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Dave Speed, poliziotto in una cittadina degli Stati Uniti, è in missione – unico essere umano rimasto nella zona – in una riserva indiana in cui sta per essere provocata l’esplosione di un missile. Quando questa avviene, radiazioni che avrebbero ucciso chiunque altro gli conferiscono invece super-poteri, quali la capacità di cadere dal ventesimo piano di un grattacielo senza farsi male; di spostare oggetti piccoli come un bicchiere o grandi come un camion con la sola forza del pensiero; di intuire che si sta per compiere una rapina, e così via. Tra lo scetticismo del suo immediato superiore, il sergente Willy Dunlop, e lo sgomento della propria fidanzata, Evelyn, cui non piace l’idea di sposare un superuomo, Dave decide di impiegare le sue eccezionali facoltà – che hanno il solo difetto di scomparire in presenza di tutto ciò che è rosso – per sgominare una banda di falsari, la cui tipografia si trova su un peschereccio, il Barracuda, apparentemente dedito alla surgelazione del pesce. L’operazione, però, fallisce, poiché, mentre Dave si allontana in elicottero per chiedere rinforzi, Dunlop resta vittima della gang, che lo rinchiude nella cella frigorifera del Barracuda, che poi viene affondato. Accusato di aver ucciso Dunlop; Dave è condannato a morte alla quale, sempre grazie ai suoi super-poteri; scampa per ben tre volte. Evade, quindi dalla prigione; scende negli abissi in cui giace il Barracuda; lo riporta a galla; libera Dunlop; che il congelamento ha salvato dalla morte e, finalmente, sgomina i falsari. Non potrà tuttavia, conservare a lungo i suoi poteri, poiché la furba Evelyn, diventata sua moglie, ha avuto l’accortezza di tingersi di rosso i capelli.

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Nel 1980 la coppia comica Terence Hill/Bud Spencer si stava lentamente sciogliendo: sarebbero seguiti è vero altri film, ma nessuno con la stessa verve e freschezza del decennio precedente. Il punto più basso, se si esclude Botte di Natale, lo si toccò probabilmente con Miami Supercops (I poliziotti dell’ottava strada) dove alle canoniche sberlone si prediligevano stavolta le armi da fuoco  con l’aggravante di una storia più di sorrisi che di risate. I due poi non era la prima volta che tentavano la strada da solisti, con esiti a volte anche buoni come nel caso di Bud Spencer e il dittico di Uno sceriffo extraterrestre/Chissà perchè capitano tutte a me. D’altro canto Hill, occhi azzurrissimi, capello biondo, fisico atletico, era sicuramente più esportabile all’estero del comunque bravo collega: per questo lo si scelse come  interprete della commedia americana Mr Miliardo di Jonathan Kaplan, regista cresciuto sotto l’egidia di Roger Corman. Peccato che la trasferta oltreoceano dell’attore non fece sfaceli al botteghino, colpa di una sceneggiatura ad opera di Ken Friedman, l’autore di Cadillac man, troppo sbilanciata tra divertimento e azione. Fu così che, dopo qualche altro exploit come La bandera – Marcia o muori, Hill tornò in pianta stabile in Italia, a volte da solo, come per Don Camillo e Renegade, a volte col collega di una vita, ma sempre portandosi nel cuore quell’America appena sfiorata.

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Poliziotto superpiù, girato a Miami con un  cast internazionale di vecchie glorie imbalsamate (Marc Lawrence e Joanne Dru) e di ancora ruggenti leoni (Ernest Borgnine), è un film sicuramente esportabile in ogni luogo, dall’Arabia Saudita al Texas più selvaggio. Resta naturalmente il rammarico che, pur non essendo un capolavoro, questo film fa parte di un’era glaciale della nostra cinematografia, dove le pellicole potevano ambire ad essere viste al di fuori dei nostri confini, senza il pericolo che già a Ponte tresa Svizzera potessero essere incomprensibili.

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Probabilmente il film nasce dalla moda supereroistica che in quegli anni aveva preso fuoco grazie al Superman di Richard Donner (che fece sbarcare nei nostri cinema pure un Uomo Ragno televisivo) e al successo nelle tv di prodotti come L’incredibile Hulk, Wonder Woman e L’uomo da sei milioni di dollari (con l’aggiunta dello spin off La donna bionica). Si può azzardare che Poliziotto superpiù, uscito nelle sale americane il 2 Ottobre del 1981 come Super Fuzz, potesse essere stato addocchiato come modello per il telefilm Ralph Supermaxieroe, visto anche le non poche somiglianze tra l’eroe di Terence Hill e quello di William Katt. Naturalmente siamo nel campo delle ipotesi, più no che si probabilmente, ma resta il dubbio, legittimo, soprattutto per la maniera, un po’ dissacrante, con il quale viene gestito, in entrambi, il mito del supereroe, fallace e imbranato.

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Stupisce un po’ la struttura della vicenda, circolare e raccontata in voce over tramite flashback, dal sapore di divertissement cinefilo, ben lontano dal cinema popolare a base di scherzi e sganassoni che potevamo aspettarci. Se il modello è senza dubbio il Billy Wilder di Viale del tramonto, i fan non si spaventino perchè i momenti d’azione sono moltissimi, le battute spassose e non c’è una sola traccia di velleitarismo autoriale. Certo, nei primi minuti, si parla di pena di morte, di sedia elettrica, ma è lo spunto per ingannare lo spettatore (come farà Terence Hill a cavarsela in una situazione talmente disperata?) e per fare il verso al cinema noir americano in bianco e nero, dove le vicende erano commentate dalla voce fuoricampo dello stesso protagonista. D’altronde come aspettarsi qualcosa di serio quando vediamo il nostro poliziotto Dave Speed mangiare nel braccio della morte, come omaggio ai Trinità, un piatto di fagioli? O quando facciamo la conoscenza dei vari cattivi (una gag di falsari che usano la copertura del commercio di pesce per i loro affari), talmente macchiettistici, persino nelle espressioni, da essere quasi cartoni animati? Impossibile.

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Poliziotto superpiù ha dalla sua le gang strepitose tra il giovane Hill e l’attempato Borgnine, suo superiore e incredulo spettatore delle prodezze superumane del collega. Stupisce un po’ la regia un po’ sottogamba di Corbucci, che non si preoccupa di camuffare manichini e modellini durante le scene più concitate, a discapito del ritmo. E’ un peccato perchè è vero che Sergio Corbucci è soprattutto un regista di (strepitosi) western, ma in passato ha dimostrato una straordinaria vena comica in pellicole come Ecco noi per esempio con la coppia Pozzetto/Celentano, riuscendo a calibrare perfettamente il lato drammatico con quello più divertente. Di pari passo anche gli effetti speciali ad opera di Dino Galiano, che in seguito lavorerà per produzioni miliardarie come Tai Pan, Dune e L’ultima tentazione di Cristo, ma che qui sembra interdetto, forse dal budget, a lavorare al meglio. D’altronde basta vedere il chewingum gigante del finale com’è reso dilettantescamente con l’uso di un visibile pallone aereostatico.

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Però, grazie alle musiche fantastiche di Michelangelo La Bionda, alla simpatia dei suoi protagonisti e alla storia piacevole e scorrevole, Poliziotto superpiù resta una visione che non stanca mai, al di là dei decantati difetti. D’altronde lo stiamo vedendo per passare un paio d’ore scacciapensieri, non per assistere al capolavoro assoluto della storia del cinema…

Andrea Lanza

NB

Da segnalare la presenza della bellissima Julie Gordon (nel finale pure con i capelli rossi), attrice che farà poco o niente al cinema, quattro pellicole tra il 1978 e il 1987, l’ultima delle quali l’interessante Deadly Illusion di Larry Cohen, dove sarà presente in un veloce cammeo. Però è un bel vedere.

Curiosità:

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I fagioli che mangia Hill sono, a detta sua, “alla Picchiapò”. Per tutti i lettori di Malastrana ecco come farli (si ringrazia il sito http://www.budterence.tk):

“Ingredienti:

– Fagioli
– Sale
– Un gambo di sedano
– Mezza cipolla
– Burro
– Due cucchiai di farina
– Una foglia di alloro
– Mezzo bicchiere di vino bianco secco
– Paprika ungherese o peperoncino meridionale

Ingredienti in aggiunta a proprio gusto:
– Aglio o noce moscata
– Pezzi di leberwurst bavarese o salsiccia fresca o pancetta affumicata
– Lardo o strutto
– Bacche di ginepro

Preparazione:

Fai lessare una quantità adeguata di fagioli in acqua salata con un pezzo di gambo di sedano e mezza cipolla. Lasciali raffreddare nel brodo prodottosi (lessarli alla sera per il giorno dopo va bene).

In una padella larga fai rosolare un po’ di burro con un un paio di cucchiaiate rase di farina fino a quando schiumeggia. Come se iniziassi a fare una besciamella.

Nel miscuglio abbi cura di aggiungere una foglia di alloro, possibilmente fresca. E anche una traccia d’aglio, se ti piace. O magari noce moscata… qui va molto a gusto personale.
Poi ci butti dentro i fagioli già lessati, li fai rosolare un cinque minuti, e ci aggiungi un po’ del loro brodo.

Il brodo dei fagioli fa gonfiare la farina abbrustolita e genera una crema gustosissima. È estremamente importante mescolare l’intruglio con abilità poiché tende facilmente a fare grumi.
Un mezzo bicchiere di buon vino bianco molto secco ci sta molto bene.

Nella fase iniziale della rosolatura, mettici insieme (se ti piacciono), pezzi di buon leberwurst bavarese o più semplicemente salsiccia fresca. O anche dei frammenti di pancetta affumicata. Vedi un po’ tu quello che preferisci. Qualunque cosa maialosa va bene. Meglio ancora, se non hai problemi di colesterolo, puoi rosolare la farina con il lardo o lo strutto e allora… SLURP!

Un bel pizzicotto di paprika ungherese o peperoncino meridionale completa il tutto se ti piace un po’ piccante. Altrimenti potete mettere una traccia di bacche di ginepro e noce moscata pestate nel mortaio”.

Poliziotto superpiù

Anno: 1980

Regia: Sergio Corbucci

interpreti: Terence Hill, Ernest Borgnine, Joanne Dru, Marc Lawrence

Durata: 90 min.

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Deadly Illusion