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Un vero incubo! Una graziosa studentessa di un collegio esclusivo scompare misteriosamente. Da quel momento inizia una terribile catena di eventi… un raccapricciante omicidio dietro l’altro. Mentre la serie di delitti aumenta, i sospetti ricadono su una studentessa mentalmente squilibrata: tutto si chiarisce nel corso di una macabra festa di compleanno nella quale tutti gli ospiti hanno una cosa in comune… sono tutti cadaveri! Orrore e terrore su vasta scala, con Glenn Ford come protagonista e la regia di J. Lee Thompson che vi terrà costantemente col fiato sospeso.

(Trama sul retro della vhs)

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Che strana sensazione vedere questo slasher di inizio anni 80! L’effetto sorpresa viene dato soprattutto da un cast che non annovera i soliti due o tre ignoti dalle belle speranze ma un fuoriclasse, anche se vecchio e malconcio, come Glenn Ford. C’è da dire che a fine carriera il bravo attore di tanti western e di quel Gilda immenso capolavoro non stava a guardare molto la qualità dei copioni: anche se interpretava papà Kent in Superman subito dopo lo si poteva trovare in pasticciacci italiani sul demonio come lo Stridulum di Assonitis o in pomposi thriller apocalittici come Ultimo rifugio: Antartide di sua maestà Fukasuku. Quindi, come per tanti altri attori sul viale del tramonto,  la quantità regnava più che la qualità. Che comunque questo slasher canadese avesse più ambizioni rispetto ai cloni americani di Halloween è chiaro anche dall’eccessiva durata, quasi due ore, e dai preziosismi stilistici della regia di J. Lee Thompson.

WZ901022820123V7Compleanno di sangue (in inglese Happy birthday to me) è uno strano ibrido tra un thriller hitchcockiano (e le sue derive hardcore depalmiame) e il teen horror a base di maniaci alla Venerdì 13. Si tenta tra l’altro di estremizzare la maschera dei vari Jason Vorhees e Michael Myers con un escamotage non svelabile senza rovinare la risoluzione del film ma che, anche se inverosimile, tenta un timido discorso metacinematografico sull’uso del make up e degli effetti speciali ben prima dei vari Scream. Di assurdità a livello concettuale il film comunque ne è zeppo a partire da una avanguardistica teoria che vuole la corrente elettrica capace di rigenerare le cellule cerebrali perdute (d’altronde Glenn Ford qui nei panni di un dottore si chiama Faraday) o il modus operandi del killer che non può far ricordare la genialità ingenua di certi cattivoni alla Scooby Doo. Il film non è americano ma canadese, ma, pur non conoscendo il budget, sembra una produzione mediamente ricca. Firmarono ben tre persone la sceneggiatura, tra i quali il John C.W. Saxton di Ilsa la belva delle SS e Classe 1984, e fu revisionata (non accreditato) da John Beaird, autore del cultissimo Il giorno di San Valentino. J. Lee Thompson era un autore abbastanza sfortunato, girò nel periodo 60/70 molte pellicole importanti tra i quali Il promontorio della paura remakizzato nientepocodimeno che Scorsese e alcuni tra i migliori Charles Bronson come Candidato all’obitorio e Sfida a white Buffalo, ma non riuscì mai ad imporsi ed essere ricordato come doveva da pubblico e critica, restando uno dei tanti shooter utlizzati da Hollywood e dintorni come buoni a tutto.

tIy00335420129pz A fine carriera oltretutto il suo livello qualitativo si abbassò inesorabilmente arrivando a girare un infame thriller sulla pedo pornografia tra i più inenarrabili della Cannon, Soggetti proibiti, con il suo Charley Bronson sempre più granitico e assente. Insieme a Glenn Ford troviamo la giovane (e bellissima) Melissa Sue Anderson, attrice amata dalle famiglie di tutto il mondo per essere la ragazzina bionda de La casa nella prateria. Il livello recitativo del cast comunque è superiore alla media del genere e gli interpreti non sembrano una volta ogni tanto presi a casaccio da qualche Spring breaker ad alto tasso alcolico. Se i nudi sono assenti (ma la Anderson appare in reggiseno e mutandine) lo stesso non si può dire del sangue, che è vero non si presenta in scene splatterissime, ma possiede una crudeltà concettuale abbastanza feroce (non dimentichiamo la scena clou dove uno spiedino viene infilato con forza in bocca ad uno sventurato). Alcune morti poi sono abbastanza scorrette come quando un peso viene fatto crollare sul pacco visibilmente in erezioni di un atleta aumentando esponenzialmente il concetto tipico del genere di sesso uguale morte. C’è anche un’influenza tipicamente argentiana nel descrivere il look dell’assassino che vediamo (almeno all’inizio) presentarsi con guanti neri, soprabito e un rasoio pronto a tagliare la gola delle sue vittime.

hWx0020002012n2wDi solito questo Compleanno di sangue non viene ricordato con grande piacere nè dai fan nè dai cinefili eppure, pur presentando tanti difetti, non ultimo il desiderio di far credere colpevole ogni cinque secondi una persona diversa, è uno slasher divertente e pieno di guizzi che non deve mancare nella videoteca di ogni fan. Eh si perchè il film di Thompson resta un grande inedito su supporto digitale, almeno in lingua italiana, ed è visibile soltanto in una vecchia vhs Columbia. Però tanto di cappello ad una pellicola che neanche a metà film ti mostra chi è il killer salvo poi ruscire a dimostrare che non è vero senza l’uso di gemelli o di alieni venuti dallo spazio profondo.

Andrea Lanza

Compleanno di sangue

Titolo originale: Happy birthday to me

Anno: 1980

Regia: J. Lee Thompson

Interpreti: Melissa Sue Anderson, Glenn Ford, Lawrence Dane, Sharon Acke

Durata: 115 min.

VHS: COLUMBIA – VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI

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