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Tre collegiali, nel tentativo di spiare il rito d’iniziazione di una confraternita femminile vengono scoperti ed obbligati a diventare parte integrante del rito stesso. Così i baldi giovani, assieme alle fanciulle, per superare la prova devono entrare nottetempo in un sala da bowling per rubare un trofeo. Sfortunatamente all’interno dell’oggetto in questione è imprigionato un demonietto che, inavvertitamente liberato, si presenterà cordialmente ai giovani invitandoli ad esprimere un desiderio ciascuno, che lui esaudirà magicamente. Purtroppo però i desideri finiranno per rivoltarsi in modo orribile, contro chi li ha espressi.

Ringraziando gli amici di Horror Splatter Zone (che hanno messo online questo film)  ci accingiamo alla sua recensione. Difficile, ostica, a tratti simile, per senso di inerzia e impotenza, alla più sottile tortura cinese. Eh si, perchè se è vero che esistono poche cose letali come un film di David Decoteau nuovo, ci dimentichiamo i film di Decoteau degli esordi! Difficilmente ricordo di una cosa talmente brutta come il suo Dreamaniac, forse solo Vicious Lips di Albert Pyun, qualcosa di così inutile, noioso, ridondante da far sembrare l’Armageddon di Lars Von Trier un film di Michael Bay.

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Ecco Tragica notte al Bowling non raggiunge livelli così profondi di dabbenaggine narrativa, ma altrettanti (disastrosi) risultati finali. Quello che poteva essere sulla carta divertente per ogni amante del disastro cinematografico (geni burloni, belle figliole e zombi) diviene puzzolente sterco nelle mani impacciate del buon David. Eh si perchè lui ci prova ad essere il nuovo Fred Olen Ray o il novello Jim Wynorski, ma gli mancano le basi perchè ci puoi provare quanto vuoi ma se ti piace il pistacchione è inutile ricerchi la figa. D’altronde Decoteau è, non per niente, il regista più importante nel panorama gay horror di fine anni 90. I suoi film recenti sono pieni di maschioni che si spalmano il sapone addosso ma nel contempo fanno finta di essere etero, qualcosa di così sottilmente freudiano che se sei un’anima semplice potresti avere dubbi sulla tua sessualità.

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Quindi vedere Decoteau all’opera in Tragica notte al Bowling fa quasi tenerezza, sbaglia i tempi delle scene erotiche, tutte girate distrattamente e non più arrapanti di una doccia della Fenech. Ad un certo punto poi succede l’inenarrabile: David nostro non ce la più e i suoi personaggi recitano frasi come “Mi piace più prenderlo che darlo”…  L’erotismo di Decoteau è asessuato, più arrapante sarebbe un documentario sulla macellazione delle mucche, il suo è un j’accuse di stizza e di non condivisione della materia, girato con la freddezza chirurgica di un reportage di guerra. Basti pensare al personaggio di John Stuart Wildman: che fa quando si trova in intimità con la bellissima Michelle Bauer?

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Se la fa? Sciocchini. Tutto stizzito urla frasi come “Conosciamoci meglio” fuggendo via spaventato da lei. Per fortuna gli friggono la faccia subito dopo, ma si capisce che David si sarebbe comportato esattamente così, d’altronde cavoli suoi, peccato diventino anche i nostri da quando si è messo in testa di essere un regista. Raramente un film è stato girato in un tale evidente stato d’incapacità, scene di lotta mal coreografate, campi lunghi senza idea di cosa sia il ritmo, make up di simil zombi da prima media (e pensare c’era dietro Craig Caton, uno che ha lavorato in Grosso guaio a Chinatown) e soprattutto un’aria di amatorialità così pesante che ti soprendi il film sia girato in pellicola e non in vhs.

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Certo poi David Decoteau è il Tony Scott della serie Z, ricordiamocelo, e quando gira deve inserire una scena di controluci, colori violenti e nebbia come nel peggior video dei Duran Duran. Per lui è stile, ma solo per lui. Siamo sinceri però non tutto è così abborracciato: il demonietto ha belle espressioni facciali, da sotto Ghoulies, e una scena di incidente stradale è girata con perizia. Peccato ci sia il resto. Produzione Empire minore che avvalora la passione del buon Charles Band per i mostriciattoli, arriva un anno dopo il discreto The Lamp ma è nettamente inferiore. Manca di originalità e trabocca di scene cretine, non è capace neanche di far spogliare la regina del nudo anni 80, Linnea Quigley, ma la relega nel peggior ruolo della carriera. Tra scene di paura alla Scooby Doo, ciccioni vogliosi di aprire un centro estetico, una recitazione raccapricciante e horror tanto come in una puntata di Una mamma per amica, gli amanti del masochismo cinematografico, quelli che amano in intimità farsi frustare le palle da un gatto a nove code, troveranno pane per i loro denti. Per tutti gli altri di peggio c’è solo la morte.

Andrea Lanza

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Tragica notte al bowling

Titolo originale: Sorority Babes in the Slimeball Bowl-O-Rama

Anno: 1988

Regia: David DeCoteau

Cast: Andras Jones, Linnea Quigley, Robin Stille, Hal Havins, John Stuart Wildman, Brinke Stevens, Michelle Bauer, Kathi O’Brechtm, Carla Baron, Michael Sonye, George ‘Buck’ Flower

Durata: 70 min.

VHS: Skorpion Home video

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