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Amy, malgrado il divieto dei genitori, si reca con il suo ragazzo e con altri due amici nel luna park itinerante in cui l’anno prima erano scomparsi alcuni ragazzi. Di nascosto, anche Joey, il fratellino di Amy, si reca nello stesso luna park. Durante la visita al tunnel dell’orrore, i quattro amici decidono di allontanarsi dal percorso obbligato della giostra e di nascondersi fino alla chiusura per passare la nottata all’interno del tunnel. Lì assistono accidentalmente all’omicidio di Madame Zena, la maga del luna park, ad opera di un essere mostrusoso, figlio del proprietario del tunnel. Quando l’assassino e suo padre scopriranno che ci sono testimoni faranno di tutto per eliminarli…

Il tunnel dell’orrore (The Funhouse, 1981) si colloca in un momento particolare della carriera di Tobe Hooper: negli anni Settanta aveva già diretto quella pietra miliare dell’horror che è Non aprite quella porta e altri titoli importanti come Le notti di Salem, e si apprestava ad “affrontare” gli eighties; prima del celebre Poltergeist e di cult come Space Vampires e Non aprite quella porta 2, troviamo proprio questo curioso The Funhouse. Sicuramente è un capitolo minore della cinematografia di Hooper, non è all’altezza dei suoi film più celebri, ma rimane comunque un horror godibile e più che dignitoso, stranamente serio per essere nato negli anni Ottanta.

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La storia è semplice: due giovani coppie di fidanzati passano una serata al luna-park, e decidono di trascorrere la notte all’interno del tunnel degli orrori. Non sanno però che nei sotterranei vive il figlio deforme dell’imbonitore, e assistono all’omicidio della cartomante per mano del “mostro”: rinchiusi nel tunnel, dovranno fronteggiare la furia assassina della creatura e del padre, che vogliono eliminare i quattro testimoni.

Una vicenda seria, dunque, e anche abbastanza crudele (nonostante non ci siano molte scene di sangue). L’inizio del film è infatti squisitamente in stile anni Ottanta, divertente e “citazionista”: ambientato in casa della protagonista, vediamo infatti una lunga soggettiva – prima “al naturale” e poi filtrata dai buchi di una maschera – che si avvicina minacciosamente ad una ragazza sotto la doccia, per poi scoprire che il coltello è finto ed è tutto uno scherzo del fratellino. Come citare in un colpo solo Halloween e Psycho (con tanto di archi che stridono), girando una scena seria e ricca di suspense che si rivela però un gioco: un topos del cinema horror, che qui funziona bene grazie al solido mestiere di Hooper.

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I personaggi, come spesso accade negli horror anni Ottanta, sono abbastanza stereotipati: una ragazza timida e una disinibita, fidanzate rispettivamente con un belloccio e un nerd occhialuto. Decisamente più interessanti sono i “cattivi”, che occupano la parte migliore del film: nel Tunnel dell’orrore troviamo infatti più Hooper di quanto potrebbe sembrare in apparenza, in particolare nella messa in scena di una famiglia disfunzionale (il figlio deforme e lo squallido padre, con l’aggiunta dei vari fenomeni da baraccone del luna-park). Ottimo il make-up del mostro, perturbante in quanto umano e al contempo non-umano (quasi belluino), che è il vertice di una serie di situazioni e personaggi alquanto inquietanti: dalla vecchietta che periodicamente compare sogghignando nel luna-park, alla chiromante profeta di sventure (che sarà uccisa dal freak) fino a un’incredibile “parco mostri” di animali deformi. Suggestiva e originale anche l’ambientazione, in un luogo di gioco e paura per eccellenza che si trasforma in un luogo di morte: gli interni del tunnel e i labirintici sotterranei, con i contrasti fra luci colorate e buio, sono un posto ideale per ambientare uno slasher. Per essere una vicenda di questo tipo, c’è però troppo poco sangue (l’unica scena notevole in tal senso è il nerd con l’ascia piantata in testa), e a volte la suspense si stempera in sequenze troppo lunghe e confuse. Del resto, la sceneggiatura non è solidissima: da notare anche la presenza di una sotto-vicenda quasi inutile – il fratellino della protagonista che li raggiunge nel parco – che si conclude in maniera inutile e sembra messa lì tanto per allungare il metraggio. Dunque, se si cerca un vero slasher o un bell’horror di Hooper, conviene cercare altrove; se invece si vuole guardare un discreto horror senza troppe pretese, Il tunnel dell’orrore svolge dignitosamente la sua funzione.

Davide Comotti

NOTA: De Il tunnel dell’orrore esiste pure un romanzo, scritto da uno dei maestri americani della narrativa horror contemporanea, Dean R. Koontz. Il The funhouse letterario si discosta notevolmente dalle novelitation dell’epoca (libri tratti da film) perchè racconta una storia parallela a quella che vediamo nel film di Tobe Hooper, diventandone a tutti gli effetti un prequel letterario.  Anche se il libro è fuori catalogo da anni lo si può trovare facilmente in aste online come ebay a prezzi tutto sommato modici. Noi di Malastrana vhs vi consigliamo la lettura.

(A.L.)

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Il tunnel dell’orrore

Titolo originale: The funhouse

Anno: 1981

Regia: Tobe Hooper

Interpreti: Elizabeth Berridge, Wayne Doba, Kevin Conway, Sylvia Miles

Titolo alternativo: Carnival of terror

Durata: 100 min.

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