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Nel mondo cinematografico meno patinato e distante dalle logiche che regolano l’economia filmica hollywoodiana, capita ogni tanto di trovarsi davanti qualcosa che esula da quanto visto fino a quel momento. Folli parti di menti malate o geniali, termini il cui confine è molte volte labile, che se guardati con occhi scevri da facile e superficiale boriosità sanno divertire con la loro becera e artigianale creatività. Certo, non tutte le opere nate lontano dai riflettori e dai red carpet mondiali sono valide e il solo fatto che siano indipendenti o low budget non regala loro automaticamente una dignità oppure una qualità che magari non hanno. Les mémés cannibales, film del 1988 targato Troma, nasce sotto la stella del comedy horror di stampo europeo e riesce, con il suo scarso budget, un’idea di fondo abusata e una regia non certo indimenticabile, ad essere divertente e irriverente al punto giusto. E se pensate che il titolo italiano è Nonne Cannibali, forse vi risulterà più facile credermi.

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 Due anziane signore festeggiano il compleanno nella vecchia magione di famiglia, invitando nipoti e pronipoti ad una cena. Tutti tranne uno, il cugino Christopher, rinnegato poiché satanista, che decide quindi, spinto dalla vendetta, di compiere un’innocente scherzo ai danni della famiglia: regalare un portagioie maledetto con due demoni all’interno. Uno di quei regali che fanno sempre piacere e rallegrano la serata. L’originalità del cugino trasforma la festa dei parenti serpenti in una caccia all’uomo, quando le due vecchiette, possedute, si trasformano in mostri assetati di sangue e humour nero, predatrici dei loro stessi parenti.

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 Come certamente saprete, in alcuni stati europei, esistono delle sovvenzioni statali che aiutano gli autori e i giovani registi a produrre il loro film. Se la trama non vi è bastata a capire cosa avete davanti, sappiate che il governo belga, paese d’origine della pellicola, all’epoca rifiutò di finanziare il progetto. Era il 1988 e il regista Emmanuel Kervyn si vide costretto a tagliare alcune delle scene splatter per sperare nella distribuzione estera, cosa che avvenne in Francia e in Germania, fino a quando arrivò la Troma. Non dovrebbe essere necessario spiegarvi cos’è la creatura di Kaufman e Herz, tuttavia, se qualche neofita del lato oscuro cinematografico si ponesse la domanda, sappia che nel lontano 1974, a New York, due ragazzi crearono una casa di produzione e distribuzione indipendente che nel corso degli anni divenne un faro per cultori di B-Movie. La Troma produsse o distribuì alcuni dei più famosi e scellerati film che occhio umano possa ammirare: Tromeo and Juliet (1996), The Toxic Avenger (1985), Sgt. Kabukiman N.Y.P.D. (1991) e molti altri.

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Non sorprenda quindi il salvataggio che Kaufman attuò nei confronti di Les mémés cannibales, ripristinando tutte le scene tagliate e distribuendolo negli States con il nome di Rabid Grannies. Sinceramente qui la Rabbia del titolo c’entra poco o niente, ma non formalizziamoci su sciocchezze come questa, perché quasi ogni minuto del film regala follia a raffica, così velocemente che neanche fossimo presi a pugni da Donnie Yen.

La regia di Kervyn non è spigliata e nemmeno tecnicamente interessante, ma da un regista che ha diretto solo e soltanto un film, questo, per poi sparire nel nulla cosmico non ci si può obiettivamente aspettare una classe registica spielberghiana. Che, dopotutto, non sarebbe stata assolutamente necessaria in una pellicola dove anche Billy Zane avrebbe fatto un figurone accanto agli attori “usa e getta” scelti per il cast. La maggior parte, infatti, ha recitato esclusivamente in Nonne Cannibali, con pochissime eccezioni e comunque limitate a piccole parti o lavori per la tv. La particolare scelta è quasi obbligata quando il budget non consente nomi famosi o comunque di caratteristi o interpreti meno blasonati, e non inficia il risultato, perché Les mémés è una pellicola che va intesa nel verso giusto, senza pretese e senza aspettative se non quelle derivanti da splatter ed effetti speciali artigianali. Non si pone certo come incubo destabilizzante, piuttosto come horror divertente, capace di non prendersi sul serio e addirittura di costruire una direzione narrativa non lineare e folle, nella sua sostanziale assenza di trama, distinguendosi in questo senso dalla massa. Non cercatevi un senso, non affannatevi neppure a scovare stralci di storia sensata: qui c’è solo il puro e semplice divertimento di battute irriverenti, sangue, frattaglie e cattiverie famigliari. Con un accostamento tanto azzardato che potrei provocare un infarto agli amanti del Dogma 95, Les mémés cannibales è il Festen del trash più caciarone e splatter, con una cena tra parenti il cui unico desiderio è farsi le scarpe a vicenda per ottenere l’eredità.

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La trasformazione delle anziane signore in demoni mangiatori di carne, nonché dallo spiccato e macabro senso dell’umorismo, richiama alla mente il Dèmoni di Lamberto Bava e sebbene agli effetti speciali non ci sia Sergio Stivaletti, tutto risulta funzionale e divertente, così com’era quando la CG non aveva ancora preso il posto preponderante che si è guadagnata, non sempre meritatamente, ai giorni nostri.

Nonne cannibali non è l’indimenticabile cult horror dai risvolti sociali o psicanalitici, non è Nightmare e nemmeno Evil Dead, non è La notte dei morti viventiSplatters. Il punto è che, onestamente, non vuole esserlo. Perciò, come foste ad una cena con parenti tra falsità e ipocrisia, siate cattivi e divertitevi.

Manuel Ash Leale

Rabid Grannies

Titolo originale: Les mémés cannibales

Anno: 1988 (Belgio)

Regia: Emmanuel Kervyn

Interpreti: Elie Lison, Catherine Aymerie, Jacques Mayar, Francoise Moens, Florine Elslande

Durata: 80 min.

VHS: Shendene & Moizzi (American Trash – Ottava uscita in edicola)

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