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Troppo gore per uscire al cinema

(Frase sulla locandina della vhs americana)

Adam è un rocker heavy-metal e un satanico nel tempo libero. Quando nei suoi sogna invoca Lily, che gli promette di avere successo con tutte le donne che vuole, scopre tardivamente che si tratta di un demonio che per esaudire la sua richiesta si deve nutrire di uomini, anche dopo averci fatto sesso. Una festa organizzata dalla sorella si tramuterà in una sanguinolenta decimazione di corpi.

Per tutti il primo film di Decoteau è ufficilmente questo Dreamaniac (Sogno manicale), ma, quando il regista, all’epoca appena ventiquattrenne, lo girò, aveva già alle spalle parecchi hardcore, etero e gay, dei quali il primissimo, Vortice sessuale, arrivò anche nel nostro paese. Cosa spinse nel 1986 Charles Band però ad affidargli la regia di un horror, il primo di una serie di film Empire che doveva saltare la sala per buttarsi nell’home video, non è dato saperlo, forse la discreta fama di buon esecutore che David nostro si era fatto nel porno.

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Sembra che Decoteau, autore anche del soggetto sotto lo pseudonimo femminile di Helen Robinson, investì nel progetto di tasca sua ben 30 mila dollari e la promessa di finire il film in una settimana. Dal canto suo Band coprì le spese di post produzione, ridiede i soldi investiti al giovane regista e gli riconobbe persino un premio per l’ottima qualità del prodotto. C’è da dire che Dreamaniac è una delle cose migliori di Decoteau con Creepozoids, ma questo non significa sia un buon film ovviamente. Nei miei ricordi (e lo testimonia la recensione recentissima di Tragica notte al bowling) era un horror tra i più brutti visti, cosa che non rende giustizia ad un prodotto a suo modo efficace. Il regista cerca di creare un’opera più ricca di quello che è effettivamente è, con un uso massiccio di luci coloratissime, nebbie e rallenti, un retaggio dell’estetica videoclippara anni 80 che qui, nella povertà di un horror usa e getta, trova il giusto terreno per uno stile quasi elegante.

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Se poi gli attori sono tutti atroci, con la bella Ashlyn Gere dal futuro di pornostar, gli effetti speciali, pur nell’economia, sono ferocissimi rendendo l’opera un divertente bagno di sangue con tante decapitazioni, occhi trapassati manco che in Fulci ed un uso abbastanza originale di un trapano (riuscitissima la sequenza dove l’arnese trapassa una mano); sono cose così ben riuscite a livello splatter che ti fanno sorprendere che il budget e il tempo fossero tanto limitati. A tal proposito all’epoca lo stesso Decoteau si lamentò dell’eccessiva lentezza del reparto make up definito “il peggior nemico di un regista a basso costo”. Senza dubbio Dreamaniac non è un bel film, come accennavamo, anche perchè la sceneggiatura è inesistente e ci sono eccessive lungaggini: basti pensare alla sequenza iniziale dove in un esasperante rallenti il protagonista sogna un amplesso con una sconosciuta.

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Non esistono neanche personaggi ai quali affezionarsi, tanto sono anonimi e incolori, e la stessa trama è confusa e a tratti incomprensibile. Lo stesso rapporto tra il  protagonista e il succubus Lilith (nella Bibbia apocrifa la prima donna) non è ben chiaro: prima lui ne sembra spaventato, poi invece ne è affascinato talmente da compiere i delitti in prima persona. Voglio capire il patto col diavolo poi, ma di solito funziona tutto in base al do ut des, tu mi dai il successo e io l’anima, non io ti do’ l’anima e tu nulla, ma alla fine sembra succeda proprio questo visto che nostro eroe non ha avuto in tutto il film un solo beneficio dalla sua evocazione satanica. Mah, contento lui… Un accenno poi va al finale gratuito e stupidello con un colpo di scena però così urlato e improbabile da essere quasi geniale.

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Naturalmente Dreamaniac, come vuole ogni buon film di Decoteau, presenta un gran numero di omaccioni in mutande o culo all’aria con il solito climax omosessuale anche quando si presenta un gruppo di etero, capacità unica del regista e cifra diventata poetica negli anni. A questo proposito segnaliamo una sequenza sadomaso tra un ragazzone e la bella Lilith dove lui, in mutande bianche, si struscia ad un palo e fa così tante mossettine col sedere da sembrare così poco maschio. Dreamaniac fu lanciato come risposta low low budget al Freddy Kruger di Wes Craven con la locandina che urlava persino “Non tutti gli incubi accadono ad Elm street” ed ebbe anche un discreto successo di noleggi. Sembra che all’epoca fu tagliato di quasi 15 minuti e, con il fallimento dell’Empire, quelle sequenze siano andate perdute. In Italia uscì per la Skorpion e la qualità video, pur se pessima, è la migliore in circolazione, in tutto e per tutto uguale a quella americana della Wizard. In tempi recenti infatti è uscito in patria anche in dvd, ma con la stessa sciagurata cattiva resa della vhs: il negativo infatti si è perso per beghe legali. Per tutti quelli che non hanno potuto vederlo all’epoca e lo vogliono gustare in italiano segnaliamo la pagina facebook di Horror splatter zone dove troverete la link per vedere il film completo. Tanto di cappello a chi promuove il bel cinema perduto.

Andrea Lanza

Dreamaniac – Sogno Maniacale

Anno: 1986

Regia: David De Coteau

Interpreti: Thomas Bern, Kim McKamy, Sylvia Summers, Brent Black, Cynthia Crass, Lisa Emery, Brad Laughlin

Durata: 82 min.

VHS: SKORPION

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