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“Piedone è un poliziotto che non ha bisogno di portare una pistola – il suo pugno è un’arma carica!”

“Una squadra di demolizione in un uomo solo”

Frasi di lancio originali del film

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“Piedone lo sbirro” è stato uno dei film polizieschi italiani favoriti dal grande pubblico, e lo hanno sempre dimostrato gli alti share televisivi nei suoi innumerevoli passaggi. Un poliziesco atipico e non solo per la presenza di Bud Spencer al suo primo vero ruolo solista di successo, nei panni tagliati sulle sue grandi misure del Commissario Rizzo di Napoli. Il soprannome con cui è da tutti conosciuto, “Piedone”, gli è stato dato sia dai malavitosi per i quali rappresenta un irrimedibile avversario, che dai colleghi della polizia. Egli lotta  per combattere lo spaccio di droga e il racket della prostituzione tra i vicoli della sua città, ma sempre con un cuore d’oro verso i suoi informatori e le prostitute. Si rifiuta di portare una pistola, poichè porta con sè solo i pugni. Il suo capo, il commissario Dr. Tarabassi interpretato dall’ottimo Adalberto Maria Merli, non capendoli ritiene che i metodi polizieschi di “Piedone” siano “Non ortodossi” e vuole che ogni ufficiale porti una pistola. Ma “Piedone” si rifiuta sempre, e come abbiamo imparato a conoscere uno dei migliori film polizieschi italiani del periodo non potrà che avere una buona scena d’apertura (un militare americano che spara alle persone in strada).

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Dato il successo, “Piedone lo sbirro” avrebbe avuto ben tre seguiti, offrendo tra  l’altro a Spencer/Pedersoli la prima opportunità di parlare con la sua voce, dal naturale accento napoletano. Tranne qui, nel quale è ancora doppiato dal proprio storico doppiatore Glauco Onorato. Il successo fu determinato dall’abilità di Steno/Stefano Vanzina nell’impostare un racconto poliziesco benissimo ambientato  in una Napoli verace ma anche virulenta (fu il primo film italiano in cui si mostrava lo spaccio di droga fuori dai licei) su toni di commedia così tipicizzati e non soltanto per per gli appassionati di Bud Spencer, facendo così diventare il ruolo del Commissario Rizzo uno dei suoi più famosi, in questo primo film alle prese con camorristi raffinatori e trafficanti di droga che hanno come loro perno del traffico e sono impersonati da un fantastico Angelo Infanti nei panni di “O’Barone”, il quale avrà a essere fatto rimbalzare dai cazzotti del corpulento Rizzo da Napoli, purtroppo però protetto dall’Avv.De Ribbis interpretato dal sempre eccellente Raymond Pellegrin, così tanto presente nel cinema italiano fatto di co-produzioni, di quel periodo. Rizzo dovrà affrontare molti nemici della malavita organizzata, molte minacce e molti assalti e pericoli, prima di poter tornare da Maria (Juliette Mayniel) e da suo figlio. Non prima che però i metodi “violenti” usati da Rizzo ne causino la sua sospensione, mentre intanto i camorristi napoletani stanno unendo le loro forze controllare il contrabbando della droga fino ad ora gestito dai marsigliesi. I sospetti di “Piedone” si concentrano su “O’Barone” ed egli si getta alla sua caccia (tra l’altro vi è nel film anche una bella scena d’inseguimento in auto e moto per le scalinate e salite napoletane, con alcuni salti veramente limite).

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Pedersoli era ancora giovanile e risultava simpatico e divertente, con il suo umorismo sotto-traccia e giocosamente compassato, nell’impersonificazione di Rizzo era anche meno ombroso del solito, pur coniugando l’azione alle sue tipiche scazzottate sempre abbastanza stupefacenti, qui anche sorprendentemente inframezzate con alcuni violenti omicidi. In questo primo capitolo, della avventure del commissario “Piedone”, vi sono diversi momenti particolarmente freschi ed esilaranti, come la lotta con i pesci congelati, da non trovarne di meglio nei film in cui Spencer è in coppia con Hill.
Complessivamente, avvalendosi di una regia come sempre buona quale è quella di Steno, il film pur non rimanendo sempre al medesimo livello, offre alcuni momenti in cui la sua freschezza devia anche in un paio di occasioni memorabili, e nel complesso è francamente delizioso. Il film mostra momenti divertenti in gran numero, scherzosi e slapstick, ma con un sottofondo spesso amarognolo e in certi momenti, dall’atmosfera drammatica, questo in contrasto con quello che diventeranno i seguiti. La divertita e inventiva scenaggiatura è del resto firmata da Luciano Vincenzoni, che fu lo sceneggiatore abituale di Sergio Leone. L’orecchiabile e anch’essa dal grande successo commerciale colonna sonora è firmata da Guido e Maurizio De Angelis e composta in gran parte dal sintetizzatore, come loro solito, il “Tema di Piedone” è però eseguito da Santo & Johnny. La fotografia ipercolorata e brillante è di Silvano Ippoliti che fotografa splendidamente la scena d’apertura sui tetti di Napoli, ripresi dall’alto. Immancabile spalla e importante ingrediente del successo del film, sempre presente anche nei seguiti, l’interazione di Rizzo con il brigadiere Caputo, impersonato da un fenomenale Enzo Cannavale.Il film è come già scritto professionalmente diretto da Steno, alias Stefano Vanzina (ovvero padre di Carlo ed Enrico Vanzina, banale ricordarlo). “Piedone lo sbirro” sarebbe divenuto per lui a fine carriera uno dei suoi massimi successi nell’ambito della commedia, superando i precedenti con Walter Chiari e Raimondo Vianello negli anni ’60 (“Gli Eroi del West, “I Gemelli del Texas”). Tanto che fino al 1982 avrebbe diretto altri quattro film con Bud Spencer e altri tre su “Piedone” o Rizzo, quali “Piedone a Hong Kong”(1975), “Piedone l’africano” (1978), Piedone d’Egitto”(1980) e “Banana Joe” (1982), E negli anni ’80 diresse la serie tv, “Big Man”, di nuovo con Bud Spencer.
“Piedone lo sbirro” venne pubblicato come gli altri seguiti dalla mitica Domovideo in vhs da nolo nella prima metà degli anni ’80. E’ stato poi pubblicato su dvd ricavato da un nuovo Master, per l’etichetta Medusa nel 2004. Nel 2010 è stato poi ripubblicato in dvd assieme agli altri 3 film della serie nella collana “Cinema ’70”, del catalogo 01/Titanus.

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In Svezia il film venne tagliato di 10 min dalla censura. Le scene più tagliate sono le seguenti: Il pestaggio in un ristorante: 1 min e mezzo. Un attacco da parte di diversi biker: quasi 2 min. Lotta nel magazzino: 2 min. Lotta in una cella frigo: 3 min

La macchina sportiva di Ferdinando Scarano “o’ Barone” è una Lamborghini Espada, mentre l’auto con cui Piedone lo insegue per i saliscendi di Posillipo è una FIAT 130 Coupé Pininfarina

Salvatore Morra, che impersona Peppino “il gobbo”, è apparso anche in altri film, tra i quali il celeberrimo “Febbre da cavallo” in cui è lustrascarpe alla stazione centrale di Napoli ed Enrico Montesano gli strofina la gobba per avere fortuna nella corsa di Agnano.
Da Wiki, le interessanti presentazioni degli imprescindibili personaggi, principali e secondari, e le caratterizzanti ambientazioni del film:

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Personaggi principali

Commissario Rizzo detto “Piedone” (Bud Spencer): Commissario di polizia anticonformista e manesco, appartenente al Commissariato “Porto”, dai modi pratici e spicci, efficace investigatore, forte, buono, generoso e amico dei miserabili; vista la sua conoscenza dell’area urbana e delle cosche malavitose, nonché dei tipi di traffici imperanti nella Napoli degli anni ’70, non esita ad avvalersi addirittura della collaborazione delle sue amicizie “al di là della barricata” (camorristi “d’onore”) per svolgere la sua indagine non ufficiale per scoprire l’assassino di Ferdinando Scarano e combattere il traffico di droga a Napoli svolto dai Marsigliesi e da Tonino “Manomozza” e, in genere, per epurare l’ambiente della malavita di Napoli;
Tonino Percuoco detto “Manomozza” (Mario Pilar): “capoparanza” del Rione Sanità, in combutta con i Marsigliesi, il quale non esiterà sia a fare il doppio gioco con Piedone e gli altri capi della camorra, che a “tappare la bocca” a Peppino “il gobbo”, l’informatore del Commissario Rizzo, per far arrivare tranquillamente la droga al porto di Napoli.
Commissario Capo Tabassi (Adalberto Maria Merli): nuovo commissario capo della Questura di Napoli, proveniente dalla Questura di Milano, e quindi abituato ai metodi tradizionali di Polizia, si scontrerà con la realtà diversa della città di Napoli e, principalmente, con i modi, per lui ambigui, del Commissario Rizzo, arrivando al punto, in un primo momento di sospenderlo e, successivamente addirittura, di arrestarlo; sarà però un ottimo alleato di Piedone nell’operazione che porterà all’arresto degli affiliati di Manomozza;
Ferdinando Scarano, detto “o’ barone”(Angelo Infanti) : “guappo”    napoletano, ex protettore di prostitute, cerca di diventare un grosso spacciatore di droga al soldo diretto dei Marsigliesi, ma anche in diretta concorrenza con Tonino “Manomozza”; non esiterà a far girare la droga gratis tra gli studenti della città per creare dipendenza e, quindi, iniziare a venderla regolarmente; con il contributo dei Marsigliesi, si permetterà una vita smodata, condita da lussi sfrenati, quali una Lamborghini, un appartamento panoramico in una zona residenziale di Napoli e la difesa di un grande e noto avvocato napoletano; verrà eliminato da “Manomozza” in quanto suo diretto concorrente, e quindi di intralcio per i suoi affari, facendo in modo che l’omicidio ricada su Piedone stesso.

Personaggi secondari:

Dominic Barto (Tom Ferramenti).
Enzo Maggio (Gennarino).
Raymond Pellegrin (avvocato De Ribbis).
Avvocato De Ribbis (Raymond Pellegrin): noto avvocato napoletano, “Principe del Foro”, in combutta con la malavita locale; funge dapprima come difensore di Ferdinando Scarano (facendolo rimettere in libertà dopo il suo fermo da parte di Piedone, ma in realtà è asservito a Tonino Percuoco e ai Marsigliesi stessi, e a cui Piedone farà arrivare i suoi messaggi;
Brigadiere Caputo (Enzo Cannavale): graduato di polizia, lavora in stretta collaborazione del Commissario Rizzo, in qualità di attendente e di autista; lo dovrà tuttavia arrestare per ordine del Commissario Tabassi salvandogli tuttavia la vita; cercherà anche (inutimente) di fargli smettere di fumare razionandogli (su ordine di Piedone stesso) le sigarette;
Gennarino “O’ Coniglio” (Enzo Maggio): nella sua vita ha fatto sempre il ladro, “e nei momenti di ferie” ha fatto 10 figli; è un ladro però sfortunato, che ruba oggetti inutili, come “due copertoni senza camera d’aria e col battistrada a zero” e vive ospite nella casa del commissario, tenuto ben nascosto dai Carabinieri che lo cercano da giorni.
Peppino “Il gobbo” (Salvatore Morra): è un informatore del Commissario Rizzo, al quale riferisce alcune notizie false, ma anche l’arrivo (vero) della cargo pieno di droga per Tonino “Manomozza” e i suoi accoliti; per quest’ultima “soffiata”, però, viene ucciso dallo stesso Manomozza; nonostante ciò, però, posizionerà le mani in modo da far capire alla Polizia (e quindi a Piedone) chi è l’autore dell’omicidio; secondo Piedone (e con il conforto della tradizione scaramantica napoletana) porta fortuna, come dimostrato dal ritrovamento degli occhiali persi dal Commissario Tirabassi;
Assunta (o Assuntina) (Ester Carloni): venditrice ambulante di bottoni nel Rione Sanità, ma in realtà dedita al contrabbando di sigarette; viene avvisata da Piedone dell’imminente arrivo di una volante della Guardia di Finanza ;
Tom Ferramenti (Dominic Barto): uno spacciatore di droga italo-americano;
Maria (Juliette Mayniel): è la tenutaria della pensione dove alloggia Piedone; cerca inutilmente di nascondere a Piedone stesso la presenza di Gennarino in casa, sapendo benissimo che il Commissario Rizzo, per via del suo cuore buono, l’avrebbe protetto dall’arrivo dei Carabinieri; si allarma notevolmente quando vede che le cose in città stanno cambiando, accorgendosene dapprima quando il figlio viene accompagnato a casa colto da malore per stupefacenti, e poi quando il commissario Rizzo, dopo tanti anni, riprende la sua pistola di ordinanza;
Salvatore: è il figlio di Maria, che non esita a rinfacciare a Piedone, che cerca di fargli dire chi gli ha procurato la droga, che non è suo padre; pentitosene, corre in aiuto di Piedone nell’agguato tesogli dagli accoliti di Ferdinando “O’ Barone”.
Joe (Jho Jenkins): marinaio americano, viene arrestato da Piedone e dalla Polizia Militare Americana quando, in preda alla droga, inizia a sparare dal tetto di un edificio vicino al Porto di Napoli; proprio quest’arresto ha dato il via all’indagine sul traffico di droga operato dai Marsigliesi; grazie all’intercessione di Piedone, l’episodio della sparatoria viene considerato “un colpo di sole”, facendo sì che l’accaduto non gli rovini la carriera; proprio per questo, per dimostrare la sua gratitudine a Piedone, non esiterà ad aiutarlo nella scazzottata all’interno della nave “Tunis”, carica della droga dei Marsigliesi, coadiuvato anche dai suoi commilitoni (Claudio Ruffini e Roberto Dell’Acqua).

Errori

Quando Piedone deve incontrarsi con Manomozza e il Commissario a Piazza dei Miracoli per consegnare la droga, riprende la sua vecchia pistola dalla biancheria; l’errore sta nel fatto che lui, dopo aver impugnato la pistola, dapprima la “scarrella”, ma senza che questa espella alcun colpo; successivamente inserisce il caricatore, dopodiché consegna la pistola a Gennarino perché faccia rumore sparando.

Dato che lo scarrellamento avviene prima di inserire il caricatore, in quel momento quella pistola non avrebbe mai potuto sparare, a meno che Gennarino non l’avesse “scarrellata” di nuovo

Ad inizio del film, la Centrale Radio della Polizia indica come “Via degli Orefici” il luogo da dove il militare americano sta sparando; in realtà via Orefici è una stradina stretta posta a ridosso del porto, nell’omonimo Borgo Orefici; invece il palazzo in questione è posto all’incrocio tra via Alcide De Gasperi e via Marchese di Campodisola, a poca distanza, in linea d’aria, dalla Questura di Napoli

Location

Oltre, ovviamente, alla città di Napoli, le riprese esterne di questo film furono girate nella città di Pozzuoli e a Licola, una località a cavallo tra le zone censuarie di Pozzuoli e di Giugliano in Campania.

La scuola dove avvengono i due appostamenti allo spacciatore in moto, era situata a Pozzuoli, sulla discesa di viale Capomazza che conduce al rione Terra; in seguito ai danni causati da terremoto del 1980, l’edificio è stato abbattuto e attualmente, al suo posto, vi è un parcheggio;
l’edificio dove il commissario tenta di arrestare Tonino Manomozza è il palazzo Sanfelice sito nel rione Sanità a Napoli;
gli incontri esterni con Gennarino il “gobbo” avvengono tutti al porto di Pozzuoli;
l’incontro tra Piedone e l’avvocato De Ribbis avviene al bordo della piscina del Circolo nautico di Posillipo;
l’edificio dove avviene la scena d’apertura con il militare americano in stato di follia è il palazzo appartenente all’ INPDAP sito a Napoli in zona Porto, a via Alcide De Gasperi;
Piedone blocca Ferdinando Scarano sul piazzale antistante alla chiesa di Sant’Antonio a Posillipo dopo aver percorso in salita le 13 discese di Sant’Antonio;
il ristorante Carminiello a Mergellina, dove Ferdinando Scarano si accorge della presenza di Piedone, è scenicamente sito sul molo Luise a Mergellina;
la piazza Miracoli è il luogo dove Piedone e il commissario incrontrano Manomozza e la sua banda; tale piazza unitamente alla strada sovrastante è stata teatro di numerosi altri film tra cui “Ieri, oggi e domani”(episodio di “Adelina”) e “L’Oro di Napoli”(scena di Totò il “Pazzariello”);
l’inseguimento in auto con i marsigliesi avviene a Licola Lidi, nel tratto di strada della SS Domitiana che passa a poca distanza dal depuratore di Cuma;
il commissariato “Porto”, a cui farebbero capo “Piedone” e il brigadiere Caputo, in realtà non esiste.

Napoleone Wilson

Piedone lo sbirro

Anno: 1973

Regia: Steno (Stefano Vanzina)

Interpreti: Bud Spencer, Adalberto Maria Merli, Raymond Pellegrin, Enzo Cannavale, Juliette Mayniel, Angelo Infanti, Mario Pilar, Enzo Maggio, Franco Angrisano, Salvatore Morra, Carla Mancini, Jho Jhenkins, Salvatore Morra, Alessandro Perrella, Enzo Maggio, Luciano Tacconi, Dominic Barto, Nino Vingelli, Vittorio Duse, Alfonso Cavotti, Artemio Antonini (n.c.), Giancarlo Bastianoni (n.c.), Omero Capanna (n.c.), Giovanni Cianfriglia (n.c.), Dante Cleri (n.c.), Roberto Dell’Acqua (n.c.), Giulio Maculani (n.c.), Emilio Messina (n.c.), Roberto Messina (n.c.), Franco Moruzzi (n.c.), Nello Pazzafini (n.c.), Osiride Pevarello (n.c.), Mimmo Poli (n.c.), Claudio Ruffini (n.c.), Sergio Smacchi (n.c.), Pietro Torrisi (n.c.), Franco Ukmar (n.c.), Marcello Verziera (n.c.)

Durata: 90 min.

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