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“Potere. Avidità. Giustizia.”

 Frase di lancio originale del film

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 Non capita tutti i giorni di vedere un film ben fatto come questo ultimo di Uwe Boll, il quale è anche così intenzionalmente e sapientemente catartico e liberatorio. Solo a Uwe Boll poteva infatti venire davvero l’idea di realizzare un riuscitissimo film action sulla crisi finanziaria. Boll ha d’altronde già realizzato alcuni film davvero buoni nel corso degli ultimi anni, e almeno uno assolutamente memorabile, “Rampage”, nel 2009. Pensare che era additato (a questo punto ottusamente) fino a poco tempo fa come uno dei peggiori registi del globo. Invece, almeno ogni tanto il nostro prolificissimo regista tedesco tira fuori dal suo cappello un coniglio cinematografico, che in qualche modo riesce a stupire davvero il suo pubblico, e non solo. L’ultimo suo recentissimo sforzo del 2013, appena distribuito limitatissimamente in alcune sale un mese fa negli States, “Assault on Wall Street” (aka Bailout: The Age o Greed, il titolo con il quale venne annunciato in realizzazione) è per Boll un film rientrante con “Rampage” nella categoria dei memorabili. Che ci crediate o no, potrebbe essere addirittura il miglior film che l’oramai maturo ragazzaccio Boll, abbia mai realizzato.

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Anche se il film tende a indossare sfacciatamente la sua esibita esaltazione, questo non toglie nulla al messaggio che Boll sta cercando di venderci sulla società attuale. Wall Street è un mondo malvagio, il quale letteralmente sgretola la vita e le esistenze della buona gente per tramite di menefreghisti avvoltoi in abiti di grisaglia, tagliati su misura e stirati giornalmente. Tuttavia, il regista e la sua squadra fanno un lavoro ammirevole per avvolgere tutti i possibili commenti intorno a tutto questo in una storia che è sorprendentemente riflessiva e inaspettatamente straziante. Potrebbe sembrare sulla carta un film di Lifetime, ma sullo schermo si sviluppa in modo molto diverso.

Dominic Purcell (attore anche lui molto sottovalutato e spesso sbertucciato) è il protagonista nella parte di Jim, un uomo che lavora come portavalori e sta lottando per sbarcare il lunario, mentre la moglie si sforza di riguadagnare la sua salute da un tumore al cervello che pare risolversi positivamente. La coppia è scioccata nell’apprendere quanto i trattamenti di Rosie vadano a costare un sacco di soldi, soprattutto dal momento che stanno prosciugando fino ai termini da la polizza assicurativa di Jim. La coppia decide di pagare tutto con la carta di credito, mentre Jim prende in esame i suoi investimenti. Purtroppo per la guardia di sicurezza, a quanto pare tutti i suoi soldi sono andati in fumo grazie ai subdoli truffatori e ai loro piani di riqualificazione che se ne fregano dei piccoli investitori, per invece salvare le compagnie e continuare a farsi i loro soldi a Wall Street. Come i problemi della coppia iniziano sempre più ad aumentare, è chiaro che Jim sta per raggiungere il suo punto di rottura.

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Uwe Boll fa davvero miracoli con questo suo copione di “Assault on Wall Street”. Con mia grande sorpresa, il film è toccante ed emozionale senza mai essere terribilmente manipolativo, come invece si sarebbe prestato ad essere date le troppe tragiche disgrazie che si abbattono sul protagonista. Certo, i tanti problemi che Jim affronta nel corso del quadro della storia sono monumentali, ma nessuno di loro potrà mai essere così inverosimile da essere del tutto incredibile. L’ex protagonista di “Prison Break” Dominic Purcell è l’ancora del film: è infatti anche la sua performance che rende alla perfezione tutto questo lavoro di Boll sul suo personaggio, in particolare quando oltrepassati i limiti dell’esasperazione e di ogni umana sopportazione, decide di vendicarsi delle persone che hanno fatto sì che la sua vita e tutto ciò che aveva di più caro andasse letteralmente nel cesso. Senza la sua imponente svolta, “Assault a Wall Street” sarebbe stato un racconto sempre sì infernale, ma di molto più debole.

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Naturalmente, ignorando alcuni dei buchi ovvi della trama la commistione emozionante di dramma e azione da parte di Uwe Boll risulta un pò più facile da digerire, stante l’evidente difficoltà di mettere in atto nella realtà quello che il fantastico finale del film ci mostra. Il finale infatti funziona solo se siete disposti a trascurare alcune delle incongruenze. Per fortuna, il regista ha un gruppo di attori in grado di aiutarlo a smussare eventuali rappezzature un pò grezze, che gli spettatori potrebbero ravvisare durante la visione. Keith David, Michael Paré, John Heard, e Erin Karpluk offrono tutti interpretazioni ammirevoli. Tuttavia, è Edward Furlong che si distingue tra i comprimari. La sua performance potrebbe essere facilmente classificata come un brillante ritorno, ed è bello vederlo fare qualcosa di serio per un cambiamento dai suoi ruoli di pazzo malvagio come ha sempre fatto e pure molto bene, da protagonista, in “Stoic” dello stesso Boll.

“Assault on Wall Street” è un film perfetto? Probabilmente no. Tuttavia, Uwe Boll ha regalato allo spettatore un film di vendetta audacemente emozionale che affronta temi molti americani e anche globali, che ci si trova ad affrontare in questi giorni di un’epoca tanto disgraziata. Il messaggio è a volte veramente commovente nella sua tragicità, e ci si sente spesso come se Boll e la Event, la sua società di produzione, siano più interessati a colpirci in testa con il loro soggetto al contrario di raccontarci una storia a tutto tondo. Tuttavia, tutti questi elementi si fondono in qualche modo, alla fine, grazie alla stimolazione sapiente e costante di Boll e come detto ad una manciata di ottime prestazioni del suo cast, anche nei ruoli di semplici apparizioni. “Assault on Wall Street” potrebbe dunque essere il miglior film di un regista finora tanto snobisticamente e stupidamente disprezzato. Cosa poteva fare di più, oltre che riuscire a confezionare un affine, fantastico e degno compagno, al suo sottovalutato e bellissimo thriller radicale del 2009, “Rampage”.

Napoleone Wilson

Assault on Wall Street

Titolo di lavorazione: Bailout: age of the Greed

Regia: Uwe Boll

Interpreti: Dominic Purcell, Erin Karpluk, Edward Furlong

Durata: 90 min.