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Negli anni 80 il genere horror ha dato vita a una lunga serie di saghe. Alla base c’è il più bieco sfruttamento capitalista sul far i soldi con prodotti che sono andati bene o hanno un certo potenziale economico, da sfruttare anche attraverso il mercato estero o quello delle vhs. Questo appuntamento fisso con il proprio beniamino di fiducia è la massima rassicurazione sia per le casse del produttore, che per l’immaginario e il modo di vivere il genere horror per lo spettatore. La pellicola diventa una sorta di festa collettiva, dove si festeggiano le imprese degli eroi più popolari: Micheal, Jason, Freddy, Chucky, e così via. L’attenzione cade sul cattivo e si gode sadicamente per la brutta fine delle povere vittime. Non hai quindi empatia , come dovrebbe essere, ti stanno abituando ad odiare e voler la peggio sorte possibile per gli altri. Dalle vittime di Jason a quelle delle guerre democratiche il passo è breve. La morte perde il suo peso, diventa un gioco,qualcosa di irreale.

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Insomma, questo passaggio che segna una forte mutazione tra le tematiche e il modo di fare horror negli anni 70 e la massima capitalizzazione del prodotto negli 80 ,ha da una parte cresciuto nuovi appassionati e dall’altra riempito lo schermo di pellicole mediocri e pleonastiche.

La saga dei Ghoulies si collega allo sfruttamento ad opera di Charles Band – nome assai popolare e tristemente noto per certe pellicole al confine con l’imbarazzo- del grande successo dei Gremlins. Non sono gli unici! Ci sono anche i bellissimi Critters, la mia saga -cazzatona preferita.

Questa è la seconda pellicola dedicata ai demonietti, i quali questa volta si troveranno ad agire in un Luna Park. Da prima visti come fonte di guadagno e poi subiti come ferocissimi assassini, sadici e goliardici.

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L’ambientazione nel parco giochi è abbastanza suggestiva, non diventa mai potentissima e malsana metafora sul male e la decomposizione sociale vista nel capolavoro di Tobe Hooper: Il tunnel dell’orrore. Rimaniamo sempre nei limiti di un prodotto di mero intrattenimento,che deve la sua fama ai ripetuti passaggi su Odeon e canali simili.  Per qualcuno è un piccolo cult, vabbè.

Trattasi di prodotto assai mediocre,di mero mestiere , che si rammenta per alcune morti ironiche e grottesche: la citazione del pozzo e del pendolo, lo yuppie divorato vivo dal ghoulie nascosto dentro il wc, la ragazza travolta dalla macchina degli autoscontri e così via. I personaggi sono già della macchiette e maschere in ribasso e la storia è quasi del tutto assente.

Può essere giusto una pellicola da guardare per passare il tempo,scusa idiota di questi tempi idioti. Fate voi!

Davide Viganò

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Ghoulies II

Anno: 1987

Regia:    Albert Band

Interpreti: Damon Martin, Royal Dano, Phil Fondacaro, J. Downing, Kerry Remsen, Dale Wyatt, Jon Pennell, Sasha Jenson, Starr Andreeff, William Butler, Don Jeffcoat

Durata: 80 min.

Inedito in home video (Fu editata una vhs dal titolo Ghoulies 2: Il principe degli scherzi ma conteneva il terzo capitolo)

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