti: Adam Arkin, Ed McMahon, Roz Kelly

VHS: STARDUST (INEDITO CINEMATOGRAFICO)

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