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Ho scoperto con molto piacere che la Universal Pictures, ha sfornato molti prodotti validi, molti dei quali quasi sconosciuti, come questo piccolo capolavoro degli anni 80’ chiamato “Death Valley“. Ebbene mi sono reso conto che esiste dell’underground anche con le produzioni più grosse, coi budget più alti. Non si sa come, e non si sa perché infatti, questo film diretto da Dick Richards non abbia avuto la giusta visibilità. Io l’ho conosciuto, per iscritto, grazie alla mia affidabilissima e preziosissima “guida al cinema splatter”, ma fondamentalmente Death valley non ha nulla di horror o marcatamente splatter.

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E’ semplicemente un ottimo thriller/slasher con varie sfumature da road movie se vogliamo. Tranquilli, qualche bello e rosso schizzo di sangue arriva allo spettatore, lasciandoci contenti, anche noi splatterofili più incalliti. La trama è molto semplice, ma incalzante: il piccolo Billy, interpretato da un bimbetto innocente ed occhialuto di nome Peter Billingsley, i quali genitori sono separati, viene spedito in vacanza dalla mamma e il compagno in California. Insieme decidono di visitare la leggendaria Death valley, la valle della morte. E quì che inizia l’incubo: il giovanissimo Billy intravede un camper nel bel mezzo del deserto, e decide da solo di andarci a dare un’occhiata. Il camper è apparentemente abbandonato, ma la curiosità di un bambino spinge il giovincello a rovistare e ad aprire le porte della casa-vettura. Qui trova un ciondolo a forma di rana e decide così, forse in un eccesso di infantile cleptomania, di portarlo via con sé.

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Abbandonato il camper, e la miniera d’oro dove si trovava, scopriamo in seguito che al suo interno vi erano dei cadaveri, che un assassino precedentemente aveva abbandonato e quindi occultato. Riprese le normali e serene vacanze in compagnia della mamma e il suo nuovo boyfriend, in una tavola calda, Billy si accorge che il cameriere del diner possiede lo stesso identico ciondolo che egli stesso ha trovato, una copia esatta. Non c’è dubbio, il nostro giovane protagonista ha capito tutto: il cameriere è l’assassino, o almeno sa chi è. A questo punto la vita di Billy è in pericolo, perché anche il cameriere si è accorto del pendente in possesso del piccolo, e inizia così una spietata caccia all’uomo, anzi, al bambino.  Questo film ha avuto dalle nostre parti davvero poca visibilità, e davvero non so per quale arcano motivo, non lo conosce quasi nessuno. In realtà è a mio avviso un film fatto davvero bene, girato con mano ferma dal sopracitato Dick Richards e non capisco come mai certi film non vengano valutati, o per lo meno Ri-valutati… ottima tra l’altro la fotografia, che ritrae suggestivi paesaggi della valle della morte e dell’Arizona in generale. Inoltre la recitazione è a buoni livelli, e il piccolo protagonista della vicenda risulta essere molto reale e convincente.

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Ci si affeziona parecchio poi a questo carattere principale, in primis per la giovane età e per l’aspetto davvero tenero, in secundis per il suo essere sveglio, attento osservatore e perspicace. Risaltano anche Stephen McHattie (Exit humanity, Ai confini della realtà) nel ruolo dell’assassino, e Catherine Hicks (La capofamiglia del telefilm “Settimo Cielo”) nel ruolo della mamma del piccolo Billy. Insomma un film davvero niente male, da vedere almeno una volta nella vita, per poi tenerlo perfettamente stampato in testa, uno slasher di tutto rispetto da annoverare assolutamente tra le file dei film thriller più importanti degli anni ottanta. Il regista Richards seppur abbia un nome che purtroppo ci risulta completamente nuovo, ha già avuto il suo posto nell’olimpo del cinema Hollywoodiano o per lo meno “universaliano”, difatti è stato produttore della commedia “Tootsie” con Dustin Hoffman per il quale ha vinto una nomination per l’Academy Award.

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Inoltre so che doveva essere lui a dirigere lo spielbergiano “Lo squalo”, ma la voce wikipedica mi dice che fu rimpiazzato dal registone americano perché il nostro il Richards non sapeva distinguere uno squalo da una balena, strani aneddoti che fanno sorridere ma che sinceramente preferisco (e credo anche voi) non approfondire. La colonna sonora è efficace e tipicamente stile “ America anni 80’ “, un tipo ottimo e particolare di musical score che era molto frequente tra le pellicole dell’epoca, caratterizzato da archi, violini e orchestrate di tensione che salgono pian piano con l’incedere della trama e delle scene più forti. Che dire, un film del 1982 non può assolutamente deludere anche il cinefilo più accanito, e questo Death Valley ne è la prova tangibile. Un film appassionante, che ti tiene sveglio e incollato allo schermo per sapere come vada a finire, senza sbadigli o cadute di tono o di stile, a parte un finale, ahimè, un po’ troppo spiazzante. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e hanno tutti una propria personalità distinguibile: Il piccolo Billy, indifeso ma comunque scaltro e determinato, la madre di Billy, fragile e ignara e il fidanzato della mamma del piccolo, incredulo e cieco all’inizio ma poi coraggioso nel momento del pericolo, e infine l’assassino, convinto e determinato ad eliminare chiunque calpesti la scia di sangue che egli ha tracciato…inoltre nel finale e durante lo spettacolo scopriremo altri importanti dettagli legati a quest’ultimo personaggio. Dettagli del tutto da non trascurare… Ebbene pare che questo film sia da pochissimo uscito in America in blu-ray e non in dvd. Ovviamente noi in Italia invece siamo tutt’altro che avanti, dato che da noi è arrivata (fortunatamente) solo la VHS sotto etichetta CIC video, e col titolo allungato con “una vacanza nell’estremo terrore “. E menomale! Altrimenti di questo film non ne avremmo saputo neanche il titolo. Personalmente ho avuto la fortuna di vedere questo film ultimamente, dato che fino a poco tempo fa sul mulo non se ne trovava neanche il briciolo di un’ombra. Ma grazie a qualche impavido/a collezionista e soprattutto intenditore, il film ha cominciato a circolare, rendendosi visibile anche ai più. Ci sono però ancora tanti film i quali vale assolutamente la pena di vedere, di approfondire, di conoscere. “Death Valley – una vacanza nell’estremo terrore” è uno di quelli. Buona visione!

Danny Bellone

Death Valley – una vacanza nell’estremo terrore

Titolo originale: DEATH VALLEY

Regia: Dick Richards

Interpreti: Peter Billingsley, Catherine Hicks, Stephen McHattie

Anno: 1982

Durata: 90 min.

VHS: CiC video

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