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E’  un po’ che non scrivo un editoriale in questa landa di nastri magnetici e vecchie mirabilie ma i tempi stretti dell’uscita di Horror time mi costringono ad uscire (finalmente) dal mio guscio. Direte voi che è Horror time? Facciamo un passo indietro, ai tempi dove noi di Malastrana avevamo i brufoli e tutti incazzati, con la musica heavy metal a palla, odiavamo il mondo: erano gli anni 90. In quell’epoca bellissima che avrebbe segnato la morte artistica di tanti miti cinematografici del decennio prima, di un horror brutto e parodistico, di comete alla Richard Stanley che potevano spaccare il mondo, noi avevamo Nosferatu e Fangoria Italia. Forse ve le ricordate, forse molti neanche erano nati, ma queste due riviste erano l’arcobaleno in un’edicola che, a parte Ciak, nulla dava a noi amanti del bizzarro splatter. I più fortunati Fangoria lo leggevano in inglese, ma per tutti gli Andrea Lanza che alle medie avevano fatto francese e che vivevano nel buco del culo del mondo, Marchirolo come Varese, tutto questo era utopia.

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Ma ecco che per pochissimi numeri Fangoria arrivò in Italia, ad un prezzo esagerato di 6000 lire contro le 1400/1500 di Dylan Dog, ma bastava non fare l’abbonamento del bus, vivere pericolosamente, ed era tuo. Era il Maggio del 1991 e, malgrado l’apertura della rivista ancora più splatter Gorezone e di un Fangoria film fest, non si arrivò a fine anno. Colpa della crisi che allora come ora distruggeva i progetti più interessanti? Forse o più probabilmente non riuscì a battere, lei la regina delle riviste horror per eccellenza, la concorrenza sul suolo italico di Nosferatu. Me lo ricordo il primo numero di questa rivista, con Klaus Kinski intento a baciare/mordere la divina Isabelle Adjani, con pezzi grandiosi come le anteprime di Terminator 2 di Bruno Mattei, con le novità dal mondo, con la rubrica degli effetti speciali, con il book dedicato ai registi da Argento a John Carpenter, con le interviste inedite ai maestri del genere…

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Nosferatu durò un anno o poco più, ma nella mia testa ne stamparono centinaia di numeri, e segnò alla sua chiusura un solco mai più riempito nel panorama della carta stampata di settore. Non ruscirono a colmarlo Nocturno o Amarcord anche perchè (Dio comunque li benedica) guardavano un cinema a 360 gradi che abbracciava talvolta l’horror, si avvicinò Horror mania ma con il problema della troppa commercialità che tarpava le ali al bizzarro, sbagliò completamente Horror show e la sua visione di critica vicina pericolosamente all’incompetente… Ora però dopo anni e anni qualcosa si affaccia all’orizzonte, Horror time. Ne parlo con estrema fiducia e gioia perchè tra i redattori, tra le menti brillanti che lo stanno partorendo, ci sono anche io. Domani in tutte le edicole quindi se chiederete Horror time potrete cambiare la storia, premiare i nostri sforzi, metterla nel culo a chi dice “beh ma è un sucidio uscire su carta stampata”. Vi dirò: a me l’odore dell’inchiostro piace e non rinnegherei mai queste pagine virtuali e le tante scritte negli anni altrove, ma la carta ha magia, la stessa magia che Clive Barker ricercava nella carne. A tutti quelli che seguono il portale horror.it potranno (ri)trovare le firme degli ineccepibili Andrea Avvenengo, Marcello Gagliani Caputo, della nostra Alexia Lombardi e dell’anima del progetto, il diacono Andrea G. Colombo. Ma questo è riduttivo perchè saranno tante le firme che si intervalleranno con così tante novità che sembrerà un Natale anticipato. Posso anticiparvi che il sottoscritto affronterà la saga di Scream come mai è stata proposta, l’universo Marvel horror, l’ultimo lavoro di Ivan Zuccon e l’ancora inedito It’s alive del 2009. Di carne al fuoco ce n’è e stavolta (come sempre) siete voi lettori a scegliere se far vivere questo sogno su carta oppure no.

Andrea Lanza

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