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Sembrava solo un robot, un sofisticatissimo androide dell’ultima generazione, assolutamente identico alla sua creatrice, la dottoressa Eva Simmons (Renée Soutendijk, Il quarto uomo): gli stessi desideri, le stesse fantasie sessuali represse… Ma quando l’invulnerabile meccanismo di Eve VIII viene danneggiato si innesca la terribile trasformazione in un’arma da guerra. Solo un esperto di antiterrorismo con Jim Mcquade (Gregory Hines, Cotton club) aveva le armi e la preparazione per poterla affrontare o porre fine alla strage se solo Eve VIII avesse avuto un punto debole! Ma quando una macchina pensa come un uomo, il lavoro si fa difficile. Quando un umano si comporta da robot la parola d’ordine è una sola “Distruggere Eve VII… Priorità assoluta!!!”

(Trama sul retro della vhs)

Più crudo di Blade Runner, più tecnologico di Terminator, un thriller ad alto potenziale di adrenalina

(Frase sul retro della vhs)

 L’aveva creata a sua immagine… ora la deve fermare ad ogni costo

(Frase di lancio sulla copertina)

C’era una volta la cara vecchia tv… Non c’era nè Sky nè Mediaset premium, solo Rai, le tre reti del biscione, tanta tv regionale e, per i più fortunati, la Televisione svizzera italiana… Tele più e Stream erano lì lì per venire, ma il meglio lo dava Italia uno con il suo palinsesto di botte e kickboxer, creature da notte horror e action di serie B come se piovesse… Tra i tanti film sparatutto anonimi però ogni tanto saltava fuori una  pellicola di un certo pregio, una sconosciuta perla che aveva goduto di una (breve) uscita al cinema.

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Questo Priorità assoluta, distribuito all’epoca dalla Penta film, era uno dei titoli di punta del Lunedì sera, ma purtroppo anche  uno dei più deludenti. Certo c’era Gregory Hines, ottimo ballerino e cantante, già visto in Cotton club, ma purtroppo, col suo fisico emaciato, non era l’eroe che ti aspettavi da un sotto Terminator in gonnella. Anche la figa del film, Renée Soutendijk, che veniva dall’immondo pasticcio omoreligioso di Paul Verhoeven, Il quarto uomo, non si poteva definire una gran bellezza… Cioè togli il testosterone e l’erotismo e cosa restava agli occhi di un ragazzino che sapeva a memoria le battute di Rambo 2 e Cobra? La noia.

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Eppure ora a rivederlo Priorità assoluta è invecchiato abbastanza bene e si porta sulle spalle i suoi 22 anni con una certa leggerezza, meglio di tante altre pellicole, come per esempio il Resa dei conti a Little Tokyo che all’epoca noi ragazzacci veneravamo. Si capisce certo che il modello Terminator vuole essere ribaltato ben prima del numero 3 ufficiale della serie: ad un erculeo nemico si sostituisce una donna di aspetto poco temibile. Questo è interessante così come l’idea di rendere la Eve bionica il doppelganger della frigida Eve umana, lo specchio di una vita di inibizioni sessuali, di rancori sopiti e di un fallimento umano di madre. Ecco che il cyborg diventa quindi un’arma inconsapevole di rivalsa soprattutto verso l’uomo padrone, il maschio  che vuole solo scoparla mentre la chiama troia, il padre che mai l’ha amata e, per ultimo, il figlio immolato sull’altare del lavoro.

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Eve diventa biblicamente la donna prima del peccato originale, la Lilith che la Bibbia si è dimenticata, l’orgoglio femminile che non ha bisogno dell’uomo. Se Gregory Hines è alla fine un antieroe convincente, simpatico e umano, l’interpretazione di Renée Soutendijk è atroce, fatta di occhi sbarrati e la stessa espressione assente sia nei panni della cyborg che della scienziata costruttrice… La parte del leone però la fa il make up della Terminator a cura di Christopher Biggs (Nightmare 4 e 5)  che rinuncia a fili e circuiti sottopelle per mostrarci carne sintetica fatta di vene, cuori pulsanti e muscoli, ultima frontiera della cybernetica che simula il reale. Priorità assoluta stenta a decollare, ma ha dalla sua un’ultima mezz’ora ancora oggi di grande ritmo e impatto spettacolare. Il finale in metropolitana (dove Gregory Hines si butta senza stuntman sotto un treno in corsa) è stato completamente riscostruito in una ex fabbrica di bottiglie in California, escamotage per ridurre i costi di un film per il resto girato nella costosa San Francisco. C’è da dire che il budget (dai 7 agli 11 milioni) è superiore a tante opere di serie B, ma sicuramente non abbastanza per le molteplici scene spettacolari filmate: grazie al regista inglese Duncan Gibbins, famoso soprattutto per i videoclip dei Roxette, però sembra un film molto più ricco. Dispiace che Gibbins morì giovane, il 3 Novembre 1993 per ustioni gravissime. Si era salvato da un terribile incendio quando si accorse che il suo amato gatto era rimasto bloccato all’interno della casa: decise perciò di rientrare a riprenderlo. L’animale si salvò, lui no. Anche Gregory Hines non ebbe una fine più felice: morì nel 2003 a causa di un feroce cancro al fegato. Priorità assoluta fu all’epoca un flop e fu presto dimenticato: niente di memorabile ovvio, ma avrebbe meritato un destino più fortunato. Per questo però esiste Malastrana vhs, per ricordare i caduti, i film che avrebbero potuto spaccare il mondo e che ora nessuno si ricorda più.

NB

La produzione di Priorità assoluta dichiarò all’epoca che la protagonista non era il cyborg, ma la Winchester Magnum 347-45 che Hines usa per cercare di fermarla, la pistola più grande e potente del mondo, 3 kg di acciaio cromato con mirino laser.

Andrea Lanza

Priorità assoluta

Regia: Duncan Gibbins

Interpreti: Gregory Hines, Michael Greene, Rénée Soutendijk, Kurt Fuller, Loren Haynes

Titolo originale Eve of Destruction

Durata 98′ min. – USA 1991

VHS: PENTA

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