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Come abbiamo visto negli anni ’70 e ’80 Larry Cohen era emerso come uno dei più promettenti registi di film di genere a basso costo con titoli magnificamente eccentrici e fantasiosi quali “It’s Alive!”(Baby Killer) (1974), “God Told Me To aka Demons” (1976), “Q -Il Serpente alato”( Q- The Winged Serpent) (1982) e “The Stuff -Il Gelato che uccide” (1985). Dal 1990 in poi, Cohen praticamente sparì come forza creativa – non dirigendo più un film di genere horror in quanto tale da “L’Ambulanza”(The Ambulance)(1990), e da allora nulla di cinematografico tranne lo sfortunato “Sfida finale”(Original Gangstas) (1996). In tutti questi anni, Larry Cohen ha realizzato solo script per diversi registi e titoli come la trilogia di “Maniac Cop”, e il film tv “87th Precinct” da Ed McBain e occasionali pellicole cinematografiche come “Per legittima accusa”(Guilty as a Sin)(1993) di Sidney Lumet, “In linea con l’assassino”(Phone Booth) (2002) di Joel Schumacher, “Cellular” (2004) di David R. Ellis, “Captivity” ( 2007) di Roland Joffè, il remake di “It’s Alive!”(2008) di Josef Rusnak e “Messages deleted” (2009) di Rob Cowan. L’apparente pensionamento di Larry Cohen è una perdita creativa, per non parlare di un mistero, visto che come si sarebbe sicuramente pensato per la crescita del cinema indipendente di genere negli anni ’90, per lui ci sarebbe stato un posto comodo e sicuro.

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Forse alcuni dei motivi per la “scomparsa” di Cohen potrebbero proprio risiedere in “Wicked Stepmother” (in italiano “Strega per un giorno”), che è senza dubbio il peggiore film di Cohen. D’altronde, anche se un eccentrico umorismo percorre tutti i film di Cohen, ed egli ha realizzato la sua prima commedia vera e propria con “Full Moon High” (Che fatica essere lupi)(1982) che ho affrontato precedentemente, ha anche mostrato a tutti che la commedia chiaramente non era il forte di Cohen, rivelandosi al di là di tutto solo piacevolmente stupida. Ciònonostante ci sono a volte momenti alla Cohen anche qui – come la stazione di polizia invasa di vecchie signore portate nel tentativo di identificare la strega – ma “Wicked Stepmother” rimane di un esasperante insipidezza soprattutto quando è messo su al paragone di altri lavori di Larry Cohen. Le immagini di magia sono terribili, come se fossero state girate da un Edward D. Wood Jr – gli effetti di trasformazione sono solo montaggi in “stop-motion” in cui i due oggetti spesso non corrispondono.

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Naturalmente, il grande problema che aveva “Wicked Stepmother” era Bette Davis. La Davis è stato riferito che non fosse affatto felice del progetto e di averlo abbandonato dopo già diversi giorni di riprese, nei quali non erano state effettuate le modifiche che lei aveva richiesto. Con una mossa “geniale”, Cohen ha semplicemente riformulato la parte con Barbara Carrera, spiegando che ella è sempre la strega della Davis che ha preso possesso di un corpo giovane e massimamente arrapante facendosi passare per sua figlia. Si tratta di un cambiamento che è talmente scombinato da infierire il colpo di grazia al film. Certo, Barbara Carrera è in forma strepitosa e dalla sensualità e seducenza stellari. Tuttavia, Bette Davis è invece alquanto triste da guardare. Al momento di “Wicked Stepmother” aveva 81 anni  – in realtà, questo è stato l’ultimo film che abbia mai fatto e morì prima della sua uscita. Dal famosissimo “Che fine ha fatto Baby Jane?” (1962), Bette Davis fu stata la prima di un gruppo di vecchie star ad apparire in una serie di thriller grand guignol che volutamente giocavano su l’orrore di ex stelle ben oltre i loro giorni di gloria. Qui c’è qualcosa di spaventoso, quasi macabro, nel guardare Bette Davis così vecchia che sembra un cadavere intonacato dal trucco, e pur rispettando i canoni dei suoi personaggi nel genere dei thriller suddetti. Uno scherzo carino è un inquadratura ad una foto originale tagliata della prima moglie di Lionel Stander la quale dovrebbe essere invece la foto della Davis – che è una foto di nientemeno che di Joan Crawford, la quale ha interpretato la sorella della Davis in “Baby Jane” e mantenuto per tutta la vita una amara rivalità con la Davis.

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“Strega per un giorno” è disponibile in ita. unicamente nella vecchia vhs da nolo della MgM/Ua Home Video- Panarecord, e i suoi passaggi televisivi risultano pressochè inesistenti. E’ disponibile in dvd R1 nella collana “Limited Edition Collection” della MgM.

La versione di questo film che va in onda sulla tv via cavo è modificata in gran parte della scena che coinvolge il dialogo tra Priscilla e Steve, prima che lei si ritrasformi in gatto. Questa versione implica che i due hanno dormito insieme.

L’ultimo film interpretato da Bette Davis .

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Secondo la Davis, ella fu così disgustata dalla sceneggiatura che richiese fosse riscritta, e lasciò le riprese quando i realizzatori rifiutarono. Lo script è stato poi rimodellato per spiegare la sua assenza.

Nella scena in cui Jenny parla a Steve su quanto le manca sua madre, vediamo due immagini della defunta madre di Jenny nella sua stanza. Entrambe le immagini sono di Joan Crawford,  rivale dentro e fuori lo schermo della Davis.

Ultimo film di Evelyn Keyes.

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Secondo l’attrice Colleen Camp, quando la Davis andò via dalla produzione dopo già diversi giorni di riprese, Cohen riferì di avere considerato di sostituirla con Lucille Ball o Bea Arthur e ricominciare daccapo, prima di decidere la bizzarra risistemazione dello script per cui la Davis da gatto si trasforma nella seduttrice interpretata da Barbara Carrera.

L’attore Michael Greer ha riferito di aver doppiato alcuni dialoghi di Bette Davis quando ella ha lasciato la produzione.

Nonostante il primo nome nel cast, Bette Davis, appare nel film solo per circa 11 minuti.

Napoleone Wilson

Strega per un giorno

Regia: Larry Cohen

Interpreti: Bette Davis, Lionel Stander, Colleen Camp, Tom Bosley

Titolo originale Wicked Stepmother

Durata 90 min.

VHS: MgM/Ua Home Video- Panarecord

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