Tag

, , , , , , ,

È tutta colpa di Jim Henson.

Potrebbe essere il titolo di un libro sui B-movie con pupazzi e mostri gommosi degli anni ottanta e novanta. Ma, battute a parte, non si possono dare colpe a uno come Henson, se non quella di essere un geniale e lungimirante innovatore. Regista, produttore, ma soprattutto straordinario burattinaio, dobbiamo a lui molti dei personaggi che abbiamo amato, o magari odiato, nel corso degli anni, da Kermit fino alle creature di Labyrinth.

Forse è più facile incolpare Joe Dante, Chris Columbus, Steven Spielberg e i loro Gremlins, ma parliamoci chiaro, Ghoulies 3 è figlio dell’usanza cinematografica di battere il ferro finché è caldo, la speranzosa risorsa di tanti autori e registi in tempi di carestia. È vero, senza Henson e Dante probabilmente nemmeno i tre ghoul avrebbero mai visto la luce, tuttavia diamo a Bercovici ciò ch’è di Bercovici.

ljsXJBGbMw0u2tm4DpzkxaVItP8

Nel 1985, da un’idea di Charles Band, al secolo Carlo Antonini, il regista e sceneggiatore Luca Bercovici dà vita a Ghoulies. Il plot è abbastanza semplice ma questo diventerà il primo dei quattro film di cui si compone la saga: Ghoulies 2 (1988), Ghoulies 3 – Anche i mostri vanno al college (1991) e Ghoulies 4 (1994). Sempre articolata su registri da commedia, la saga divenne la risposta horror alla fama dei Gremlins, senza mai tuttavia eguagliarne il successo, nonostante l’alternarsi di quattro registi differenti, uno per film.

Questo terzo capitolo vede al timone John Carl Buechler, regista di Troll (1986) e Venerdì 13: parte VII (1988). Più conosciuto ed apprezzato per gli effetti speciali e il make up, che per le doti dietro la macchina da presa, Buechler aveva già lavorato per i precedenti episodi di Ghoulies, con la sua Mechanical and Makeup Imageries, creando appunto il design dei piccoli mostri e qui, promosso alla di regia, ha forse maggior libertà d’azione per esprimere il suo lavoro, sebbene i tre demoni restino sempre meno spaventosi di un Muppet.

Muovendosi verso la tipica comicità da college movie, la trama di Ghoulies 3 passa dal luna park del secondo capitolo al campus universitario del Glazier College, dove due confraternite si stanno sfidando a suon di cattiverie per vincere la corona degli scherzi. Il magnifico rettore Ragnar, professore di letteratura il cui nome evoca forse volontariamente storie di nibelunghiana memoria, si impossessa del fumetto contenente la formula che può evocare i ghoulies dal loro wc personalizzato e decide di attuare una vendetta contro gli studenti che stanno trasformando l’università in un circo. Ma naturalmente, quando si ha a che fare con demonietti volgari e maligni che escono da un cesso può succedere di tutto e la settimana degli scherzi avrà esiti sinistri e assolutamente inaspettati.

vlcsnap-565677

Ci avete creduto? No, perché di inaspettato non c’è proprio niente nella sceneggiatura di Bercovici, Levy e Olson se non che, a questo giro, i tre ghoulies parlano. Unica novità presente, in uno script altrimenti scontato, permette una sequela di battute irriverenti dal piglio adolescenziale, elemento che diminuisce in modo ancora maggiore la carica horror, già demotivata, di un film che tenta diverse strade arenandosi tra gli scogli della commedia. Ma spesso il cinema è una bandiera al vento, quindi forse l’intenzione era proprio questa, creare un comedy-horror che potesse divertire sfruttando un franchise non ancora prosciugato. L’ambientazione collegiale aiuta sicuramente un tipo di demenzialità che verrà sfruttata e andrà evolvendosi nei decenni successivi, sfociando in scempiaggini alla American Pie, e ogni seno scoperto o nudo integrale perde di qualsiasi carica erotica e sensuale, finendo per essere solo materiale da masturbazione o più semplicemente escamotage per battute di stampo sessuale dalla risata facile. Non che questo sia un demerito o un’eresia, nessuno vuole gettar fango su di un film solo perché non presenta una comicità più impegnata, ma qui sembra che sia stata scelta la via più semplice solo per tentare di garantire il successo della pellicola. Insomma, dimenticate la comicità prorompente di altri e ben più famosi college movie, qui non si ride, ci si limita a sorridere, sperando che i protagonisti demoniaci facciano qualcosa di più che guardare tette e culi. Cosa comunque da non disdegnare affatto, viste le beltà di alcune attrici.

oIJWb

Non si può negare che i ghoulies riescano, a tratti, nel risultare simpatici, complice anche la loro costruzione artigianale e i movimenti gommosi, ma sembrano quasi messi in secondo piano, come sfondo soprannaturale alla battaglia degli scherzi che impegna la maggior parte del film, escluso un finale in cui ci si chiede quale degli sceneggiatori si è fatto di peyote. I mostriciattoli parlanti uccidono, spiano ragazze sotto la doccia, litigano, ma non sono mai veri protagonisti, solo comprimari guastafeste ficcati in una storia che sarebbe funzionata anche senza di loro, al fianco di attori che, con pochissime eccezioni, recitano peggio di loro. Fra tutti spiccano sicuramente la bella e giovanissima Eva LaRue (la Natalia Boa Vista di CSI:Miami), Jason Scott Lee (Dragon, Rapa Nui, Mowgli – Il libro della giungla), un all’ora esordiente Matthew Lillard (Scream, Scream 2, Scooby Doo, I tredici spettri), ma soprattutto un veterano come Kevin McCarthy (L’invasione degli ultracorpi, I quattro dell’Ave Maria, Terrore dallo spazio profondo, L’ululato, Salto nel buio), vincitore del Golden Globe e candidato all’Oscar per il bellissimo Morte di un commesso viaggiatore (Laszlo Benedek, 1951).

Comunemente il tre è considerato numero perfetto, ma il Cinema esula da questa regola e raramente il terzo capitolo di una saga è migliore o eguale ai precedenti. Ghoulies 3 non è anomalo in questo ed è forse il peggiore dei quattro, non riuscendo nemmeno a conservare la forza anarchica che certe produzioni consapevoli hanno il merito di avere.

Manuel Ash Leale

GHOULIES 3: Anche i Mostri Vanno al College

Titolo Originale: Ghoulies III: Ghoulies Go to College

Regia: John Carl Buechler

Sceneggiatura: Luca Bercovici e Jefery Levy (da un soggetto di Bret Olson)

Interpreti:  Thom Adcox-Hernandez, Andrew Barach, Kathy Benson, Kevin McCarthy, Evan MacKenzie, Eva La Rue, Jason Scott Lee

Anno: 1990

Durata: 94 min.

VHS: Panarecord (editato come Ghoulies 2: il principe degli scherzi)

srs3sf0IcOQA2kd